Di fianco allo sfrenato proliferare del mercato console, il più pigro universo dei computer, dal suo guardare dalla finestra, non rinunciava affatto a scoccare le sue frecce. Dopo le ondate di titoli più o meno simili a Space Invaders, la tendenza degli shooter prese una decisa virata verso le prospettive orizzontali figlie di Defender. Il mercato console, tuttavia, non era riuscito a proporre con cristallina efficacia gli stessi risultati del coin op della Williams a causa degli stringenti limiti di memoria, offrendo il meglio solo nell'attimo in cui i programmatori hanno deciso di discostarsi maggiormente dal modello ispiratore, come nel caso di Star Wars: Empire Strikes Back.I computer, pur potendosi permettere un approccio di petto all'imitazione pura, hanno preferito snobbare dal principio le meccaniche frenetiche e caotiche di Defender, partorendo titoli più consoni al tranquillo animo di un pubblico più adulto come in questo Choplifter. Esso nacque dapprima su Apple II e venne convertito, con grande fedeltà e qualche miglioramento, su Commodore 64 dopo solo un anno. Gli home computer non potevano vantare i colori del VCS e la gestione degli sprites delle console più performanti ma, di sicuro, potevano scrollarsi agevolmente di dosso ogni complicazione dovuta alla RAM, quantomai abbondante. La situazione tecnica trova un immediato riscontro nella relativa complessità conferita a Choplifter.
Il giocatore si trova ai comandi di un elicottero da guerra, lungo uno scenario che può scorrere bidirezionalmente a destra o a sinistra. L'unica tangibile differenza rispetto a Defender è che la mappa non è "circolare", ci sono dei bordi, per quanto distanti tra di loro. Il mezzo protagonista del gioco rende più comodo un paragone con Chopper Command della Activision, ma le similitudini terminano all'istante. Choplifter è un gioco più complesso e difficile: l'azione parte dalla nostra base nella quale l'elicottero è placidamente parcheggiato. Non appena ci leveremo nell'aere e cominceremo a perlustrare la zona verremo presto attaccati da alcuni carri in perlustrazione sul territorio. Non sarà semplicissimo abbatterli, soprattutto perchè, almeno agli inizi, dovremo familiarizzare con un sistema di controllo particolarmente ostico. Il nostro fuoco, infatti, può essere indirizzato in vari punti dello schermo tramite modi piuttosto macchinosi: cercando di simulare grossolanamente il reale movimento di un elicottero, il nostro muso si rivolgerà verso il basso mentre avanzeremo e verso l'alto andando all'indietro. Prendere la mira non è una pratica immediata e il periodo di apprendistato viene ulteriormente allungato dalla goffaggine con la quale il nostro mezzo ruoterà su sè stesso: sarà, infatti, possibile muoversi in tutte le direzioni rimanendo rivolti sempre da un unico lato e, nel momento in cui vorremo invertire l'assetto, sarà necessario premere il pulsante di fuoco e spingere la leva del joystick nella direzione opposta. Sarebbe stato di grande aiuto un secondo pulsante, indisponibile su Commodore 64. A tutto ciò si aggiunge la possibilità di lasciare l'elicottero in una posizione intermedia rivolta verso il giocatore, utile per bombardare agevolmente il terreno sbarazzandosi dei carri armati.
L'obiettivo della nostra missione non è la liberazione del livello dai nemici. Muovendoci lungo l'area di gioco ci imbatteremo frequentemente in gruppi di uomini, nostri alleati, a piede libero sul terreno. In tal caso, dovremo atterrare per qualche istante sul terreno, dando modo a questi soldati di salire a bordo ed essere trasportati alla base. Il numero di soldati presenti è sempre 64 e, in mancanza di un vero punteggio, la qualità della nostra partita sarà testimoniata dal numero di uomini che riusciremo a trarre in salvo. Bisogna tener conto che non sarà un compito tanto agevole, se non saremo abbastanza veloci ci vorrà poco a far sopraggiungere qualche mezzo nemico, il quale non si rivolgerà soltanto verso di noi, bensì cercherà di eliminare quanti più ostaggi possibile.
Choplifter è un gioco realizzato con criterio. L'idea è valida e originale, la capacità di memoria dei computer è ben sfruttata per restituire un'azione sufficientemente articolata e variabile. Se il sonoro non fa gridare al miracolo, la grafica può vantarsi di una notevole pulizia anche se il dettaglio è quello che è, tradito dalle sue origini per Apple II. La qualità di Choplifter è anche testimoniata dall'interesse della giapponese Sega a convertire il titolo per hardware da sala giochi, segnando il destino di un coin op dal dignitoso successo.
Per il godimento ludico, però, vanno fatti i conti con un metodo di controllo veramente poco amichevole. Imparare a volare e a sparare realmente nella direzione desiderata richiede una lunga pratica, una richiesta capace di spazientire più di un giocatore. I nemici, dal canto loro, non sono stati realizzati con morbidezza, mostrandosi spietati sin dalle prime battute. Per divertirsi è necessario impegnarsi moltissimo e Choplifter rischia seriamente di litigare con i tempi e le esigenze del retrogamer viziato dall'immediatezza del videogioco moderno. L'idea di fondo si scontra, nei tempi moderni, con il mutato atteggiamento del videogiocatore rispetto al software e la profondità del sistema di controllo, da valore aggiunto in termini di longevità, rischia di tramutarsi in un devastante deterrente alla giocabilità.L'importanza storica e il valore qualitativo di Choplifter alla sua uscita non si discute affatto, anzi, paragonandolo alle sue pubblicazioni contemporanee non si può che avvertire un affascinante sapore di “next-gen”. Se vi ritenete molto hardcore accomodatevi pure, per gli altri giocatori sarà molto faticoso impugnare nuovamente il joystick...
| VIDEORECENSIONE |























Main Menu
Ultimi Articoli



Ultimi Commenti
Spazio Blog
Messaggio vBulletin