C'è chi dice che è insoddisfatto della next-gen, allora ritrova nel retrogame il divertimento che gli manca, chi invece vuole farsi la cultura e capire i giochi contemporanei partendo dalle origini, chi vede nei giochi che furono la genuinità di un passatemppo ancora lungi dal divenire un fenomeno commerciale come adesso. Chi invece coglie l'occasione di poter giocare a giochi che non è riuscito a goderne al tempo.
Ma una cosa ci accomuna tutti: il fattore nostalgia.
Quella nostalgia di riprendere giochi che non verranno più; quella nostalgia di quando ci sorprendevamo per uno sprite grande quanto tutto lo schermo, quella nostalgia nel sentire una colonna sonora che nella semplicità delle tecnologie di allora, riusciva ad rimbobarci nella testa. Quella nostalgia nel ricordare un periodo di quando la nostra fantasia immaginava l'evoluzione grafica dei videogiochi come l'abbiamo adesso.
Non so spiegare come, ma personalmente, riprendere in mano un gioco che ho stragiocato nell'adolescenza mi fa realmente tornare "indietro", e stranamente intorno a me l'aria si impregna della stessa atmosfera di quando ero piccolo, quando l'unico problema era dover fare i compiti assegnati per casa.
Chi ha vissuto gli anni d'oro dei videogame, non può che versare una lacrima a pensare quel periodo, a mo di vecchietto che ricorda i "bei tempi andati". Allora via di partitone ai "vecchi classici" solo per poter respirare quell'odore, quella spensieratazza che tanto ci manca. Il videogioco come macchina del tempo allora, che insieme ad una vecchia canzone e un vecchio film, è veicolo di ricordi belli e brutti.
Ma la nostalgia delle volte gioca brutti scherzi, e alcune volte, dei giochi che ricordavamo come dei capolavori, si rivelano meno di quello che erano, o al contrario siamo portati a giudicare i giochi senza un'obbiettività, trasportati dalle emozioni che ci ha saputo donare. Quanti nostalgici ci sono all'ascolto? Rendetemi partecipe di un vostro ricordo.
Sandro "Sunstoppable" Prete
