Così in Killer Instinct vediamo comparire elementi comuni a tutti gli esponenti del genere: abbiamo il classico manipolo di combattenti, per l’esattezza dieci più uno segreto, dalle sembianze più disparate e provenienti da tutte le parti del globo e anche oltre, che se le danno di santa ragione nel classico torneo organizzato dalla classica multinazionale che vuole conquistare il mondo. Ognuno di loro spinto per ragioni personali e ognuno di loro dotato di un set di mosse che ne contraddistingue il carattere. Abbiamo i soliti tre tasti per pugno e calcio divisi in veloce, medio e feroce (che poi sono gli abusati debole, medio e forte), le rotazioni, mezze lune e indietro e avanti che servono per effettuare le super mosse (palle di fuoco, uppercut e quant’altro) che tutti abbiamo iniziato a conoscere con il picchiaduro Capcom e la sempreverde parata. Niente di nuovo sotto il sole, pare, e invece Rare pensa bene di cambiare alcuni cliché e di inserire nuove feature. La più significativa, attorno alla quale ruota tutto l’impianto di gioco, è il sistema di “combo”. Infatti in KI ogni giocatore ha la possibilità di iniziare una combo da una semplice mossa. La bravura sta nello studiare bene come concatenare i vari calci, pugni e via discorrendo in modo da ottenerne una più o meno lunga e brutale. Purtroppo non è data al giocatore una massima espressione di libertà nel creare le combo perché le varie soluzioni sono quelle prestabilite dai programmatori, lasciando a chi gioca solo la possibilità di scoprire come eseguirle. Per evitare di subire sempre combo, in Rare hanno pensato di prevedere la Combo Breaker, una particolare sequenza di tasti (diversa per ogni personaggio) che spezza l'azione dell'avversario. Altra particolarità è l’aggiunta della Ultra Combo, una speciale mossa finale molto spettacolare da concatenare a quella già in esecuzione quando l’energia dell’avversario è agli sgoccioli (segnalata da una piccola barra lampeggiante color sangue). Non contenti, i programmatori hanno omaggiato Mortal Kombat, regalandoci anche una sorta di Fatality e di sbeffeggiamento diverso per ogni combattente. Infatti, prima di morire, l’avversario rimarrà in piedi per qualche secondo, lasciando all’utente il tempo di effettuare una speciale combinazione di tasti atta a finire il malcapitato nel modo più cruento (è anche possibile, in alcuni stage, con un colpo ben assestato, lanciare l’avversario fuori dallo schermo) oppure a prenderlo in giro (e chi ha giocato ai titoli Rare troverà in alcune mosse finali il loro classico umorismo).
Il sistema delle combo, dunque, risulta essere spettacolare e divertente, specie assistendo alla partita di un giocatore esperto, ma anche di facile apprendimento: un utente più smaliziato dopo poche partite riuscirà ad effettuare combo già abbastanza cattive e gratificanti. Purtroppo però a non gratificare è l’effettiva utilità delle stesse, cosa di per sè grave data l’importanza che ricoprono nell’economia di gioco. Capita infatti che bastino quattro pugni dati a caso, pigiando tasti come forsennati, per togliere più energia di una combo di sette/otto colpi. In più, spesso capiterà di giocare sull’attesa, aspettando che l’avversario compia il primo passo per parare il suo colpo e partire al contrattacco. Questo comporta non solo una tendente diminuzione della frenesia dei combattimenti ma anche una monotonia totale nei vari incontri in doppio in cui due esperti attendono il passo falso dell’avversario e scoraggiando, dunque, l’uso delle combo. Delle volte capiterà anche che un giocatore con migliaia di partite all'attivo possa perdere con un novellino solo perché questi, non conoscendo alcuna tattica speciale, dà calci e pugni a caso con l’effetto già menzionato poco sopra. Non è di aiuto la CPU nelle partite in singolo, dato che questa sembra essere abbastanza tenace inizialmente per poi mostrare le sue limitazioni quando ci si rende conto che ogni avversario che si affronterà avrà un suo pattern di movimenti che, una volta assimilato, renderà più facile l’incontro.
Altra particolarità di KI è la totale mancanza di round, o meglio, il tutto si svolge con una piacevole continuità senza una pausa vera e propria. Per intenderci, ad ogni personaggio sono assegnate due barre di energia, al termine della prima, questi stramazzerà al suolo, per poi rimettersi in piedi con la seconda barra, mentre l’avversario continuerà a tenere la sua energia, che riguardi la prima o la seconda barra.
Tecnicamente, l’opera Rare è da analizzare da una doppia prospettiva: da come stupiva nel 1994 e da come è invecchiato. All’epoca il coin op sorprendeva per degli sprite dei combattenti molto grandi e curati, per degli effetti speciali molto spettacolari (gradevoli ancora oggi, come le scintille scatenate dallo scontro tra due “fireball” o le bellissime ombre dei combattenti, forse le migliori del periodo) e da soluzioni grafiche degli stage molto originali, in cui venivano fusi elementi 3D e filmati in CG con zoom e rotazioni, donando al tutto una tridimensionalità fittizia che però convinceva e colpiva, gasando qualsiasi giocatore che ci si avvicinasse per la prima volta. Analizzando, invece, la grafica con occhi più critici, si può notare che gli sprite, pur essendo di grandi dimensioni, non godono di molti frame di animazione e ostentano alcuni movimenti molto innaturali e generalmente non proprio belli da vedere; che gli stage, pur essendo prerenderizzati, non sono molto definiti e alcuni di essi addirittura poveri di dettagli. Menzione d’onore va però a tutto il lato sonoro: le musiche in background sono molto belle e frenetiche, cattive sul metal andante che spesso vi ritroverete a fischiettare, mentre i vari versi dei combattenti sono molto ben digitalizzati e in generale realizzati ottimamente. Incredibile è il galvanizzante speaker che sottolineerà ogni tipo di combo in maniera molto incisiva e gratificante, risultando una presenza molto gradita. Leggendario è divenuto il suo “Co-co-co-co Combo Breaker!!!”.

... fatte le debite proporzioni era migliore di quella su Nintendo 64 (-KI Gold- che, se non vado errato, è una sorta di "mix" tra KI e KI2).
grazie per la dritta