Dietro
un nome così altisonante non si cela in realtà alcun tipo di sequel o di remake,
Super Puzzle Fighter II Turbo (d’ora in poi semplicemente SPF2T) è infatti la
prima installazione di un divertentissimo puzzle game ispirato ai più rinomati
picchiaduro di casa Capcom, e dai quali “eredita” appunto anche la complessità
del nome. Il legame di parentela con titoli del calibro di Street Fighter e
Darkstalkers si concretizza sia nella presenza di alcuni protagonisti
delle due serie che nella struttura stessa del gioco, la quale, anche nella
modalità “single player”, ci vedrà costantemente contrapposti ad un avversario
con cui condivideremo la schermata di gioco.
Sfruttando la tradizionale impostazione con blocchi in caduta dall’alto,
SPF2T appare come la logica evoluzione di Pnickies, un altro puzzle game targato
Capcom che, non avendo mai varcato i confini nipponici, risulta quasi del tutto
sconosciuto dalle nostre parti. Lo scopo del gioco rimarrà pertanto quello di
posizionare delle coppie di gemme in modo da formare degli ammassi
contraddistinti da una colorazione uniforme. Degli appositi detonatori, che
saltuariamente faranno la loro comparsa fra i blocchi in caduta, ci
consentiranno invece di eliminare dall’area di gioco qualsiasi elemento
cromaticamente affine con cui dovessero entrare in contatto. Tutte le gemme
fatte così esplodere verranno logicamente riversate nella metà dello schermo di
pertinenza del nostro avversario, diventando a loro volta eliminabili solo dopo
un determinato numero di mosse. Lo scontro giungerà invece alla sua ovvia
conclusione non appena uno dei due contendenti avrà esaurito lo spazio a sua
disposizione. In tutto ciò la presenza di Ryu e compagni svolgerà una duplice
ruolo. Il primo e puramente coreografico consisterà nel sottolineare gli
“attacchi” più devastanti tramite quelle mosse speciali distintive di ciascun
personaggio. Il secondo, invece, più strettamente correlato al gameplay,
determinerà il colore ed il pattern delle gemme riversate nell’area di gioco
avversaria in base al lottatore selezionato.
I punti a favore di questo particolarissimo titolo della Capcom non sono
certamente pochi. L’azione di gioco risulta infatti assolutamente frenetica e
divertente, contraddistinta da continui cambi di fronte nonché da una
spettacolarità del tutto inusuale per un puzzle game. Assieme a simili pregi il
gioco trova però nella sua impostazione squisitamente “ versus” anche i suoi più
evidenti limiti. Proprio come i picchiaduro da cui trae ispirazione, SPF2T da il
meglio di se solamente quando viene affrontato assieme ad un amico, risultando
perciò poco appetibile nella tradizionale modalità “single player”. Inoltre, il
continuo riversarsi nell’area di gioco delle gemme eliminate dall’avversario
rende quasi impossibile mettere in scena una strategia di gioco lungimirante e
ragionata, finendo col privilegiare la pura destrezza manuale e donando al
titolo quel tanto di imprevedibilità che di certo non rende onore ad una
produzione di questo tipo.
Tecnicamente parlando, SPF2T si presenta invece quasi del tutto privo di
difetti. La grafica, pur non brillando per complessità, risulta infatti
assolutamente accattivante e colorata, capace di conquistarsi le simpatie del
giocatore grazie alla presenza dei simpaticissimi lottatori in versione super
deformed. Non a caso, tali spassosissimi sprites hanno a loro volta ispirato la
realizzazione di un picchiaduro sui generis, in grado di ricalcarne sia il
design che lo spirito scherzoso. Stiamo logicamente parlando del coloratissimo
“Super Gem Fighter Mini Mix”, meglio conosciuto dalle nostre parti con il nome
di “Pocket Fighter”. Splendido anche il comparto audio, grazie ad un set di
effetti decisamente azzeccato e alla presenza dei remix delle più popolari
musiche d’accompagnamento di Street Fighter e Darkstalkers.
Prima di concludere è d’obbligo spendere alcune parole sui contenuti del
gioco, il quale offre otto differenti “lottatori” tratti dai due beat’em up più
volte citati nel corso di quest’articolo. A questi se ne aggiungono inoltre
altri cinque, che potremo sbloccare inserendo determinati codici nella schermata
di selezione del personaggio. Oltre ai canonici Dan e Akuma, fra quest’ultimi
farà la sua comparsa anche la bionda Devilotte, l’unica del gruppo a provenire
da un terzo titolo di mamma Capcom, ossia lo sfortunatissimo Cyberbots:
Fullmetal Madness. Per quanto concerne le modalità di gioco, l’offerta ludica
del titolo risulta invece assai più scarna, non proponendo praticamente alcuna
alternativa alla versione da sala. L’inserimento di una modalità puzzle priva di
un avversario, magari contraddistinta da una velocità di caduta dei blocchi via
via sempre più alta, avrebbe a mio modesto avviso giovato enormemente alla
longevità di questa versione casalinga, che allo stato attuale delle cose
risulta veramente imperdibile soltanto se si dispone di qualcuno con cui
condividerla.
P.S. Oltre a delle altrettanto valide conversioni per Sega Saturn e Gameboy
Advance, il titolo in questione è da poco disponibile per il download su
piattaforme Windows, Ps3 e Xbox360 con il nome di SPF2T HD Remix. Come si può
già intuire dal titolo quest’ultima incarnazione prevede un comparto grafico
interamente in alta risoluzione, assieme ad un parco opzioni decisamente
ampliato e ad una più che benvenuta modalità online.
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