Nel 1990 sul Sega Master System non era presente nessuna
simulazione di guida attinente al mondo della Formula 1. C’era, per dirla tutta,
un gioco di nome World Grand Prix pubblicato nel lontano 1986, ma quest’ultimo
era un videogame marcatamente arcade caratterizzato da una minima attinenza al
reale mondo delle competizioni automobilistiche. Ad ogni modo Sega pensò bene
che fosse giunto il tempo di realizzare un titolo con lievi ambizioni simulative
(per quanto possa essere simulativo un videogioco dell’era degli 8 bit) e
programmò questo Super Monaco GP. Un titolo dichiarato come conversione
dell’omonimo cabinato che campeggiava nelle sale-giochi di quei tempi ma che, in
realtà, ha ben poco da spartire con quest’ultimo se non, appunto, il nome.
Per cominciare a giocare bisogna scegliere tra la modalità Grand Prix o
Battle entrambe affrontabili in solitaria o in coppia con un altro giocatore.
Ovviamente nel Grand Prix bisogna vincere il mondiale di Formula 1
costituito, qui, da 16 piste, che sono o almeno tentano di essere, le
riproduzioni dei tracciati reali, mentre nella modalità Battle è necessario
arrivare prima di uno specifico avversario in un unica pista oppure bisogna
vincere più volte rispetto all’avversario su un numero di piste scelto a priori.
Come avrete già capito le due modalità di gioco si compensano a vicenda; una
permette una sfida intensa ma di minor durata, l’altra costituisce il fulcro del
gioco. Parliamo proprio di quest’ultima ovvero il Grand Prix Mode. Qui i primi
accenni mossi da Sega nel campo della simulazione saltano subito all’occhio. Non
soltanto le 16 piste sono riproduzioni dei circuiti reali ma anche il sistema
con cui vengono elargiti i punteggi a fine gara ricalca fedelmente quelle che
sono le regole del vero campionato mondiale di F1 del 1990. E’ comunque
importante arrivare tra i primi dieci per poter continuare a giocare. Prima
della corsa vera e propria vi è la possibilità di effettuare dei Free Run,
ovvero giri liberi, in cui testare le modifiche fatte alla vettura. Infatti è
possibile settare alcune caratteristiche della propria auto! Posso garantire che
una cosa del genere appariva stupefacente per un utente della console Sega. Se
sugli home computer le simulazioni non erano certo una novità, lo erano, invece,
per i possessori della console di Alex Kidd e Wonder Boy. Si possono variare
cambio, spoiler, motore e pneumatici. Il cambio va da automatico a manuale con
3, 5 o 7 marce, più marce si posseggono maggiore è la ripresa ma anche la
difficoltà nel gestirle. Lo spoiler o “alettone” agisce come nella realtà,
ovvero aumentando l’inclinazione aumenta anche la tenuta di strada ma diminuisce
la velocità massima. Il motore è da scegliersi tra una gamma di 4 propulsori che
vanno da quello con più ripresa e meno velocità a quello diametralmente opposto:
massima velocità e minore ripresa. La menzione d’onore va ai pneumatici: la
scelta è importantissima e va effettuata in considerazione del numero di giri
che si dovranno affrontare. Infatti un pneumatico morbido ha una tenuta di
strada pazzesca ma degrada facilmente, il contrario farà quello con mescola
dura, le vie di mezzo sono forse le scelte migliori. Il Free Run funge anche da
qualifica poiché se è vero che si possono fare tutti i giri che si
vogliono, il tempo effettuato viene comunque utilizzato per stilare la
classifica di partenza del Gran Premio. Mi rendo conto che non è molto reale e
che sarebbe bastato creare un’ulteriore modalità di gioco ma comunque il tutto
funziona e non da fastidio. Dopo aver configurato l’auto nel migliore dei modi
ed aver stampato un tampone record si può passare alla gara. L’operazione si
ripete per tutti i circuiti. Molto divertenti le sfide a due giocatori che
sono la linfa vitale per la longevità di questo titolo nonché una gradita
opzione che nel 1990 non era affatto cosa scontata. Analizzando
l’implementazione tecnica bisogna ammettere che è stato fatto un lavoro discreto
ma niente di più. Lo scorrimento della strada è reso in maniera fluida e veloce
ma gli elementi a bordo pista non sono molti e nemmeno vari. Non sono mai
presenti più di 4 vetture contemporaneamente e, almeno in apparenza, i colori a
video non fanno gridare al miracolo per numero di tonalità. I diversi tracciati
sono distinti graficamente dal paesaggio sullo sfondo e le schermate
“intermedie” sono ben fatte ad eccezione solo di quella utilizzata per inserire
il proprio nome, assolutamente scialba. Il sonoro non è un gran che, anche se
tutto sommato non da fastidio; qualche breve motivetto fa da sfondo a pochi
effetti sonori ben inseriti e scelti con accuratezza. Ma parliamo ora di
quello che ci interessa di più, la giocabilità. Qualcosa ho già accennato,
soprattutto sul gioco a due. Con un amico è sempre tutto più bello e questo
gioco di corse non fa eccezione, disponendo di un ottimo schermo diviso in due
metà. La cosa strana è che questa impostazione video viene mantenuta anche
quando si gioca da soli! (forse, il motivo di ciò è l’intenzione di far entrare
tutto il gioco nei 256 Kbyte della cartuccia, ma il risultato finale non è dei
migliori). Il controllo dell’automobile è tutto sommato buono e regala
divertimento e soddisfazione anche se la vettura si muove un po’ troppo
lentamente quando scorre da destra a sinistra o viceversa; ovvero, per
raggiungere un lato della pista quando si è su quello opposto ci si impiega
troppo tempo. A lungo andare il titolo tende ad annoiare, soprattutto dopo aver
preso una certa dimestichezza col sistema di guida ed essere diventati bravi. Un
approfondimento sul sistema di guida è necessario: quando il vostro bolide
comincia a curvare assume una certa inclinazione, dopo qualche istante aumenta
l’angolo di inclinazione, a questo punto è necessario raddrizzare il “volante” e
poi premere nuovamente nella direzione della curva. Bisogna ripetere la
procedura per tutta la durata della curva. Se non si fa in questo modo giocare
risulterà impossibile poiché l’auto continuerà ad andare in testa-coda. Nulla di
grave, anzi, io ho apprezzato questo metodo, ho preferito approfondirlo nella
recensione per una questione di pura utilità che spero il lettore gradisca;
alcuni miei conoscenti hanno abbandonato subito il titolo credendo che fosse
impossibile da controllare ed invece bastava imparare quanto da me spiegato. Le
pecche maggiori si riscontrano nella mancanza di password o salvataggi, che
costringe a doversi affrontare tutto un mondiale in una volta sola, nell’assenza
dei box in pista e dei danni alla vettura. Visto che le gomme si consumano la
presenza dei box sarebbe stata ovvia, e invece…. A parere di chi
scrive, il miglior titolo riferito alla Formula 1 per questa console rimane F1
della Domark uscito nel 1993 e anche Super Monaco GP 2 (il seguito), è
leggermente superiore al titolo qui recensito. Un buon prodotto, ma ancora
acerbo ed incompleto.
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