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Anno 2712. Il
pianeta Sahvoar, più noto come Graveyard, nel sistema solare di Luyten, è in
grave pericolo! A seguito di un guasto avvenuto durante il processo di
terraformazione è stato invaso da degli inarrestabili organismi mutanti che si
sono diffusi sull’intera superficie fino a minacciare l’esistenza stessa della
vita. Per risolvere il problema si è deciso d’ingaggiare un gruppo di mercenari
provenienti dai posti più remoti dell’universo. Si tratta d’individui
particolari, ben addestrati ed esperti nell’uso delle armi e dei congegni più
disparati. Una volta atterrati su Graveyard, il team si divide in tre squadre:
la prima rimane sull’astronave, la seconda monta la guardia nella zona
circostante, mentre l’ultima, sotto il nostro controllo, si avvia per compiere
la missione.
Hired Guns è un gioco di ruolo fantascientifico ambientato su un lontano
pianeta infestato da pericolose creature mutanti. All’inizio della partita
selezioniamo i quattro membri del nostro gruppo da una rosa composta da dodici
mercenari, nove umani e tre androidi. I personaggi si differenziano per
caratteristiche fisiche, abilità peculiari ed equipaggiamento in dotazione. La
missione consiste nel recuperare le quattro componenti di un ordigno nucleare
che, una volta assemblato, verrà fatto detonare così da sterilizzare
l’intero pianeta. Ciascuno stage viene selezionato da un’apposita mappa che
ritrae le diverse località situate sulla superficie di Graveyard. Al momento
della selezione verrà fornita una piccola descrizione dello scenario con il
relativo livello di difficoltà. Uno scenario terminerà quando verrà raggiunta
l’uscita, successivamente sarà possibile sceglierne un altro seguendo le linee
che collegano i vari luoghi della mappa.
Ogni stage è caratterizzato da dei labirinti organizzati su più piani
sopraelevati, ciascun dungeon ovviamente è infestato da ogni genere di mostri.
Durante l’esplorazione combattiamo nemici, risolviamo enigmi ed utilizziamo
interruttori, chiavi e tessere magnetiche per poter accedere a nuove aree dello
scenario. Per tener traccia di ogni nostro spostamento utilizziamo il comodo DTS
in dotazione: una sorta di mappa automatica che ricostruisce, a mano a mano che
si prosegue, la struttura del livello. Spesso la nostra perlustrazione viene
interrotta da alcuni ostacoli che ci ostruiscono la via: dei campi di forza da
disattivare, dei muri semoventi da spostare ed infine anche dei corsi d’acqua in
cui immergerci. I membri del nostro party possono spostarsi sia
contemporaneamente che singolarmente, a seconda della necessità. Durante il
nostro girovagare tra i cunicoli e le stanze dello scenario, spesso e
volentieri, incappiamo in innumerevoli contenitori che racchiudono gli oggetti
più disparati: chiavi, schede, cibo, armi, munizioni, medi-kit, antidoti e
moduli psionici. Questi ultimi sono dei particolari dispositivi che una volta
attivati permettono la guarigione dall’avvelenamento, il teletrasporto, la
respirazione subacquea ed altre utili facoltà. Il completamento di un livello
dipenderà spesso e volentieri da un sapiente utilizzo di tali congegni. Oltre
alla campagna principale vi sono delle missioni d’allenamento e dei piccoli
sottogiochi d’azione che ci permettono di verificare le nostre capacità di
comando nelle situazioni più disparate.
Il gioco fa uso della stessa visuale in prima persona già collaudata da
titoli come Dungeon Master, Eye Of The Beholder e Black Crypt: il gruppo si
sposta di una casella per volta con rotazioni panoramiche di novanta gradi.
Hired Guns introduce però una visuale multipla costituita da quattro finestre
indipendenti, una per ogni membro della squadra. All’interno di ciascuna
finestra viene mostrato ciò che il personaggio corrispondente sta effettivamente
osservando in una particolare direzione. La complessità degli scenari è
superiore ai titoli sopraccitati poiché le ambientazioni sono caratterizzate da
più piani altimetrici, all’interno dei labirinti infatti, spesso e volentieri,
utilizzeremo scale, ascensori e teletrasportatori per raggiungere delle zone
soprelevate. L’ambiente circostante vanta un ottimo senso della
tridimensionalità, sebbene la profondità della visuale non risulti essere
particolarmente ampia. I combattimenti avvengono in tempo reale. Le armi
disponibili sono moltissime, la scelta contempla: pistole, fucili,
mitragliatori, granate, lanciafiamme, laser, armi a particelle, mine e
sentinelle automatiche. L’intelligenza artificiale dei nemici è ben curata,
spesso reagiscono organizzando imboscate ed inseguimenti. Alcuni mostri fanno
veramente paura, la tensione raggiunge l’apice quando alcuni di essi decidono di
inseguirci proprio nel momento in cui abbiamo esaurito le munizioni. Durante gli
scontri dobbiamo stare particolarmente attenti alle deflagrazioni e più in
generale anche agli specchi d’acqua, poiché sono in grado di deteriorare armi ed
oggetti. I livelli sono stati ben progettati e per venirne a capo dovremo
utilizzare saggiamente tutte le capacità dei nostri personaggi. Si tratta di un
altro aspetto particolarmente riuscito di questa produzione dei DMA Design: il
livello di cooperazione richiesto, tra gli stessi membri del gruppo, per
risolvere gli enigmi sparsi per gli stage del gioco è un qualcosa che è andato
irrimediabilmente perso nelle realizzazioni più moderne.
Il gioco potrebbe sembrare complesso, in realtà è gestito da una comoda
interfaccia di controllo basata interamente sull’uso del mouse. Per effettuare
un’azione si porta il puntatore su una particolare area della finestra e poi si
effettua un click col pulsante sinistro. A seconda della posizione, in genere
presso i bordi o in corrispondenza di apposite icone, cambierà aspetto
permettendoci di avanzare, di ruotare la visuale, di far fuoco ed infine di
gestire l’inventario in maniera semplice ed intuitiva.
Hired Guns è anche un ottimo titolo multi player: fino ad un massimo di
quattro giocatori possono partecipare contemporaneamente ad una partita, tutti
sul medesimo computer! I controlli impiegati per gestire i partecipanti extra
vedono rispettivamente il mouse, la tastiera ed i joystick. Il modo a due
giocatori è particolarmente apprezzabile, ogni partecipante controlla una
squadra formata da due mercenari. Spetta ai singoli giocatori decidere
l’atteggiamento più opportuno per portare a termine la missione comune. Durante
le partite multi-player capiterà spesso, intenzionalmente o meno, di far fuoco
su un personaggio controllato da un amico, l’inevitabile reazione di costui
genererà delle risse furibonde che daranno origine ad un divertente “death
match”.
La grafica utilizzata per le schermate statiche, i personaggi, gli sfondi e
gli sprite è di buona fattura, i menù fanno addirittura uso del raro modo
interlacciato. Gli scenari sono molto diversificati, il motore del gioco
gestisce indistintamente sia le ambientazioni esterne che quelle interne. Le
prime, in genere, sono caratterizzate da degli ampi spazi in cui di volta in
volta troviamo alberi, prati, cespugli, rocce e specchi d’acqua. Gli interni
invece sono più angusti, claustrofobici, ed utilizzano uno stile grafico
tecnologico che più avanti nel gioco diventa sempre più organico. Ogni livello è
caratterizzato da degli ottimi effetti sonori ambientali che riescono a creare
il giusto senso di tensione, capaci cioè di mantenere il giocatore sempre in
allerta, in attesa di chissà quale minaccia. Gli Amiga dotati di un’espansione
di memoria verranno ricompensati con degli effetti sonori extra. Anche le
musiche, così come ogni altro aspetto del gioco, sono di ottimo livello. Il
tutto è molto d’atmosfera, si tratta senza alcun dubbio dell’aspetto più
riuscito della produzione, uno dei migliori videogame in questo senso.
La difficoltà, dopo i primi stage, si assesta su un livello medio/alto, la
longevità è assicurata dalla presenza di ben diciannove livelli che contano una
ventina di mostri diversi. Lungo il corso del gioco ci si accorge che, in
realtà, Hired Guns tende a funzionare più come un gioco d’azione, oserei dire
quasi un first person shooter, piuttosto che un canonico gioco di ruolo. La
componente “ruolistica” è decisamente evanescente, l’esperienza accumulata
durante la partita alla fin fine è da considerarsi più che altro come un
punteggio finale ed i personaggi tendono a differenziarsi solamente in termini
di forza ed equipaggiamento. Nonostante queste piccole limitazioni, si tratta
senza alcun dubbio di un titolo d’atmosfera, originale e molto longevo, capace
di coinvolgere e divertire.
Hired Guns è stato convertito frettolosamente anche per i personal computer
basati sull’MS-DOS, sebbene questa versione sia passata quasi del tutto
inosservata. Nonostante la grafica leggermente più colorata, la realizzazione
tecnica è sicuramente inferiore rispetto a quella Amiga. Il comparto audio è
estremamente deludente per un titolo distribuito su CD-Rom, vista poi la totale
assenza di tracce audio. Peccato.
"Hired Guns
ha portato una ventata d’aria fresca nel genere dei dungeon crawler. I DMA
Design sono riusciti a creare delle sofisticate ambientazioni tridimensionali
che per essere attraversate necessitano di un’oculata cooperazione che coinvolge
tutti i membri del gruppo. Un aspetto, questo, che continua ad essere ignorato
dalle maggior parte delle produzioni odierne. Il fantastico modo multiplayer
eleva ulteriormente la già ottima longevità."
Sistema: Amiga
Anno: 1993
Sviluppatore:
DMA Design
Casa: Psygnosis
Genere: RPG/Adventure/Action
(3 voti)
Commento scritto da: Bert- 30/09/2009 Si, il gioco ha pieno supporto multi linguaggio. Poi per quanto riguarda l'engine alla Doom, nel 1997 era in sviluppo un remake basato sull'Unreal Engine poi caduto nell'oblio. Onestamente 7.5 per un gioco che a suo tempo ha preso quasi ovunque delle valutazioni superiori al 90% mi sembra un po pochino.
Commento scritto da: Amy-Mor- 30/09/2009 DMA Design/Psygnosis:Due marchi di due realtà Amiga forti e consolidate(qulcuno ha detto LEMMINGS?).Anche in questo giro, spalla a spalla come appare nell'intro dei loro videogame, per manifestare la loro stabile qualità artistaca e tecnica.Non sono un grande amante di questa tipologia di videogame (con scrolling a casella), ed è per questo che tante volte ho fantasticato su come sarebbe stato Hired Guns se avesse avuto uno scrolling alla Doom.Va segnalata anche una localizzazione in Italiano del prodotto, oltre che in Inglese, Tedesco, Francese e Spagnolo.Grande atmosfera comunque, per un titolo che sa appassionare tutt'oggi.
7.5
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