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Rod Land

Scritto da: Maurizio "Amy-Mor" Tirone

Pubblicato il: 10/03/2009

Tam e Rit sono due sorelline che vivono insieme alla propria mamma in un villaggio incantato tranquillo e piacevole. Tutto scivola via per il meglio, fino a quando, tanti degli abitanti di questo villaggio, mutuano in un comportamento strano. Da amici divengono nemici e, uno di loro, una specie di aquila reale, rapisce proprio la madre delle due povere sorelline richiudendola in cima alla torre Mabbots.
A questo punto il capo villaggio in preda alla disperazione, tenta in ogni modo di ristabilire la pace nella loro terra incantata, affidando proprio alle due sorelle, Tam e Rit, il potere per far sì che questo avvenga.
Ereditato dal padre il giusto armamentario (le fruste magiche) e avute dal capo villaggio le scarpette arcobaleno, le due sorelle corrono subito alla ricerca della propria mamma, ponendo così fine a questa terribile situazione.
Questo, in poche parole, il semplice plot nascosto dietro a questo videogame, leggero e fiabesco come il resto dell’intera produzione.

Rod Land nasce originariamente nel 1990 per i sistemi arcade da sala giochi. Creato dalla JALECO, questo videogame fu in seguito convertito per i più disparati computer e consolle presenti nelle case di quel periodo. Premesso che, purtroppo, il sottoscritto non ha mai avuto modo di provare la versione originale da sala giochi, ci soffermiamo sulla conversione che fu eseguita dalla SALES CURVE e pubblicata dalla STORM nel 1991 per macchina AMIGA-500.

Rod Land, è un videogioco che s’ispira all’ancor più anziano Bubble Bobble, un platform a schermo singolo dove il quadro non scrolla né orizzontalmente né verticalmente, bensì, una volta ripulita l’area di gioco, si passa praticamente alla schermata successiva. Fatte queste dovute premesse di cui tutti erano sicuramente informati, analizziamo nel profondo il gameplay di questa pietra miliare dei videogiochi.
In un primo approccio, Rod Land potrebbe sembrare uno di quei videogiochi creati per le signorine... potrebbe dare l’impressione di essere facile e scontato, nonché di semplice dominazione agli occhi del videogiocatore smaliziato. Tralasciando che, nel periodo in cui fu creato, le signorine facevano ben altro che giocare con i videogame (la Nintendo ancora non le aveva infettate), Rod Land nasconde, dietro l’aria tranquilla, un gioco molto intelligente e impegnativo, non difficile, ma da saper padroneggiare. L’intelligenza artificiale dei nemici è in questo caso ottima; il modo in cui il branco nemico pone l’attacco non è mai scontato, e il gioco vi darà sempre la possibilità di affrontare tutti i quadri in due modi dall’approccio completamente differente. Potrete scegliere se scagliarvi contro i nemici cercando la loro eliminazione a priori, scivolando cosi lungo il gioco con le sole tre vite messe a disposizione a inizio partita, oppure diversamente scegliere la strada della”tattica”, quella che vi permetterà (con più pazienza e meno azione) di accumulare vite extra in abbondanza (CONSIGLIATO). Se la scelta ricade sulla seconda opzione, non vi resterà che schivare i nemici anziché ucciderli, raccogliere tutti i fiori sparsi per il livello, trasformando in questo modo i cattivelli che attaccavano, in buffi esseri simili a melanzane camminanti, che scappano via in preda al terrore della vostra frusta (tipo i fantasmi di Pac-Man dopo che quest’ultimo ha ingerito le pillole magiche). Una volta azionata questa modalità, e fatto fuori uno dei nemici, noterete che quest’ultimo lascerà cadere una lettera che andrà repentinamente raccolta. Queste lettere (cinque in totale) andranno a formare la parola”EXTRA”, che ogni qual volta raggruppate, vi doneranno una vita appunto EXTRA. Come avrete intuito, quindi, Rod Land vi esorterà al ragionamento prima di passare all’attacco puro, unico modo per superare tutti i quaranta livelli proposti.

Graficamente questo prodotto è molto gratificante. Colori vivi e limpidi, disegni che richiamano alla mente il manga style (che a tutti noi piace tanto), animazioni e fluidità semplici ed efficaci. Anche per il lato sonoro è tutto ok! Musichette allegre, tutte carine, e sfx puliti e ben ricercati. Tutto nel lato tecnico è studiato per riuscire a ricreare un effetto fiabesco di cui il gioco è pervaso.

 

"Rod Land potrebbe, molto degnamente, essere definito un puro retro gioco, di quelli che nella mente dei grandi sviluppatori odierni non ve n'é più traccia. Una tipologia di gioco ”vecchia” quanto modernamente intuitiva, e diversa (per un novizio videogiocatore) da quello che c’è in giro.
Divertente in singolo, MONUMENTALE in doppio. Da provare."

Sistema: Amiga

Anno: 1991

Sviluppatore: Sales Curve

Casa: Storm

Genere: Platform

(8 voti)
Rod LandRod LandRod LandRod LandRod Land

Rod LandRod LandRod LandRod LandRod Land

Commento scritto da: Riccioli - 21/01/2010
Gioco semplicemente meraviglioso, lo emulo tutt'ora e mi ci diverto un sacco. questa versione dell'Amiga è così ben realizzata, che batte anche la versione coin op. non un arcade perfect, di più.

Commento scritto da: Zic - 18/01/2010
Ho distrutto il navigator con questo gioco ;)

Commento scritto da: Lukagee - 24/11/2009
Uno di quei classici che si rigioca sempre volentieri !!

Commento scritto da: Master Gen - 11/03/2009
Gioco di per se bellissimo. La versione Amiga, poi, è un vero tripudio di musica e colori. Voto meritatissimo!

Commento scritto da: Bert - 10/03/2009
Una realizzazione deliziosa, molto carino.

Commento scritto da: karames - 10/03/2009
ricordo che quando uscì i miei amici ed io lo criticammo per via della grafica carina ma ci sembrava un giochino banale...nulla di + sbagliato!in due era uno spasso!


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