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Dynamite Headdy

Scritto da: Alessio "AlextheLioNet" Bianchi

Pubblicato il: 06/01/2009

La Treasure è una software house preziosa per i possessori di Mega Drive / Genesis.
Nella ludoteca del 16 bit Sega, portano la firma di questo prestigioso team nato da una costola della Konami: Mc Donald’s Treasure Land Adventure (1993), Gunstar Heroes (1993), Dynamite Headdy (1994), Yu Yu Hakusho Makyo Toitsusen (1994), Alien Soldier (1995) e Light Crusader (1995).
Se Gunstar Heroes è un titolo che trasuda azione da ogni singolo pixel e offre serrate dinamiche run & gun che richiedono al giocatore un largo sfoggio di riflessi, Dynamite Headdy, invece, costringe concretamente ad usare la testa. Si tratta di un rompicapo? No, non proprio, a meno di non voler definire così anche i platform della celebre serie B.C. Kid. Si può dire senz’altro che, dopo il successo di Gunstar Heroes, la Treasure abbia potuto permettersi un gran numero di colpi di testa che si concretizzano in particolare in un titolo come Dynamite Headdy che, dunque, per la casa di Nakano viene ad assumere un’importanza capitale.
DH è un platform game che riprende l’attack mode “de capoccia” dei vari B.C. Kid, reinterpretandolo tramite due successivi titoli usciti per e Mega Drive: Decap Attack e Kid Chameleon. In Decap Attack, un simpatico platform horror-umoristico, il protagonista è una mummia che utilizza la testa per attaccare i nemici con la particolarità che, come si può intuire dal titolo, la parte anatomica in questione non è saldamente ancorata al collo e viene proiettata in avanti con il solo sostegno “elastico” delle bende. In Kid Chameleon, il giocatore guida un bambino che può trasformarsi in 9 personaggi diversi indossandone le relative maschere.
DH è, dunque, il risultato di un cross-over evoluto tra i titoli sopra citati: la testa dell’eroe è separata dal resto del corpo e si comporta come un’entità a se stante (una sorta di “head-pod”) con cui Headdy può attaccare (lanciandola verso il nemico come un boomerang a distanza ravvicinata) e arrampicarsi. La testa standard, inoltre, può essere sostituita con altre 18 “heads”, consentendo a Headdy di utilizzarne gli specifici poteri extra.
Lo scopo del gioco è riportare la pace e la libertà nel Puppet World, oppresso dal ferreo dominio del malvagio Dark Demon, dal suo fedele sgherro, Trouble Bruin, e dal terribile esercito di pupazzi maligni da lui sguinzagliati.
Per portare a termine la sua missione, Headdy dovrà superare ben 28 stages (“scenes”) gremiti di nemici di ogni forma, natura e dimensione, tra cui numerosissimi middle bosses e gli immancabili guardiani di fine livello.
La caratteristica principale di DH è sicuramente la varietà. Le scene sono molto differenti tra loro e propongono soluzioni visive e meccaniche di gioco che, in molti casi, tendono a spiazzare il platform player medio. Il titolo Treasure combina questa notevole ricchezza di gameplay styles diversi, a privilegiare di volta in volta l’azione, come virare verso lo shoot ‘em up “puro” o anche contemplare elementi di “strategia”, con, inoltre, la possibilità di variare la testa di Headdy in 18 modi diversi. Naturalmente, l’intera gamma delle heads non è sempre disponibile (ad esempio le “fly heads”, che consentono a Headdy di volare, sono utilizzabili nei soli 4 stages shoot ‘em up “Parodius-like”: da 6-1 a 6-4), ma, nel corso delle varie scene, ne vengono di volta in volta messe a disposizione delle ristrette rose di selezione. Ulteriori elementi di varietà sono: le practice scenes, l’intermission bonus game e i secret bonuses. Non vanno, infine, trascurate le numerosissime e ingegnose sorprese di cui il titolo Treasure è generosamente dotato. I colpi di scena che impreziosiscono questo platform si risolvono spesso in tocchi di classe di natura grafica, inusuali dinamiche di gioco inerenti a determinate scene, particolari modalità d’attacco di middle o final bosses e, in generale, intriganti intuizioni concettuali che apportano al gameplay delle svolte che ancora oggi colpiscono per audacia e modernità.
DH è, dunque, un titolo molto stimolante per l’evidente ingegnosità del game design, per la ricerca di un approccio peculiare al frequentatissimo genere di riferimento e per la marcata differenziazione tra gli elementi che ne compongono l’articolata struttura.
Tutti i suddetti aspetti positivi del platform Treasure non spiegano, però, il particolarissimo fascino che lo caratterizza. Ciò che seduce in DH è, soprattutto, la bizzarria visionaria di design e situazioni. Che i programmatori non avessero, come Headdy, la testa sulle spalle, emerge da ogni particolare, ogni svolta nella “vicenda”, ogni dettaglio di sprites e fondali. DH è, infatti, un titolo di un fuori di testa particolarmente coerente: tutto è assolutamente sopra le righe, diverso e, spesso, totalmente inaspettato.
La grafica è degna del talentuoso team che ha firmato questo platform: coloratissima (le tonalità fortemente contrastanti sono un po’ da trip allucinogeno), ottimamente disegnata (accattivante l’ambientazione “teatrale” con contaminazioni visionarie alla “Alice in Wonderland”), impreziosita da parallasse standard e multi-strato, dotata di spettacolari effetti raster (distorsioni, flipping e prospettive) e sprites di grandi dimensioni. Fluidità e velocità d’azione sono, poi, garantite dall’impeccabile programmazione che rende DH esente da rallentamenti, pur non mancando situazioni in cui lo schermo è affollato di sprites o dominato da enormi boss finali animati con dovizia di elementi grafici indipendenti.
Il sonoro è qualitativamente superiore a tutti gli altri titoli Treasure realizzati per il 16 bit Sega. La soundtrack è particolarmente varia, brillante e raffinata e gli FX sono nettamente sopra la media, con digitalizzazioni nitide e campionamenti vocali perfettamente comprensibili e, per una volta, esenti dal fastidioso “effetto raucedine” tipico del Mega Drive. La colonna sonora è, dunque, particolarmente ben realizzata per composizione, suggestione e resa acustica di synth e base ritmica campionata e segna uno dei punti più alti della carriera di Kazuo Hanzawa, noto anche, oltre che per i già citati Gunstar Heroes e Alien Soldier su MD, per i coin-op Konami Bucky O’Hare e Lightning Fighter / Trigon.
La longevità di DH è assicurata dalle menzionate 28 scene di “action”, “shooting” e “strategy” e dal livello di difficoltà piuttosto impegnativo che richiede al giocatore una notevole versatilità nell’uso delle “heads” del protagonista. Il “Treasure Show” (così è chiamato nel manuale della versione Genesis, in perfetta coerenza con l’ambientazione e la denominazione “scene” per gli stages) è, dunque, uno spettacolo che dura a lungo e la compagnia teatrale assicura a tutti gli spettatori che il divertimento non mancherà e noia, convenzioni e banalità saranno bandite dal teatro per tutta la rappresentazione. Solo chi usa bene la testa riuscirà a vedere il finale a sorpresa dello show!

"Dynamite Headdy è un platform game di gran classe che conferma il notevole talento del team di Gunstar Heroes. Titolo ricco di spunti originali e tecnicamente curatissimo, DH ha come fiore all'occhiello una varietà strutturale nettamente superiore alla stragrande maggioranza dei rappresentanti del genere. I 28 livelli che costituiscono la rutilante visionarietà del mondo di RH garantiscono, poi, un lungo e appagante divertimento all'insegna del fuori di testa."

Sistema: Mega Drive

Anno: 1994

Sviluppatore: Treasure

Casa: SEGA

Genere: Platform

(1 voti)
Dynamite HeaddyDynamite HeaddyDynamite HeaddyDynamite HeaddyDynamite Headdy

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Commento scritto da: 3D Blust Cord - 19/10/2009
Senza dubbio un titolo per MD che comprende in se tutte le dinamiche dei migliori platform,la grafica è molto ben curata,l'audio altrettanto,ma la giocabilità non è a livello delle due precedenti voci(questo è strano vista la caratterisca primaria del MD"a dispetto delle concorenti" cioè la velocità della sua CPU).Il tutto condito da un personaggio veramente strampalato quanto mai simpatico.La colorazione dei livelli è di ottimo stampo anche se in alcuni(come da me gia detto per RISTAR)ricorda molto quella di SONIC CD. Le dinamiche del gioco sono ben riuscite,ma alcuni boss di fine schermo sono un po"noiosi",e troppo austeri.Le musiche sono carine,ma nulla di più...la longevità è assicurata dal numero di livelli(28),in alcuni però si avverte molto il game play.L'Attak Mode di testa e molto carino,pur comunque è una cosa gia vista...DH ciò nonostante resta ed è un ottimo titolo per MD,consigliato.Voto 8. PS.Lo sapevate che la TREASURE nel 94 licenziò ben 50 dipendenti per inadempienza!

Commento scritto da: exitplanetdust - 11/07/2009
Ho letto il pezzo con maggiore concentrazione. Esso conferma la buona impressione iniziale. Alessio, credo tu abbia centrato l'essenza del gioco, la magia del titolo treasure: un aspetto dannatamente difficile da spiegare a parole. Vorrei fare notare che Decap Attack è l'occidentalizzazione di Majikaru Hashito no Butsutobi Turbo! Daibouken, e che quest'ultimo è molto meglio da ogni punto di vista, a mio avviso! :D

Commento scritto da: exitplanetdust - 10/07/2009
Probabilmente, il mio gioco preferito in assoluto. Bella la rece: trasuda competenza ed è ricca di informazioni.

Commento scritto da: Axel B. - 09/01/2009
E' un gioco che non ho mai finito ma ci ho giocato parecchie volte.Oltre all'originalità ed alla vastità,del gioco mi hanno fin da subito colpito le musiche e gli effetti sonori digitalizzati quasi perfetti senza essere gracchianti.

Commento scritto da: B-Movie - 06/01/2009
queste ambientazioni mi ricordano tanto zool eheheh, me l'ero perso sto game, devo recuperarlo!

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