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Rastan

Scritto da: Dario "Dariolino78" Lanzetti

Pubblicato il: 25/04/2009

Il Sega Master system è da considerarsi un’ottima console per quanto riguarda le conversioni da arcade, basti pensare a R-Type oppure a Choplifter e, credetemi, questo Rastan è una delle migliori trasposizioni. Alcuni estimatori considerano questa versione addirittura superiore al titolo “a gettoni” che è notoriamente un capolavoro.
Ma veniamo alla trama: Rastan è un barbaro che combatte con il suo spadone e che di mestiere fa il “cerca tesori”. Rastan ha un fisico da lottatore (a me ricorda tanto Conan di Schwarzenegger) ed è così potente che non permette a nessun uomo o Dio di controllare il suo destino (ha fatto molta ginnastica di “ti sfizio l’esercizio”).
Un giorno, un re lo chiama per chiedergli di salvare la propria figlia, tenuta prigioniera nelle oscure profondità di Semia, una regione dove nemmeno i più perfidi esseri osano entrare. In cambio, il re promette a Rastan incredibili ricchezze. Ovviamente, il barbaro accetta e da qui si comincia a “videogiocare”.
Ora analizziamo il gioco. Proseguendo lungo i livelli, il Barbaro forzuto uccide i nemici e salta da una piattaforma all’altra senza disdegnare qualche fune per “dondolarsi” o per salire. Esso può acquisire diverse armi oltre allo spadone, con una particolarità: tutte le armi sono a tempo! Finito il tempo, il giocatore torna con la sua fida spada. Vediamo quali sono questi oggetti spaccaossa: l'ascia, la mazza e la più potente spada di fuoco. Tutte le armi possono essere “direzionate” a destra, a sinistra, in alto e in basso (quest'ultimo solo mentre si salta)
Altri oggetti molto utili sono: scudo, mantello, corazza (tutti e tre diminuiscono i danni), medicine (ripristinano l’energia), pecora (dona una vita), stoffa (una specie di “magia” che uccide tutti) e altri oggetti, meno importanti ma comunque utili.
Tra i vari bonus si nasconde anche un oggetto che è meglio evitare: il veleno.

Il gioco si configura come un action game con gradevoli inserti platform e gode di una giocabilità veramente alta. Ho gradito molto questo aspetto degli “innesti” platform in un titolo dichiaratamente d’azione, aggiungono varietà, donano un ritmo particolare e sono ben realizzati, eccone degli esempi: le “zattere”, le funi, il dover saltare da un sasso all’altro, e altri.
Gli schemi, che sono sette e vengono divisi in tre stage ognuno, hanno un ottimo design anche se la qualità degli stessi non è costante: si hanno, infatti, sia livelli particolarmente ispirati, sia qualche livello leggermente sottotono.
I controlli sono ben implementati e rispondono correttamente alle sollecitazioni del player, ma avrei preferito una risposta ai comandi più fluida e meno macchinosa soprattutto nella gestione dei salti.
La varietà delle situazioni di gioco è garantita dall’alto numero di differenti ostacoli inseriti dai programmatori, per esempio: le “roccie con faccia”, l’acqua melmosa, i massi rotolanti, le palle di fuoco, spuntoni vari, eccetera eccetera.
Buona ma non eccelsa la varietà dei nemici che sono però magnificamente caratterizzati, soprattutto i boss di fine livello.
Tecnicamente, questa produzione gode di un buon livello grafico anche se, essendo uno dei primi giochi per questa console, non stupisce in nessun campo e non presenta sprite di grosse dimensioni. Il livello della qualità sonora è invece ottimo, anche se questo aspetto è reso meglio sul Commodore 64 (purtroppo solo questo, perché per il resto la conversione C64 delude, soprattutto per la difficoltà che si incontra quando si cercano di prendere le funi).
La longevità è da considerarsi più che sufficiente grazie all’alta difficoltà del titolo e al buon bilanciamento della stessa.
Insomma, anche se Rastan presenta qualche lieve difetto è un capolavoro. Dire con sicurezza se è migliore questo Rastan o il coin-op credo sia un argomento poco valido e molto soggettivo. Il coin-op dispone comunque di una qualità tecnica assolutamente superiore e di controlli leggermente migliori.

"Il gioco di un barbaro palestrato che gira con un costume da bagno verde, degli stivali rossi ed una spada possente potrebbe sembrare banale o ridicolo (quanto meno visto sotto questo aspetto) e invece è un titolo incredibile! Divertente, difficile, con un buon sonoro e una discreta realizzazione grafica. Il barbaro estivo sta ora riposando nell'olimpo dei videogiochi ma noi retrogiocatori siamo ben felici di disturbarlo ancora una volta per un'altra partita. Sperando che non si arrabbi..."

Sistema: Master System

Anno: 1988

Sviluppatore: Taito Corporation

Casa: Taito Corporation

Genere: Action/Platform

(4 voti)
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Commento scritto da: Maxhell - 28/04/2009
Bello Rastan! uno dei primi giochi che ho comprato per il master system! Volevo far notare poi che gli sprite avevano degli sfarfalii mica da ridere!

Commento scritto da: B-Movie - 27/04/2009
non hai idea da quanti anni cercavo questo gioco ma non riuscivo a trovare il titolo... grazie mille!!! lo comprerò quanto prima!

Commento scritto da: Antras - 26/04/2009
Io penso che fosse un gioco facile come era facile l'arcade, infatti nell'originale le cose si complicavano drasticamente SOLO se si perdeva un'arma potente e l'anello della velocità nei momenti "critici", ad esempio i boss di fine livello, in particolare il 4°, un vichingo veloce e aggressivo...

Commento scritto da: キノッピ七十四 - 26/04/2009
Ricordo con piacere quando comprai questo gioco ormai 20 anni fa, quando in pratica avevo letteralmente imparato a memoria la versione arcade! Lo trovai piacevolmente un pochino diverso dal coin-op e un pò più facile (cadendo in acqua o nel fuoco non si perde una vita ma una "tacca" di energia). Concordo con il voto, soprattutto sul versante giocabilità. Anche recentemente, ogni tanto ci faccio volentieri una partita. Bei tempi però...


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