Chiunque di voi abbia avuto un MSX, sicuramente conoscerà il nome Aleste, vera e propria icona di questo sfortunatissimo (in occidente si intende), computer giapponese. Creato dalla Compile sul finire degli anni 80, come giusta e meritevole evoluzione del precedente Zanac, Aleste ha visto diversi episodi nascere e crescere su questa bellissima macchina. Tra i tanti, quello che sicuramente merita l’appellativo di capolavoro assoluto è il secondo capitolo. Questo gioco ha tutto quello che occorre per diventare un vero e proprio capolavoro, introduzione ed intermezzi stile manga, delle musiche magnifiche, una grafica altamente sofisticata e fluida, una giocabilità inattaccabile, una marea di armi e bonus, mostri di fine livello disegnati impeccabilmente, difficoltà elevata quanto basta per non finire il gioco tanto presto ma allo stesso tempo per non frustrare troppo il giocatore. Tutto in Aleste 2 sembra creato apposta per rimanere nella leggenda. Il gioco in se, è uno shoot’em-up a scorrimento verticale di vecchia scuola, insomma quelli pieni di nemici che sparano all’impazzata, riempendo lo schermo di mille sprite da evitare. La cosmesi di Aleste 2 è veramente fuori ogni parametro per gli sparatutto su msx. Definita, dettagliata, fluida, colorata, con una particolare attenzione nei dettagli e nel sapiente utilizzo dei 32 colori disponibili, la grafica ad opera di Zashi Sueyoshi e Inu Nakashima è proprio tutto ciò si possa desiderare per un
gioco di questo tipo. Un altro punto a favore del gioco è indubbiamente il Character Design, veramente ispirato, dall’astronave in vostro possesso ai nemici, dai fondali ai boss, tutto è disegnato con cura e dovizia di particolari. Ovviamente lo stesso discorso vale per la parte audio, con musiche massicce e melodiche, ed effetti sonori brillanti e potenti con tanto di parlato digitalizzato. Inoltre tutte le musiche composte da musicisti del calibro di Masatomo Miyamoto, Toshiaki Sakoda e Keiji Takeuchi, sono rese alla perfezione grazie all’utilizzo della cartuccia Yamaha, il famigerato Fm-Pak, che permette all’msx di avere 8 canali stereo in fm. Aleste 2 occupa la bellezza di 3 dischetti da 3 ½, una marea di spazio che ha permesso ai programmatori di aggiungere al gioco una presentazione, degli intermezzi ed un finale animato (come quelli che si vedono nei giochi del PcEngineDUO). Il titolo Compile è formato da otto interminabili livelli con dei boss di metà e fine livello che con il proseguire del gioco diventano sempre più ostici e difficili da abbattere. Dopo 20 anni dall’ultimo attacco con DIA51, una nuova sconosciuta fortezza spaziale, si prepara ad attaccare il nostro pianeta. Questa volta a salvare la Terra dall’ennesima invasione aliena, ci penserà la figlia diciannovenne di Ray Waizen (il protagonista indiscusso del
primo Aleste). Il caccia della nostra eroina, ha a disposizione un armamentario da paura, ben 7 diversi tipi di armi, con 5 diversi livelli di potenziamento. Inoltre ci sono dei Pod che se raccattati, si mettono a girare vorticosamente intorno all’astronave proteggendoci dai colpi nemici. Questi ultimi arrivano numerosi con delle formazioni sempre nuove ed imprevedibili e, sparando all’impazzata, ci costringono a veri e propri spettacoli di contorsionismo pur di non essere colpiti dai loro attacchi e finire maciullati al suolo. Forse se proprio vogliamo essere pignoli, c’è da dire che quando il gioco si fa duro e lo schermo si riempie di sprite, l’azione ha dei drastici rallentamenti, cosa che comunque non influisce minimamente sulla giocabilità, anzi aiuta il giocatore a schivare meglio i colpi nemici (un pò come succedeva con il famoso “slow motion”, opzione disponibile in molti joystick per i vecchi home-computer). Inoltre se si perde una vita quando si ha l’armamento potenziato al massimo, si azzera tutto, e trovarsi con l’arma base al quinto livello non è una gran cosa. Infine alcuni colpi nemici hanno una palette cromatica piuttosto infelice e capita che in qualche fondale riescano a mimetizzarsi, risultando invisibili fino al momento dell’impatto con la vostra astronave. Per fortuna questi sono solo i classici peli nell’uovo che non intaccano minimamente il valore artistico di questo gioco.![]() Emanuele "HaZYeL" Martarelli |
















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