Il Sega Master system è da considerarsi un’ottima console per quanto riguarda le conversioni da arcade, basti pensare a R-Type oppure a Choplifter e, credetemi, questo Rastan è una delle migliori trasposizioni. Alcuni estimatori considerano questa versione addirittura superiore al titolo “a gettoni” che è notoriamente un capolavoro. Ma veniamo alla trama: Rastan è un barbaro che combatte con il suo spadone e che di mestiere fa il “cerca tesori”. Rastan ha un fisico da lottatore (a me ricorda tanto Conan di Schwarzenegger) ed è così potente che non permette a nessun uomo o Dio di controllare il suo destino (ha fatto molta ginnastica di “ti sfizio l’esercizio”). Un giorno, un re lo chiama per chiedergli di salvare la propria figlia, tenuta prigioniera nelle oscure profondità di Semia, una regione dove nemmeno i più perfidi esseri osano entrare. In cambio, il re promette a Rastan incredibili ricchezze. Ovviamente, il barbaro accetta e da qui si comincia a “videogiocare”. Ora analizziamo il gioco. Proseguendo lungo i livelli, il Barbaro forzuto uccide i nemici e salta da una piattaforma all’altra senza disdegnare qualche fune per “dondolarsi” o per salire. Esso può acquisire diverse armi oltre allo spadone, con una particolarità: tutte le armi sono a tempo! Finito il tempo, il giocatore torna con la sua fida spada. Vediamo quali sono questi oggetti spaccaossa: l'ascia, la mazza e la più potente spada di fuoco. Tutte le armi possono essere “direzionate” a destra, a sinistra, in alto e in basso (quest'ultimo solo mentre si salta) Altri oggetti molto utili sono: scudo, mantello, corazza (tutti e tre diminuiscono i danni), medicine (ripristinano l’energia), pecora (dona una vita), stoffa (una specie di “magia” che uccide tutti) e altri oggetti, meno importanti ma comunque utili. Tra i vari bonus si nasconde anche un oggetto che è meglio evitare: il veleno.
Il gioco si configura come un action game con gradevoli inserti platform e gode di una giocabilità veramente alta. Ho gradito molto questo aspetto degli “innesti” platform in un titolo dichiaratamente d’azione, aggiungono varietà, donano un ritmo particolare e sono ben realizzati, eccone degli esempi: le “zattere”, le funi, il dover saltare da un sasso all’altro, e altri. Gli schemi, che sono sette e vengono divisi in tre stage ognuno, hanno un ottimo design anche se la qualità degli stessi non è costante: si hanno, infatti, sia livelli particolarmente ispirati, sia qualche livello leggermente sottotono. I controlli sono ben implementati e rispondono correttamente alle sollecitazioni del player, ma avrei preferito una risposta ai comandi più fluida e meno macchinosa soprattutto nella gestione dei salti. La varietà delle situazioni di gioco è garantita dall’alto numero di differenti ostacoli inseriti dai programmatori, per esempio: le “roccie con faccia”, l’acqua melmosa, i massi rotolanti, le palle di fuoco, spuntoni vari, eccetera eccetera. Buona ma non eccelsa la varietà dei nemici che sono però magnificamente caratterizzati, soprattutto i boss di fine livello. Tecnicamente, questa produzione gode di un buon livello grafico anche se, essendo uno dei primi giochi per questa console, non stupisce in nessun campo e non presenta sprite di grosse dimensioni. Il livello della qualità sonora è invece ottimo, anche se questo aspetto è reso meglio sul Commodore 64 (purtroppo solo questo, perché per il resto la conversione C64 delude, soprattutto per la difficoltà che si incontra quando si cercano di prendere le funi). La longevità è da considerarsi più che sufficiente grazie all’alta difficoltà del titolo e al buon bilanciamento della stessa. Insomma, anche se Rastan presenta qualche lieve difetto è un capolavoro. Dire con sicurezza se è migliore questo Rastan o il coin-op credo sia un argomento poco valido e molto soggettivo. Il coin-op dispone comunque di una qualità tecnica assolutamente superiore e di controlli leggermente migliori.
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