Se nel florido mercato Amiga una nota di demerito può essere mossa, questa va sicuramente alla mancanza cronica di conversioni decenti da coin-op. Sin dalla notte dei tempi, quando Amiga andava come il pane, tanti furono i tentativi di convertire titoli di richiamo molto in voga da sala, pochi nel tempo centrarono il segno. Mortal Kombat versione Amiga può rientrare (seppur per un pelo) tra quest’ultime. Convertito su questa macchina dalla Probe software e prodotto dalla Virgin interactive allo scadere del 1993, Mortal Kombat andò a confrontarsi proprio con Body Blows Galactic del Team-17 in uscita nello stesso periodo, creando una lotta all’ultimo colpo che vide comunque uscire vittorioso il prodotto di casa Midway, portando alla ribalta giocabilità e divertimento, a discapito di grafica e sonoro.
Parlare oggi del primo Mortal Kombat (originale) è cosa assai difficile. Si richiama alla mente un videogioco che ha segnato un’era, facendo da apripista a un genere, che a sua volta ha sperperato seguiti sino a oggi. Parlare della versione Amiga è cosa ancor più ardua, questo perché se a suo tempo la conversione aveva un senso logico di esistenza che oggi non si trova più tanto facilmente. Chiunque possegga ancora un Amiga ”reale “ in casa, avrà sicuramente affiancato anche un bel PC, e chi con tale PC emula il sistema Amiga, non andrà di certo a cercare questo titolo. Chi giocherebbe Mortal Kombat versione Amiga, quando si può tranquillamente emulare la versione originale da sala giochi? Penso nessuno! Ecco nascere, quindi, la difficoltà nel trovare oggigiorno una giusta collocazione a prodotti come questo, un senso logico di esistenza in un mondo (quello del retrogaming) dominato dalla facile emulazione.Dal mio canto, rimane l’incomprensione di una mancata versione AGA. Ben vedendo cosa si poté fare con un vecchio ECS, tutti sapevamo che su macchine dotate del chip-set AGA si sarebbe potuto facilmente rincorrere la conversione perfetta, ma ciò non avvenne. Stessa sorte per la decantata versione CD32, acclamata a gran voce da tutti, ma che alla fin fine non vide mai la luce degli scaffali dei negozi.
Tutto il resto era lì, dove doveva essere. Fatality, stage segreti, sangue a iosa, e tutta la pura sensazione di far male all’avversario, quest’ultimo elemento assente nella concorrenza targata Team17.Comunque sia, Mortal Kombat per Amiga resta uno dei segni più evidenti delle continue lotte affrontate da questa piattaforma e dalla comunità con essa, bistrattata più volte dalle grandi case produttrici e chiusa al mondo del Sol Levante con tutti i suoi eroi. Ma forse è anche in questo che bisogna ricercare la specialità di questo computer, nel doversi rimboccare le maniche e cercare altrove la via del successo, snaturando il concetto stesso di videogame e ricreandolo a proprio modo. Col senno di poi, chi si sarebbe lamentato dell’underground creatosi con software house come BitMap Brothers, Team-17, Psygnosis, Sensible e tanti altri? Credo proprio nessuno...
![]() Maurizio"Amy-Mor"Tirone |


















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