• Eternal Sonata

    Sviluppato dalla Tri-Crescendo, Eternal Sonata è un j-rpg pubblicato a marchio Namco sull’Xbox 360 e successivamente riproposto anche su piattaforma Ps3 in una versione leggermente ampliata. Le origini del team di programmatori, originariamente specializzati nello scrivere musiche d’accompagnamento per i giochi di ruolo della “tri-Ace”, traspaiono già dalla trama di questa loro particolarissima produzione. Infatti, le vicende narrate in Eternal Sonata traggono spunto dalla vita, o meglio ancora dalla morte, di Frederic Chopin, la cui figura ci accompagnerà per tutta la durata dell’avventura come uno dei principali membri del nostro party.

    La storia muove i suoi primissimi passi con il celebre pianista polacco nel suo letto di morte, il quale, in preda ai deliri della malattia, inizia un lunghissimo quanto realistico sogno. Verremo così trasportati in un mondo alternativo, in cui due regni si confrontano da anni in una lunga e sanguinosa guerra, e dove tutte le persone dotate di poteri magici vengono trattate alla strega di malati terminali e perciò evitate come la peste. In questo contesto di fantasia faremo la conoscenza con i restanti protagonisti dell’avventura, i cui nomi, guarda caso, ricordano ciascuno un differente termine musicale, come Viola, Mazurka, Andantino, Jazz e via discorrendo. Fra questi spicca sicuramente la figura della giovane Polka, una ragazzina dotata di poteri guaritivi (e per questo convinta di dover morire di lì a breve), la cui esistenza si rivelerà legata a doppio filo con quella dell’artista polacco. Durante il corso dell’avventura verremo inoltre istruiti sugli eventi più salienti della vita di Chopin, che ci verranno narrati tramite l’ausilio di foto che ritraggono i luoghi realmente visitati dall’artista nel corso della sua esistenza, il tutto mentre le splendide note delle più famose sonate di quest’ultimo ci faranno d’accompagnamento. A rimarcare la vocazione musicale del titolo Tri-Crescendo ci pensa anche l’unico minigame offerto dal gioco, in cui ci verrà chiesto di trovare alcuni spartiti nascosti nei vari scenari, che dovremo successivamente “suonare” in accoppiata con alcuni “npc” sparsi in giro per il mondo.

    Per quanto riguarda il “gameplay” vero e proprio, Eternal Sonata si presenta come un interessante ibrido fra un gioco di ruolo action ed uno a turni di stampo classico. Camminando per i differenti scenari (tutti strutturati come lunghissimi corridoi che collegano le varie città e le location visitabili) ci imbatteremo come di consueto nei tanti nemici che li popolano, la cui presenza sarà però ben visibile sullo schermo, consentendoci dunque di limitare entro certi limiti il numero dei combattimenti. Una volta entrati in contatto col nemico, il solito cambio d’inquadratura darà inizio alla battaglia vera e propria, trasportandoci in quella che sarà la vera arena dello scontro. In base ai differenti attributi di velocità, a ciascuno dei combattenti verrà assegnato un turno della durata di alcuni secondi, all’interno del quale saremo in grado di comandare liberamente i nostri personaggi. Tale lasso di tempo potrà essere utilizzato per muoversi nell’area di gioco, usare oggetti, attaccare, oppure fare ricorso ad uno dei poteri speciali in nostro possesso. Sebbene l’utilizzo di quest’ultimi non risulti vincolato dall’utilizzo di alcun punto magia, la loro efficacia dipenderà dal numero complessivo di colpi che il nostro team di tre personaggi avrà inferto al nemico fino a quel momento. Tale ammontare, mostrato da un apposito indicatore sullo schermo, si azzererà automaticamente una volta lanciato l’incantesimo; costringendoci così a calcolare attentamente la tempistica e le capacità offensive di ciascun membro del nostro party, in modo da poterne sfruttare al meglio le caratteristiche peculiari. Alcuni di loro, infatti, risulteranno più adatti ad accumulare il maggior numero di “hit” nei combattimenti corpo a corpo, mentre altri torneranno veramente utili solamente se tenuti in disparte a lanciare incantesimi. Ad aumentare ulteriormente l’aspetto strategico della battaglia ci pensa, inoltre, un particolare sistema basato sull’alternarsi di luci ed ombre sul terreno di gioco. Infatti, sia i nostri personaggi che gli avversari acquisiranno capacità ed attributi totalmente differenti quando si troveranno in una zona illuminata oppure in una che non lo è; rendendo perciò ancor più fondamentale il corretto posizionamento delle nostre schiere sul campo di battaglia. Inoltre, col progredire dell’avventura alcune regole di base dei combattimenti tenderanno a cambiare sensibilmente, consentendoci ad esempio di muovere i nostri personaggi per un lasso di tempo maggiore, o di lanciare più incantesimi in rapida successione. In tal modo il gioco sembra quasi evolversi di pari passo col giocatore e le sue capacità, andando a determinare un approccio meno statico e per questo anche meno incline alla ripetitività.

    Dal punto di vista tecnico, Eternal Sonata può essere solamente descritto come una vera e propria gioia per gli occhi. Il tipico design in stile anime basato sul massiccio utilizzo del cel-shading trova nella potenza di calcolo dell’Xbox 360 un più che valido alleato, dando vita ad un’esperienza talmente strabiliante da travalicare il naturale gap che da sempre sussiste fra animazione e produzione videoludica. Alcuni marginali quanto sporadici cali di qualità possono altresì essere trovati in taluni elementi dei fondali, dove a delle tessiture di pregevole fattura non corrisponde una modellazione poligonale altrettanto strabiliante. Si tratta comunque di inezie che non compromettono in alcun modo l’incredibile impatto visivo del titolo Tri-Crescendo.

    Alla luce di quanto appena detto, Eternal Sonata sembrerebbe avere tutte le carte in regola per candidarsi al titolo di miglior j-rpg degli ultimi anni. Ai tanti pregi fin qui elencati corrispondono, però, altrettante lacune, alcune delle quali talmente gravi da minare irrimediabilmente l’aspetto prettamente ruolistico del gioco.
    La prima e più evidente di queste manchevolezze è sicuramente l’assoluta linearità del titolo Tri-Crescendo. Tutta l’avventura risulta infatti strutturata come un unico lunghissimo corridoio da percorrere irrimediabilmente in una sola direzione. L’unica vera libertà concessa al giocatore risiede in alcuni bivi presenti all’interno degli scenari, utili solamente a recuperare qualche tesoro in più. Il gioco, inoltre, risulta caratterizzato da un livello di difficoltà ridicolmente basso, soprattutto a causa di alcuni personaggi veramente troppo forti, i quali, se ben utilizzati, saranno in grado di uccidere un nemico e di guarire l’intero party ad ogni singolo turno. Se a tutto ciò aggiungiamo una gestione dell’inventario veramente troppo semplicistica ed una storia incapace di proporre tematiche mature ed avvincenti, non possiamo non constatare come il titolo in questione esca fortemente ridimensionato nelle sue ambizioni iniziali.


    "Concludendo, Eternal Sonata si presenta come un prodotto assolutamente ben confezionato, in grado, specialmente durante le primissime battute, di entusiasmare e convincere il giocatore meno esigente grazie ad un comparto grafico di primissimo livello ed un sistema di combattimento divertente e, almeno all’apparenza, decisamente strategico. Purtroppo, già dopo pochissime ore di gioco, l’intrinseca superficialità del tutolo Tri-Crescendo risulterà palese, soprattutto a causa di una struttura assolutamente lineare e di un livello di sfida praticamente inesistente. Il titolo può perciò essere paragonato ad uno dei tanti film d’animazione della Disney: sicuramente bello da vedere e ricco di spunti educativi, ma decisamente troppo “leggero” per soddisfare le esigenze di una platea matura."


    Sistema: Xbox 360

    Anno: 2007

    Sviluppatore: Tri-Crescendo

    Casa: Namco Bandai

    Genere: J-RPG
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    Commenti 3 Commenti
    1. L'avatar di Jamitov Hymem
      Jamitov Hymem -
      ..lasciatelo sullo scaffale del negozio: non merita l'acquisto...
    1. L'avatar di Cthulhu
      Cthulhu -
      Mah secondo me non è malaccio, certo niente di particolarmente nuovo e neanche un capolavoro, ma un jrpg più che accettabile...
    1. L'avatar di Akiba
      Akiba -
      I film d'animazione della Disney non sono affatto "leggeri" ma, per lo più, decisamente profondi. Hai provato a vedere Wall-e (anche se è Pixar-Disney)?