Roland è un pirata solitario che, a bordo della sua nave Falcon, va in giro per i sette mari (diciamo anche uno) a sgraffignare tesori. L’incipit non è dei migliori ma forse nemmeno il gioco lo è. Ma andiamo con ordine...Nel 1984 l’Amstrad decise che era tempo di crearsi una mascotte, appunto Roland, che però non fosse un personaggio definito, ma flessibile abbastanza da essere inserito in una serie di giochi diversi. E’ così che il poliedrico Roland si ritrova a fare il pirata in Roland Ahoy!, particolare prodotto action a schemi. Il gameplay del titolo Amsoft risulta essere assai semplice: in pratica, partendo da una piccola mappa principale in cui vagare liberamente con la nostra nave stando attenti al mostro marino e a delle strane creature che popolano la mappa, dovremo attrezzarci come si deve per cercare di rubare più oggetti possibile. Il percorso è già scritto: si attracca alla Powder Quay per impadronirsi di munizioni per i cannoni della nave,
evitando i pericoli, poi si ritorna alla Falcon, si distrugge il ponte che ci separa dal porto, si evita l’unico ostacolo che protegge il tesoro e via, si fugge verso la caverna dove poter nascondere il sottratto senza prima superare le ultime insidie. E poi… e poi basta! Si dovrà ripetere lo stesso procedimento per ogni tesoro rubato. Il tutto poi non dura più di cinque minuti. Come si può intuire Roland Ahoy! non gode affatto di una grande varietà e anche l’estrema facilità con cui si
superano i tre schemi non aiuta il gioco ad emergere dalla mediocrità. Non è che non sia divertente, e all’epoca poteva anche colpire per la grafica simpatica e ben disegnata, con una buona scelta dei colori e dell’ accostamento cromatico, ma è un divertimento che dura giusto il tempo di qualche partita, lo sfizio di migliorarsi nel punteggio finale, rubando più tesori possibili, e poi subito lo si dimentica. Avrebbe giovato all’impianto di gioco l’inserimento di qualche altra mappa con la dislocazione dei tre livelli, giusto per aumentare il grado di sfida e il senso di scoperta. Lascia l’amaro in bocca l’assenza di un sottofondo musicale piratesco affidando il compito di animare le nostre orecchie agli effetti sonori, che, seppur pochi, sono ottimamente realizzati.![]() Sandro "Sunstoppable" Prete |

















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