Arcade adventure: genere videoludico che mescola il dinamismo dell’azione a sporadiche pause riflessive per risolvere qualche enigma. Esempio lampante potrebbe essere la ben nota Lara Croft, immersa nelle sue avventure della serie Tomb Raider dove, dal 1996, questo genere di videogame ha trovato terreno fertile dove piantare le proprie radici.Noi portiamo le lancette del nostro orologio spazio-temporale ancora più indietro, al 1992, quando i Devinart, per conto della 21st Century Entertainment, tirarono fuori un arcade adventure per Amiga Ocs-Ecs di prima qualità, tale Deliverance.
Nato dalle ceneri di Stormlord (gioco del1989 prodotto dalla Hewson) di cui rappresenta il seguito non ufficiale, Deliverance inserisce nel contesto del cerca/salta/ragiona, anche una buona dose di violenza in stile beat'em up. Alla guida del nostro alter ego digitale, difatti, dovremo vedercela con tutta una serie di orribili bestiacce partorite dai più profondi meandri dell’inferno, facendo affidamento sulla nostra unica arma da guerra: un’ascia che brandiamo con entrambe le mani, e che possiamo scagliare a nostro piacimento con tutta forza contro i nemici. Quindi, come si può capire, in Deliverance oltre che andare alla ricerca di chiavi per aprire porte, saltare di piattaforma in piattaforma risolvendo basilari enigmi, giocherà un ruolo fondamentale il combattimento a corpo a corpo in un misto di generi sapientemente miscelato.
Tecnicamente il gioco si mostra prorompente e massiccio, quasi in pieno overscan, seppur faccia perno su di una struttura già mostrata dai Bitmap Brothers con il loro Gods. Qui però il tutto è presentato in modo mastodontico, dal nostro personaggio principale, passando per i nemici, fino a sfociare in guardiani di fine livello che toccano l’incredibile. Tutto è mostrato tramite sprite grandi e ottimamente animati, i guardiani citati coprono sempre tutta l’aria di gioco (esemplare quello del terzo livello che lascerà sicuramente senza parole) e, in generale, la grafica ha in serbo sempre delle chicche che gli intenditori non si faranno certo sfuggire.
Il sonoro purtroppo non è d’impatto come la controparte grafica, facendoci ascoltare solo pochi sfx ambientali durante il gioco che si riveleranno anche di media fattura. Come si può intuire, nessuna musica ci accompagnerà durante la nostra avventura, ma almeno la title sound si salva, proponendo un brano abbastanza d’atmosfera e in linea con il resto del gioco.
La storia riprende proprio dove Stormlord termina, proseguendo sullo stesso filone narrativo. Una regina malefica dal nome Bahd tenta per la seconda volta di rubare tutte le fatine del regno Llin Carrig, poiché la leggenda narra che queste ultime siano le conservatrici del segreto della forza terrena, e che senza di loro, dunque, il tutto andrebbe probabilmente a rotoli, facilitando un’eventuale conquista da parte delle forze dell’oscurità. Noi, nei panni del valoroso guerriero Stormlord (appunto) non dovremo fare altro che addentrarci nel palazzo di Satana (alleatosi nel frattempo con la regina nera) e riprendere tutte le fatine intrappolate nel regno degli inferi, spazzando via, nel frattempo, chiunque si poni ad ostacolo tra noi e il nostro obiettivo. Quattro i livelli da superare di media difficoltà, dove qualunque giocatore ben allenato non faticherà tanto per giungere a termine. C’è da segnalare, infatti, una brevità dell’avventura davvero disarmante, dove non serviranno più di quattro/cinque partite ben studiate per zittire Satana e la regina nera, facendo apparire anche titoli notoriamente “corti” come Another World e il primo Metal Gear Solid delle avventure lunghissime se paragonate a quanto proposto qui dai Devinart.
Poco male comunque, poiché quello che c’è appare maledettamente bello e dirompente, costringendomi a replicare su di una realizzazione grafica di prim’ordine (da ammirare i demoni del secondo livello mimetizzarsi nelle pareti, oppure le passerelle che si animano nel terzo scenario, tutto da Oscar!) che fa il paio con una violenza visiva che saprà sfamare gli amanti più esigenti delle atmosfere più adulte.

Segnalo infine un ultimo livello a bordo di un non meglio precisato essere alato, in cui affronteremo una fase shoot’em up orizzontale che ci porterà sino al combattimento (e relativa scena) finale.
Nota:
• Oltre che per Amiga il gioco è disponibile per: Amstrad CPC, Atari ST, Commodore 64, Macintosh, ZX Spectrum.Le versioni a otto bit di Deliverance differiscono dalle altre presentandosi come diretti seguiti di Stormlord, riprendendone quindi anche la struttura più accomunabile al platform adventure, e presentando, pertanto, anche la denominazione “ufficiale” Stormlord 2, assente nelle versioni a sedici bit.
![]() Maurizio"Amy-Mor"Tirone |





















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