Sebbene possa apparire quantomai paradossale parlare di giochi moderni o meno per prodotti del 1981, va sottolineata quanta poca voglia di innovazione recava con sé questo Astrosmash. Prendete un'ambientazione alla Missile Command, con il vostro pianeta sotto assedio; prendete anche l'astronave di Space Invaders con gli esatti schemi di movimento della navicella; per completare, al posto dei nemici alieni mettiamoci le rocce galattiche di Asteroids con tanto di frammentazione dopo i nostri colpi. Fatto? Questo è Astrosmash, un vero cocktail di idee altrui. Idee valide, però!Andiamo per ordine ed inquadriamolo nel suo contesto storico. Astrosmash prende forma nel 1981 in circostanze piuttosto casuali: alla Mattel stavano programmando il loro clone di Asteroids, intitolato Meteor, ma sulla cartuccia rimase una generosa quantità di memoria libera tale da poter ospitare un altro piccolo giochino. Il programmatore John Sohl si mise quindi di impegno e tirò fuori Astrosmash, con la Mattel ormai sulla via della pubblicazione di una cartuccia multigioco. Il bollente clima legale dovuto all'attrito con l'Atari suggerì ai produttori dell'Intellivision di non stuzzicarla ulteriormente pubblicando Meteor, troppo simile all'originale Asteroids, e si decise di disattivare il collegamento di questo gioco all'interno della cartuccia facendovi apparire semplicemente Astrosmash. Giusto a titolo informativo, tramite un trucchetto era comunque possibile accedervi resettando ripetutamente e velocemente la console.
Quindi, come abbiamo visto, Astrosmash è uscito quasi per caso, ma nonostante ciò è riuscito a far breccia nei cuori degli utenti. La nostra astronave è posizionata nella parte bassa dello schermo e può muoversi in perfetta sintonia con la tradizione dei fixed shooters, quindi lungo l'asse orizzontale. Aldisopra di noi, una incessante pioggia di meteoriti di vario colore, arricchiti dalla sporadica presenza di qualche disco volante. Non dobbiamo fare altro che colpire tutto il possibile prima che tocchi terra. Avremo inizialmente a disposizione solo una manciata di vite, ma ne potremo guadagnare delle nuove ogni mille punti. No, non moriremo se gli asteroidi si schianteranno sul terreno in quanto quest'evenienza ci priverà solamente di una parte del punteggio e l'unica strada verso la dipartita è l'essere centrati in pieno, evento non troppo remoto se consideriamo l'imprevedibile frammentazione degli asteroidi una volta colpiti. Ma non è nemmeno un evento molto frequente ed è qui che Astrosmash delude di più: è troppo facile, veramente troppo! E non perchè si perdono difficilmente le vite, ma perchè se ne guadagniano troppe. Come dicevamo, si tratta di un gioco molto veloce e l'elevato numero di asteroidi da colpire vi permetterà di raggiungere ogni due minuti i fatidici mille punti e non sarà raro ritrovarsi dopo poco con una dozzina di extra lives. Le partite, così, si allungano a dismisura ma non proponendo nulla di particolarmente diverso: nei sei livelli di gioco le uniche cose che cambiano sono il colore dello sfondo e la velocità/intensità degli asteroidi. Null'altro.
Peccato, perchè Astrosmash era programmato con dovizia: la grafica, per chi era abituato a Space Invaders era fulgoramente colorata, ogni elemento a video era di ragguardevoli dimensioni e l'Intellivision riusciva a gestire anche le situazioni più affollate senza il minimo flickerio, un vero smacco per l'Atari VCS che, con la sua versione postuma, non si avvicinava nemmeno a questi livelli.
![]() Gianluca "musehead" Santilio |


















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