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  • Drakkhen

    Drakkhen viene ricordato come uno dei videogiochi più all'avanguardia della sua epoca, spesso e volentieri se ne sorvolano gli evidenti difetti per enfatizzarne gli spunti più innovativi, primi fra tutti la possibilità di esplorare un realistico ambiente tridimensionale ed una ampia libertà d'azione. La trama alla base del gioco, è un qualcosa di veramente prolisso ed articolato, l'unico elemento certo che traspare è l'avvento di una nefasta profezia che narra l'ascesa di un'antica stirpe di Dragoni. Queste creature malvagie dopo essersi impossessate delle otto gemme che regolano l'esistenza stessa dell'universo, ora bramano di dominare il Mondo. La loro patria è una lontana isola continentale situata nel bel mezzo dell'oceano, quest’ultima organizzata in quattro reami che, oltre a differenziarsi per clima, fauna e flora, sono governati da due esponenti della casta dei Dragoni. Nel disperato tentativo di impedire l'avverarsi della profezia, l'Imperatore invia sull'isola i suoi uomini migliori, un gruppo di quattro intrepidi avventurieri la cui missione consiste nel recuperare le gemme magiche così da ribaltare le sorti del mondo. Noi, ovviamente, comandiamo questo manipolo di eroi.



    All'inizio della partita, come in ogni gioco di ruolo che si rispetti, costruiamo il nostro gruppo. Drakkhen ci permette di scegliere quattro classi: il guerriero, l'esploratore, il mago ed il chierico. Oltre a specificare il sesso ed il nome di ciascun membro, possiamo anche distribuire i valori prestabiliti dal generatore dei personaggi fra i vari attributi che descrivono ogni nostro eroe, in particolare tra forza, costituzione, destrezza, intelligenza ed educazione. Una volta creato il party, inizierà la partita vera e propria, il gameplay è caratterizzato da due momenti distinti, durante i viaggi tra un luogo e l'altro ci spostiamo attraverso un ambiente tridimensionale piuttosto realistico. Lungo il tragitto, la visuale utilizza un punto di vista in prima persona, le strade, i sentieri ed i vari specchi d'acqua sono rappresentati con dei semplici poligoni colorati, mentre gli altri oggetti che arricchiscono la scena come i palazzi, gli alberi, i nemici ed i personaggi vengono ritratti con delle bitmap messe in scala.



    Per scovare le località più disparate, attraversiamo diversi tipi d'ambienti: glaciali, desertici, senza disdegnare anche i più lussureggianti. Questa modalità free roaming consiste sostanzialmente nell'individuare i palazzi dei Signori Dragoni o quanto meno tutti quei posti rilevanti per il completamento delle quest assegnateci. Oltre ai suddetti palazzi, incappiamo in altri tipi di edifici come le locande, i templi ed i fabbri, dai primi otterremo in genere delle informazioni e dei consigli sulle varie situazioni del gioco, nei luoghi di culto rimpingueremo la salute mentre negli ultimi acquisteremo dell'equipaggiamento migliore. Altri luoghi come case, tende ed igloo, ci offriranno, inoltre, un rifugio sicuro per le pericolose ore notturne. Durante il corso della partita, assistiamo, infatti, al passaggio dalla luce del giorno alle tenebre della notte.

    Una volta raggiunto un particolare palazzo, la visuale diventa bidimensionale, benché in una prospettiva da terza persona, ed iniziamo l'esplorazione. Questi luoghi sono dei veri e propri labirinti composti da più stanze, in ciascuna di queste troviamo pulsanti, campi di forza, armi, oggetti, nemici ed ogni genere di enigmi da risolvere. I combattimenti contro le forze del male si svolgono automaticamente, almeno dopo averli attivati con un’apposita icona, ed avvengono a cadenza casuale. Spesso verremo attaccati a tradimento anche durante le soste e in quelle situazioni che reputavamo essere tranquille. Il livello di difficoltà è esageratamente sbilanciato ed i puzzle sono ben lungi dall'essere logici, da questo punto di vista Drakkhen lascia sicuramente a desiderare.



    La versione per personal computer, probabilmente, resta la migliore mai prodotta, poiché, oltre a beneficiare di una maggior velocità dovuta alle più performanti cpu x86, vanta, inoltre, una grafica più particolareggiata, almeno nel caso si possieda un adattatore grafico VGA. Il comparto audio è di buon livello, ma comunque nulla per cui strapparsi i capelli.


    Drakkhen - PC DOS - Gameplay





    "A prescindere dall'indiscutibile bagaglio tecnico sfoggiato, l’unica cosa certa è che Drakkhen ha diviso la critica. I fan, infatti, lo considerano un classico, l'antesignano del free roaming moderno, ma altrettanti, non necessariamente detrattori, lo reputano semplicemente uno dei tanti titoli poco riusciti dello stesso inflazionato genere, nulla di più, fermo restando ciò che di pregevole è in grado di offrire. Secondo il mio spassionato parere, alla luce dei pregi e difetti riscontrati, la verità risiede a metà strada: si tratta di un rpg senza lode né infamia, che può piacere o meno, ma certamente tecnicamente innovativo. Luci ed ombre."