I ragazzi della
Level 5 sono famosi principalmente per due motivi: I giochi di ruolo e la
grafica cel-shaded. Non volendo deludere i loro numerosissimi fan sparsi in giro
per il mondo, entrambe queste caratteristiche sono state immancabilmente
riproposte all’interno della loro ultima fatica per PS2. Arrivato dalle nostre
parti con ben due anni di ritardo rispetto al Giappone, Rogue Galaxy è in realtà
un action-rpg sviluppato per conto della Sony. L’edizione PAL qui analizzata
cerca comunque di farsi perdonare la lunga attesa grazie all’inserimento di
numerosi contenuti inediti, che rendono il prodotto ancora più longevo ed
interessante della già ottima versione nipponica.
La particolarità di quest’ennesima fatica del team di Fukuoka risiede
sicuramente nel sistema di combattimento, che compie un vero e proprio balzo in
avanti verso la convergenza fra action-game e gioco di ruolo. Prevedendo
l’utilizzo simultaneo di armi sia a lungo che a corto raggio, nonché di appositi
pulsanti per il salto e la parata, nei suoi frangenti più frenetici Rogue Galaxy
finisce col ricordare addirittura Devil May Cry; logicamente impreziosendo il
tutto con l’oggettistica e gli incantesimi tipici dell’impostazione
ruolistica. Nella pratica ci troveremo a guidare un party composto di tre
elementi, di cui solamente uno sarà però sotto il nostro diretto controllo.
All’interno di sterminate location, sviluppate come un unico lunghissimo
dungeon, gli incontri con i vari nemici avverranno in maniera del tutto casuale,
assumendo alle volte una frequenza fin troppo elevata. Una volta che il
combattimento avrà avuto inizio saremo in grado di controllare liberamente il
nostro personaggio, senza dover all’apparenza rispettare alcun tipo di vincolo.
Potremo perciò correre, saltare, attaccare con una delle nostre due armi, oppure
accedere al menù avanzato che contiene oggetti ed incantesimi. Nella realtà
ognuno di questi input andrà a consumare parte di un apposito indicatore,
terminato il quale non potremo far altro che attendere la sua completa ricarica.
In questo frangente d’inattività forzata non saremo comunque del tutto inermi,
ci sarà infatti ancora possibile schivare o parare gli assalti avversari.
Azione, quest’ultima, che se effettuata con successo ci consentirà di tornare
istantaneamente all’offensiva. In tutto ciò i restanti membri del nostro
party agiranno autonomamente, limitandosi comunque ad utilizzare le armi
equipaggiate. Saltuariamente ci forniranno anche alcuni utili consigli
sull’incantesimo o l’oggetto che intendono utilizzare; proposta che saremo in
grado di avallare o meno con la semplice pressione di un pulsante. Naturalmente
quando la situazione lo richiederà potremo anche assumerne il controllo diretto,
impartendo loro i dovuti ordini tramite il solito menù a scomparsa. In pratica
ci troviamo di fronte ad una versione semplificata dell’ottimo “gambit system”
visto in FFXII. In cui la gestione dell’intelligenza artificiale si limita però
ad alcuni basilari comandi, come ad esempio il “rimanete indietro” o il
“concentratevi sullo stesso avversario”, lasciando all’intervento diretto del
giocatore qualsiasi decisione più complessa.
Un'altra novità introdotta da Rogue Galaxy risiede inoltre nel “Reveletion
Flow”, tramite il quale i vari personaggi potranno acquisire nuove abilità od
incantesimi. Affinché ciò si realizzi sarà necessario introdurre determinati
oggetti all’interno di una scacchiera, il cui reperimento fungerà pertanto da
incentivo alla ripetuta esplorazione di talune aree. Scopo alquanto simile lo
svolgono le armi, che potremo fondere assieme sfruttando l’insolito potere di un
simpatico ranocchio. Questo si limiterà però a combinare solo
quell’equipaggiamento che avremo utilizzato per un tempo sufficientemente lungo,
costringendoci perciò ad andare in giro ad “expare” ogni singola arma in nostro
possesso. Alla luce di tutto ciò appare evidente che il fulcro di Rogue Galxy
risiede proprio nei combattimenti, a cui tutto il resto, dalla storia alla
risoluzione di elementari enigmi, risulta quindi subalterno. A smorzare almeno
in parte la tendenza ad una eccessiva ripetitività ci penseranno comunque alcuni
mostri; i quali, richiedendo strategie particolari per essere eliminati, come ad
esempio attacchi in salto o determinate pistole anti barriera, riusciranno a
rendere gli scontri sensibilmente più vari e ragionati. Parlando invece della
storia dobbiamo purtroppo constatare come l’abile team non abbia all’apparenza
fatto alcun tipo di sforzo per ovviare alle limitazioni dei loro precedenti
lavori. Anche in questo caso l’intero impianto narrativo non brilla certamente
per l’originalità o la maturità dei temi trattati. Un vero peccato se si pensa
che l’avventura muove i suoi primissimi passi sotto i migliori auspici,
lasciando anche intravedere degli ottimi spunti d’approfondimento. Le tematiche
più interessanti, come ad esempio il rapporto fra gli affari e la guerra,
vengono purtroppo abbandonate con il proseguire del gioco, dando la stura alla
solita favoletta piena di buoni sentimenti a cui i Level5 sembrano proprio non
voler rinunciare.
Ciò che Rogue Galaxy perde sotto il profilo narrativo e della varietà riesce
comunque a riconquistarlo dal lato tecnico. La parte del leone è sicuramente
svolta dalla grafica, che s’impone come un’ulteriore evoluzione dello splendido
stile visto nei precedenti Dark Cloud e Dragon
Quest VIII. Il livello di dettaglio raggiunto dal Cel-shading
made in Level5 ha quasi del miracoloso, riuscendo spesso e volentieri a
travalicare il confine che separa il videogioco dal cartone animato. Stessa cosa
dicasi per il bestiario, che risulta particolarmente ricco ed ispirato. L’unica
nota negativa risiede forse nelle location, a cui però si perdona volentieri un
piccolo eccesso di ripetitività a fronte delle loro ragguardevoli dimensioni.
Ottimo anche il comparto audio, grazie ad un valido accompagnamento musicale a
cui si affiancano degli effetti sonori di eccellente fattura e un abbondante
utilizzo del parlato. Un altro punto a favore del gioco risiede infine nei
numerosi extra, che comprendono la bellezza di tre lunghissime quest
facoltative, un simpatico gioco in cui catturare, allevare e far combattere dei
particolari insetti, un altro dove gestire una vera e propria fabbrica in grado
di sfornare oggetti unici, ed ultima ma non importante la caccia ai mostri
ricercati (anch’essa già vista in FFXII).
Rogue Galaxy per PS2 si propone dunque come un prodotto estremamente curato e
per alcuni versi innovativo. Una spiccata linearità e una storia ancora troppo
infantile non gli consentono però d’innalzarsi al livello di capolavoro. Ciò
nonostante, se vi lascerete conquistare dalle sue meccaniche, questa quarta
fatica del team di Fukuoka sarà in grado di traghettarvi senza alcuno sforzo ben
oltre le sessanta ore di gioco; il che non è certamente poco se si considera che
gli innumerevoli extra potranno far lievitare questa cifra ancora più in alto.
Per i motivi sopra elencati RG rimane perciò un prodotto da consigliarsi a
coloro i quali non disdegnano delle lunghissime sessioni di gioco all’insegna
del “farming” più spinto. Tutti gli altri farebbero invece meglio a rivolgere
altrove le proprie attenzioni, magari indirizzandosi verso qualcosa di più
classico. In quanto l’eccessiva ripetitività con la conseguente mancanza di
stimoli potrebbero farsi sentire fin troppo presto.
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