Gynoug è uno shoot ‘em up a scorrimento orizzontale in cui si impersona
un mitico guerriero alato, Wor, impegnato in una disperata battaglia contro i
mostri mutanti che hanno invaso il suo pianeta. Wor è in grado di generare dei
globi d’energia e scagliarli contro il nemico e ha il potere di comandare le
forze elementali. Per questi motivi, l'eroe è l’unico che può salvare la sua
gente dal destino che la minaccia e tentare di sconfiggere il terribile
Distruttore e il suo spaventoso esercito di abominevoli creature. Il sistema
di armamento del nostro guerriero alato si basa su un insolito potenziamento
realizzabile tramite due bonus distinti. Il bonus blu aumenta il numero di
proiettili sparati e ne amplia il raggio d’azione, quello rosso incrementa le
dimensioni dei singoli colpi e la relativa potenza distruttiva. Per ognuno dei
bonus suddetti sono visualizzate barre distinte con 5 livelli di potenziamento.
Inoltre è possibile modulare la copertura di fuoco del nostro eroe tramite items
specifici che consentono di scegliere tra: un raggio più ampio e distribuito,
una configurazione più lineare e integrata con una limitata copertura laterale e
posteriore e, infine, una redistribuzione bidirezionale dello sparo che copre
anche le spalle a Wor. La magia elementale è utilizzabile tramite 8 bonus
contrassegnati da altrettante lettere che possono essere visualizzate in una
barra di 3 caselle. Questi poteri, infatti, possono essere usati a 3 diversi
livelli e consentono di incrementare la potenza distruttiva di Wor o proteggerne
l’incolumità tramite scudi a tempo e pods protettivi che sopportano un limitato
numero di colpi. Tutti gli elementali sono, in ogni caso, temporanei, in quanto
Wor può utilizzarne solo per un certo numero di colpi prima di tornare alla sola
arma principale. L’ultimo potenziamento del guerriero alato riguarda la sua
velocità che può essere incrementata tramite l’apposito bonus a forma di piuma.
Quando il guerriero alato è abbattuto, perde ogni magia elementale e un livello
delle barre rosse e blu che misurano potenza e copertura del proprio sparo
principale. Per mitigare la difficoltà del gioco, gli sviluppatori hanno
preferito evitare il classico sistema “a checkpoints”, per sostituire, invece,
immediatamente l’eroe abbattuto, mantenendo, così, la continuità dell’azione ed
evitando la frustrazione derivata dall’obbligo di ripetere continuamente le
sezioni più ostiche. Per arrivare al cospetto del Distruttore, Wor deve
attraversare 6 stages. Gli stages 1-5 sono suddivisi in due sotto-stage separati
dallo scontro con il boss di metà livello (nello stage 2 le due sezioni hanno
anche uno scenario differente). Lo stage 6, invece, è il classico livello
“macedonia”, dove si affronta una selezione di boss finali e middle boss per
giungere, infine, al confronto con il Distruttore, la cui sconfitta è seguita
dalla breve sequenza finale del gioco. Lo scrolling è quasi sempre orizzontale,
ma non mancano brevi sezioni in verticale (la prima parte del 2° stage si svolge
sopra il livello del mare e la seconda, invece, ha una suggestiva ambientazione
subacquea e segue un breve tratto in verticale che segna l’immersione del
protagonista), tratti di raccordo in diagonale tra sotto-aree dello stage 3 e
sezioni in cui lo scorrimento orizzontale accelera, costringendo Wor ad un
insidioso slalom tra ostacoli e pareti metalliche di stretti tunnel (stage
4). In Gynoug, dunque, la varietà non manca e i 5 stages, pur essendo pochi,
sono piuttosto lunghi e molto “intensi”. Lo stage 6, il classico “boss megamix”,
è, invece, più breve e tradisce le limitazioni della cartuccia da 4 Mbit (512
Kb) che costringono la Masaya a prolungare il livello dedicato al confronto con
il Distruttore tramite il “riciclo” di alcuni boss già affrontati. I nemici,
sono, in ogni caso, sufficientemente differenziati e variano in tipologia e
modalità d’attacco anche tra i sotto-stages, costringendo Wor ad un utilizzo
intensivo di tutte le armi a disposizione ed un costante slalom tra i
numerosissimi proiettili che lo bersagliano. Lo sparatutto della Masaya è
caratterizzato da un’efficace impronta gotico-orrorifica che lo rende un titolo
molto caratteristico nella ludoteca del 16 bit Sega. Il design, infatti,
sviluppa in modo assai stimolante suggestioni gigeriane nel delineare un
“bestiario” di nemici particolarmente ricco di fascino. Gli sprites sfoggiano un
dettaglio che, pur variabile e, in alcuni casi, (per lo più nei nemici più
piccoli) apparentemente “abbozzato” (anche lo stesso Wor, da questo punto di
vista, avrebbe meritato una maggiore cura), arriva a livelli impressionanti nei
boss finali, che vedono il trionfo di horror biomeccanico e audaci intuizioni
grafiche all’insegna del fantasy più demoniaco, gotico e, genericamente,
“oscuro”. La grafica di Gynoug è, dunque, adeguata a tale audace concezione, che
vede la costante ricerca di atmosfere cupe ed angoscianti, in cui gli autori
cercano di opprimere il giocatore con ambientazioni dark, sprites tra alieno e
demoniaco dal design contorto e orrori biomeccanici che si stagliano su sfondi
bui e incombono sul piccolo sprite di Wor con la loro mostruosa e
dettagliatissima mole. Tecnicamente, Gynoug è un titolo piuttosto valido. La
grafica è sì piuttosto scura, poco dettagliata e cromaticamente povera nei
fondali dei primi 3 livelli, ma acquisisce una buona luminosità e colori più
brillanti negli stage seguenti (curioso il fondale “bronzeo” del 4° che sfoggia
un’ambientazione meccanica d’ispirazione molto “ottocentesca” che è, d’altronde,
riscontrabile anche negli elementi non organici di alcuni boss) e, soprattutto,
risulta curatissima negli sprites medio-grandi e nei notevoli boss finali. La
fluidità dello sparatutto Masaya è impeccabile e, nonostante si riscontri la
presenza di stages in parallasse multistrato, effetti raster (inediti nel 1991
su MD) di oscillazione del fondale, FX di distorsione ondulatoria singoli e
multipli (notevoli nel 5° stage, in cui sono simulate efficacemente le
pulsazioni delle interiora di un gigantesco mostro tramite un impressionante
“effetto onda” applicato sul fondale in parallasse) e lo schermo sia quasi
sempre gremito di sprites, i rallentamenti sono praticamente assenti. I boss di
metà e fine livello sono, poi, valorizzati da efficaci animazioni modulari che
ne scompongono la struttura, assegnandone i vari elementi a diversi sprites
concatenati e sincronizzati. Le animazioni degli sprites più piccoli, pur non
essendo altrettanto curate, sono sufficienti per caratterizzare i vari ghouls,
demoni volanti, stregoni e mostruosità varie che popolano ambientazioni di
Gynoug. La colonna sonora, realizzata da Noriyuki Iwadare, è assolutamente
adeguata al feeling gotico-orrorifico del gioco. I brani comunicano a tratti una
notevole enfasi epica e uniscono efficacemente al feeling orchestrale
“synth-fonico” di stampo classico una robusta base ritmica (digitalizzata),
sviluppata in cadenzate marce di taglio “militaresco” o incalzanti “fughe” dal
retrogusto “industrial”. Lo scontro con i boss è, invece, sottolineato tramite
cupi e apocalittici brani con inquietanti fraseggi d’“organo” tesi ad
enfatizzare angoscia e tensione cui seguono sezioni di “archi” e “fiati”
sintetizzati. Le musiche, differenziate nei vari sotto-stages, costituiscono,
dunque, una colonna sonora molto varia, curata e adeguata (l’unico brano poco
ispirato è quello dello stage 4-1), con diverse influenze (addirittura sonorità
arabeggianti nel livello 4-2) a marcarne l’eccentricità e a testimoniare
l’eclettismo di Iwadare. Gli effetti sonori, leggermente superiori allo
standard del periodo, affiancano ai classici e abbastanza adeguati FX in
sintesi, cupe esplosioni digitalizzate dal sound particolarmente ovattato che
eccedono in volume e frequenze basse risultando, quindi, troppo invadenti. In
definitiva, Gynoug, pur risentendo di un insufficiente numero di stages e,
risultando, quindi, un po’ troppo corto, è uno shoot ‘em up particolarmente
divertente che riesce anche a far valere ambientazioni e design sicuramente
azzeccati e ricchi di fascino e suggestione. Se i 6 stages tendono a limitare la
longevità del titolo, le opzioni consentono di adeguare il gioco ad ogni
esigenza di sfida (4 livelli di difficoltà e possibilità di scegliere il numero
di vite tra 3, 4 e 5).
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