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Onimusha: Warlords

Scritto da: Emiliano "MasterGen" Valori

Pubblicato il: 01/05/2009

Offuscata da un’assurda concorrenza tutta interna alla Capcom, la saga di Onimusha non ha raccolto dalle nostre parti tutto il successo che meritava. Ricordato da molti come il “Resident Evil” con la spada o il “Devil May Cry” senza il salto, il titolo della prestigiosa software house di Osaka ha effettivamente molto in comune con i due mostri sacri sopra citati, in particolar modo con i primissimi capitoli della serie dedicata agli zombie della Umbrella Corporation.
Ad una struttura tipicamente da survival horror fa però da contraltare una meccanica dei combattimenti assai più simile ad un hack’n’slash, che ci consentirà di utilizzare diversi tipi di arma bianca e persino qualche magia.

Ambientato nell’affascinante Giappone dell’epoca Sengoku, Onimusha Warlords ci vedrà vestire i panni del giovane ed intrepido samurai “Samanosuke”, nel suo tentativo di salvare la bella principessa Yuki dalla grinfie del perfido Nobunaga, il quale intende sacrificarla nel corso di un oscuro rituale demoniaco. Data la natura occulta di tale minaccia, le schiere di nemici che ci ritroveremo di volta in volta ad affrontare saranno composte quasi esclusivamente da mostri di varia natura, sui quali potremo avere la meglio grazie ad uno speciale artefatto a forma di guanto. Quest’ultimo sarà in grado di generare dei devastanti attacchi magici, la cui natura dipenderà dal tipo di arma impugnata in quel momento, nonché di risucchiare dai cadaveri dei nemici sia la preziosissima energia vitale che l’esperienza necessaria ad upgradare il nostro equipaggiamento.
Nonostante la notevole cura riposta nel sistema di combattimento, è sicuramente la fase esplorativa più strettamente connessa alla risoluzione di alcuni interessanti enigmi a giocare la parte del leone all’interno dell’opera. Questo, unito a delle claustrofobiche location ambientate all’interno di una misteriosa magione, creano un piacevole parallelismo con il primissimo survival horror di casa Capcom; ossia quel “Resident Evil” per PS1 con cui Onimusha Warlords finisce col condividere persino l’utilizzo dei fondali pre-renderizzati.
Un simile espediente, per quanto non risulti del tutto ottimale ai fini del combattimento, dona al titolo un innegabile senso artistico, che si esplica principalmente nella fedele riproposizione delle affascinanti atmosfere del Giappone feudale e in una cura per i dettagli prossima al fotorealismo.

Più in generale possiamo dire che l’avventura si lascia godere senza particolari intoppi dall’inizio fino alla fine, risultando sempre abbastanza stimolante ma mai così difficile o dispersiva da generare frustrazione o spaesamento. Le uniche grosse pecche risiedono probabilmente in alcuni save point mal dislocati, che ci costringeranno a rigiocare più e più volte gli stessi lunghissimi passaggi e a visionare ripetutamente alcune cut-scene, nonché in una durata complessiva dell’esperienza che si aggira intorno alle sei/sette ore di gioco.

Difetti a parte, l’opera della Capcom  si dimostra complessivamente un prodotto degno di nota, capace di venire incontro ai gusti di un’utenza molto vasta. Alternando sapientemente fasi dall’alto contenuto di adrenalina ad altre maggiormente dedite al ragionamento e all’esplorazione, e condendo il tutto con una realizzazione tecnica dall’elevato valore artistico, Onimusha Warlords si dimostra il degno capostipite di una delle saghe più affascinanti di quest’ultimo decennio videoludico, meritando a pieno titolo il proprio posto d’onore all’interno della nutrita softeca della PS2.

"Ricalcando in gran parte l’impostazione dei primi grandissimi episodi di Resident Evil, Onimusha Warlords finisce col pagare qualcosa dal punto di vista dell’originalità e delle meccaniche di combattimento. Il titolo Capcom rimane comunque un’avventura ricca di fascino e coinvolgente, capace, finche dura, di soddisfare le esigenze di qualsiasi estimatore del genere."

Sistema: PlayStation 2

Anno: 2001

Sviluppatore: Capcom

Casa: Capcom

Genere: Survival horror

(1 voti)
Onimusha: WarlordsOnimusha: WarlordsOnimusha: WarlordsOnimusha: WarlordsOnimusha: Warlords

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Commento scritto da: MasterGen - 02/05/2009
In senso MOLTO lato si può anche definire un horror. In fondo tutto il suo fascino si basa sulle atmosfere claustrofobiche e sulla costante sensazione di catrastofe imminente.

Commento scritto da: musehead - 01/05/2009
Non è male. I giochi di Kenji Inatune non mi piacciono particolarmente, ma Onimusha è decisamente ispirato. Difetti ne ha: controlli osceni (erano lenti in Resident Evil, in un hack'n'slash sono deleteri), ritmo spesso blando e telecamere fisse che spesso selezionano l'inquadratura sbagliata (con imprecazioni al seguito). Veramente notevole la grafica e d'accordissimo sul giudizio finale. Ma lo ritenete davvero un gioco horror?!?

Commento scritto da: Alessandro - 01/05/2009
Concordo con la review di Master,unici difetti sono il sistema di controllo del personaggio che è uguale a RE su PSOne e la longevità limitata...del resto la trilogia + lo spin off meritano di essere presenti nella softeca di chiunque ami gli action horror.

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