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Da sempre legata
a doppio filo alle console di casa Sony, la serie automobilistica della Namco,
dopo aver letteralmente spopolato sulla primissima Playstation, ha accompagnato
la nascita dell’intramontabile PS2, con questo che, oltre ad esserne il quinto
capitolo, risulta anche il più incompreso e ingiustamente criticato. Come
spesso avviene, infatti, fra i titoli di lancio di una console i maggiori onori
spettano a quelli in grado di offrire il comparto grafico di maggior impatto,
riuscendo in tal modo a mettere in luce la potenza di calcolo del nuovo hardware
e di dare così un senso alla ragguardevole somma di denaro investita per esso.
Titoli che invece, come il qui presente, risultano caratterizzati da una
realizzazione tecnica meno appariscente, ma che non demeritano assolutamente dal
punto di vista del gameplay, vengono generalmente snobbati dalla grande massa;
salvo poi essere riabilitati una volta terminato quell’effetto “novità” a cui
ogni buon retrogiocatore DOC risulta, entro certi limiti, immune. Detto
questo non si vuole in alcun modo giustificare l’operato di una Namco che, dopo
aver letteralmente viziato la propria utenza con un’ininterrotta serie di
capolavori sulla PS1, esordisce nel mondo dei 128bit con un titolo incapace di
surclassare graficamente i migliori esponenti della precedente generazione;
primi fra tutti i due inarrivabili “Gran Turismo”.
Dotato di un comparto poligonale assi scarno e minato da un onnipresente
effetto “scaletta”, Ridge Racer V non verrà certamente ricordato per la sua
avvenente bellezza. Nonostante ciò, le meccaniche tipicamente arcade del racing
Namco raggiungono per l’occasione la loro piena maturazione, dando vita ad
un’esperienza altamente frenetica ed appagante. Grazie ad una risposta ai
comandi praticamente perfetta, ad un design dei tracciati molto vario ed
ispirato, e ad un’ottima diversificazione fra le varie vetture (che ci
costringerà a modificare radicalmente il nostro stile di guida ogniqualvolta
proveremo un differente modello), affrontare una curva a gomito a più di
trecento all’ora, effettuando la classica derapata che a reso famosa la serie,
non è mai stato così divertente. Il vero punto di forza del titolo Namco è,
insomma, una giocabilità praticamente priva di sbavature, in grado di offrire un
ottimo connubio fra una tecnica di guida ragionata e tutta la frenesia tipica
dell’impostazione arcade. Se a tutto questo aggiungiamo una meccanica delle
collisioni che risponde a dei modelli fisici altamente credibili e degli
avversari in grado di darci del filo da torcere fino all’ultimo metro del
tracciato, ci rendiamo conto che il titolo qui analizzato non è affatto quella
mezza delusione per la quale è stato a lungo spacciato, ma al contrario uno dei
candidati a pieno diritto al titolo di miglior esponente di tutta la serie; in
grado di raffinare a dovere uno schema di gioco iper-collaudato, senza
rinunciare al contempo a qualche piccola ma significativa novità. Se si esclude
l’abbandono della presentazione in computer grafica, in favore di un’altrettanto
valida “intro” poligonale (in cui non mancherà l’ormai consueta top-model di
origine nipponica), a trarre maggior beneficio da tale lavoro di upgrade è
indubbiamente la fase di sorpasso. Nel sopravanzare un avversario, infatti,
potremo ora fare affidamento su di un realistico effetto scia, che nella pratica
ci consentirà di aumentare sensibilmente la nostra velocità massima rimanendo
incollati per qualche secondo alla macchina che ci precede. Allo stesso modo,
però, dovremo stare ben attenti a mantenere sempre un certo distacco dai nostri
inseguitori, i quali non si faranno alcuno scrupolo ad utilizzare lo stesso
stratagemma per farci pagar caro ogni nostro minimo errore.
Grafica a parte, l’unico altro difetto che è possibile imputare a Ridge Racer
V riguarda i suoi contenuti. Presentandosi con solo sette tracciati
(percorribili in entrambi i sensi di marcia), e sei differenti macchine (più
altri quattro veicoli speciali da sbloccare), l’offerta ludica del racing Namco
non brilla certamente per ampiezza, ponendosi decisamente un gradino al di sotto
della diretta concorrenza. Constatazione che finisce con l’incidere pesantemente
su di una longevità che, già per sua stessa natura, tende a non essere
particolarmente elevata.
Questo quinto episodio della famosa serie automobilistica si pone, insomma,
come un prodotto nudo e crudo, dove la quasi totale mancanza di fronzoli, sia
dal punto di vista grafico che dei contenuti, viene ampiamente bilanciata da una
giocabilità assolutamente perfetta e da un livello di sfida ottimamente
calibrato. Caldamente consigliato sia agli estimatori delle precedenti
incarnazioni che a chiunque sappia apprezzare un buon titolo arcade, Ridge Racer
V è un prodotto che merita di essere riscoperto e rivalutato. Poiché, difetti a
parte, nei suoi momenti migliori è in grado di divertire e coinvolgere come solo
i grandi giochi riescono a fare.
"Ridge
Racer V si presenta come un prodotto scarno e per alcuni versi poco curato.
Difetto, questo, dovuto probabilmente alla necessità di rilasciare il titolo in
concomitanza con il lancio della console. Nonostante ciò il racing di casa Namco
rappresenta il picco evolutivo di quelle meccaniche tipiche del franchise,
riuscendo a più riprese a travalicare i limiti naturali di un’impostazione
spiccatamente arcade."
Sistema: PlayStation 2
Anno: 2000
Sviluppatore:
Namco
Casa: Namco
Genere: Racing
(1 voti)
Commento scritto da: Giuseppe Uccello- 19/07/2009 Uno dei primi esempi di potenza bruta della ps2 per quanto riguarda la gestione 3D. Rispetto ai giochi Dreamcast dell'epoca, Ridge Racer gestiva una carovana di poligoni e lo si nota sopratutto osservando la notevolissima complessità delle vetture in gara. Stupendo - peccato per l'aliasing, abbastanza fastidioso, e per il refresh molto basso. Texture di posso sotto la media PS2
Commento scritto da: musehead- 20/05/2009 se non ricordo male fu eliminato con la seconda revisione della ps2 e comunque dovrebbe riguardare solo dati particolari (tipo quelli per la lettura dei dvd).
Commento scritto da: Master Gen- 20/05/2009 Questa cosa del bug non la sapevo. Ci gioco (anche se saltuariamente) da anni e non mi è mai successo.
Commento scritto da: musehead- 20/05/2009 Difficile da giudicare. Una sorta di ritorno alle origini, se paragonato al quattro, un nuovo affondo negli inizi arcade del marchio. Dopo la serie GT, quando già circolavano i primi video di GT3, non poteva sorprendere la gente ed il poco calore dell'accoglienza era comprensibile (tra l'altro era pure buggato, poteva cancellare alcuni dati della memory card). Oggi lo si apprezza meglio e ci si gode la sua immediatezza, ma a me la fisica della sua derapata proprio non va giù!
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