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Zelda Breath of the Wild: il salto nel quadro

Valutazione: 2 voti, 5.00 media.
Zelda Breath of the Wild: il salto nel quadro

In questo periodo sto giocando il miglior titolo che abbia mai acquistato fin da quando misi il primo gettone in un cabinato poco dopo la metà degli anni '80.

E' stato facile accorgersene. Ci penso nelle giornate ventose, quando regolo il prato di casa, quando piove, quando declina la luce del giorno e al tramonto. Inizio a giocarlo dopo cena con il proposito di un oretta e mezzo di sessione... e poi vado avanti fino alle tre e mezzo di notte . Quando ascolto il jingle della schermata di caricamento iniziale sorrido di "pregustazione"... e poi mi scopro "affamato" di Hyrule. Dopo aver dato una caccia spietata se non a tratti frenetica a tutte le torri non ancora scalate, scrutando l'orizzonte per coglierne la silhouette e il colore, me la ritrovo finalmente in mappa nella sua interezza...

E mi chiedo come siano riusciti a realizzare un titolo così autenticamente appassionante, un enorme, curatissimo open world permeato di gameplay, divertimento ed emozioni, dove, per dirla come "quel tal Sandro, autor d'un romanzetto ove si tratta di promessi sposi", "Il luogo stesso da dove contemplate que' vari spettacoli, vi fa spettacolo".

Già, perchè Zelda Breath of the Wild è soprattutto spettacolo. Come nel castello-hub di Super Mario 64 l'idraulico baffuto salta nei quadri per raggiungere i vari livelli, in Zelda Breath of the Wild il giocatore stesso salta in un quadro impressionista... e il quadro si trasforma in 'A Whole New World'.

Un fantastico mondo in cel shading o toon shading che lo rende una via di mezzo tra un acquerello dal dettaglio al limite del quadro fiammingo e un film d'animazione di Hayao Miyazaki. Il paesaggio è allo stesso tempo onirico-interiorizzato e sorprendentemente vivido, quasi fisicamente presente in quanto ad accuratezza della fisica e solida "coerenza".

Un mondo dove la poesia e l'emozione risiedono nell'ondeggiare dei fili d'erba di un verde accecante, nel riflesso della luce sulla cima bagnata delle colline, nel continuo movimento delle ombre tra gli alberi e negli anfratti, nel ritorno del sereno dopo una lunga pioggia. Una Hyrule viva, palpitante, dove si passa dall'armonia, della pace o persino da una sorta di "comunione panica" con la natura ad una tensione che si taglia con il coltello, nonchè a soprendenti virate verso l'oscurità e la minaccia, in una costante doccia scozzese.

E poi le idee che reggono le fila del gameplay e rendono Hyrule una miniera di missioni secondarie da affiancare a quella principale, con Link più indaffarato di un tappezziere monco. Ve ne sono così tante e così ben concepite che vi ritroverete a desiderare di stringere la mano e dare pacche sulle spalle ad Eiji Aonuma e collaboratori.

Termino con tre considerazioni:

- la storia, la storia, la storia! Oggi come oggi sembra che un titolo AAA single player che si rispetti debba essere dotato di una storia complessa degna di un film particolarmente lungo se non di una miniserie televisiva. In Zelda Breath of the Wild per fortuna non è così. Avete sostanzialmente carta bianca e siete mandati apparentemente quasi allo sbaraglio. Hyrule è un immenso quanto meraviglioso foglio banco dove voi stessi dovrete scrivere la storia. Sapete da dove iniziate e dove dovrete arrivare... prima o poi. Nel frattempo avete un mondo di divertimento, bellezza ed emozioni a disposizione, nonchè un'ampia libertà su come procedere e su quali siano a vostro avviso le "priorità";

- il dato tecnico. Su Wii U Zelda Breath of the Wild è quasi interamente memorizzato su un singolo Optical Disc (capacità massima: 25 GB). Ogni tanto ci ripenso e aggiungo un'ulteriore stretta di mano ad Anouma & C. ... anche tenuto conto che i caricamenti sono perfettamente accettabili. :-) Per quanto riguarda il frame rate, beh... Wii U è evidentemente più vicina a X360/PS3 di quanto non si pensi. Non mi sembra un problema particolarmente grave in quanto tale da inficiare il gameplay. Decisamente più fastidiosi, viceversa, i brevi freeze che si verificano durante determinati combattimenti effettuati in certe situazioni (ho notato che le piattatforme in alto sono un po' critiche da questo punto di vista). Il problema sembra più di memoria esaurita per le texture che non di CPU o GPU;

- inizialmente pensavo che la colonna sonora fosse troppo "timida", vale a dire non abbastanza presente. Mi sbagliavo: la soundtrack è invece calibrata e quantitavente dosata alla perfezione, costituendo un valido supporto a atmosfera ed emozioni e seguendo con grande puntualità il pendolo tra "Pan l'eterno che su l'erme alture. A quell'ora e ne i pian solingo va. Il dissidio, o mortal, de le tue cure. Ne la diva armonia sommergerà." e tutto il consistente lato scary / thrilling dell'avventura.

Infine, sempre sulla querelle "la storia, la storia, la storia!", vorrei sottolineare che "La felicità è nel viaggio, non nella meta." e Zelda Breath of the Wild lo dimostra.

La Via prosegue senza fine
Lungi dall'uscio dal quale parte.
Ora la Via è fuggita avanti,
Devo inseguirla ad ogni costo
Rincorrendola con piedi alati
Sin all'incrocio con una più larga
Dove si uniscono piste e sentieri.
E poi dove andrò? Nessuno lo sa.
La Via prosegue senza fine
Lungi dall'uscio dal quale parte.
Ora la Via è fuggita avanti,
Presto, la segua colui che parte!
Cominci pure un nuovo viaggio,
Ma io che sono assonnato e stanco
Mi recherò all'osteria del villaggio
E dormirò un sonno lungo e franco
Voltato l'angolo forse si trova
Un ignoto portale o una strada nuova;
Spesso ho tirato oltre, ma chissà,
Finalmente il giorno giungerà,
E sarò condotto dalla fortuna
A est del Sole, ad ovest della Luna.


("Il canto della Strada" da "Il Signore degli Anelli")

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Commenti

  1. L'avatar di Isaac
    E' stupendo, pure io mi ci perdo spesso e volentieri. Ho fatto quasi 60 ore e mi sembra di giocarci da meno di 10.
    Hanno creato un mondo da esplorare vero e proprio.