Tra le sue creature, figura Gitaroo Man, nonché Ouendan, il gioco che rappresenta l'anima giapponese di Elite Beat Agents. Quest'ultimo, infatti, non è altro che è il remake in chiave occidentale, di Osu! Tatake! Ouendan, briosa opera per DS che in breve tempo è diventato il gioco più importato in Europa e in America dal Giappone, vista la mancata localizzazione.
Ci ha pensato così la stessa iNis, svolgendo però un lavoro di completo restyling perfettamente riuscito, congelando peraltro il gameplay per riproporlo nello stesso identico modo.
Elite Beat Agenst è dunque un rhythm'n'game, il quale sfrutta appieno l'utilizzo del touch screen del portatile Nintendo, nonchè il doppio schermo per fini narrativi.
Tutto sta nella prontezza di riflessi del videogiocatore, che avrà il compito di toccare al tempo giusto, in ordine numerico e seguendo il colore, col pennino i cerchi che appariranno sullo schermo, quando ci sarà perfetta coincidenza con le circonferenze
In momenti occasionali, inoltre, la struttura a cerchi sarà sostituita da una spirale che dovrà essere vorticosamente girata sempre grazie all'uso del pennino, il più velocemente possibile.
Compito di EBA, neanche a dirlo, sarà portare a casa per ogni livello (ovvero, per ogni canzone) il massimo dei punteggi, graduati con una scala che va da D ad A, con S rappresentante la perfezione assoluta; anche ogni canzone ha la sua scala, raffigurata con delle stelline.
Si va dalla più facile, Walkie Talkie Man degli Steriogram, a vere e proprie imprese, come The Anthem dei Good Charlotte o Jumpin' Jack Flash dei Rolling Stones. Ad ognuna di queste, è associata una divertente storia a fumetti, corredata da gag piuttosto riuscite e dialoghi fuori di testa.
Perché, sebbene pretestuosa e non certo laboriosamente scritta, la trama di EBA
E' qui che si è reso necessario l'intervento di localizzazione degli sviluppatori, in quanto Ouendan presentava storie permeate fortemente dalla cultura orientale, così come le canzoni j-pop non rappresentavano certo un'offerta allettante per la maggior parte del pubblico occidentale.
iNis, comunque, ha saputo il fatto suo, riuscendo a trasporre in maniera quasi sempre perfetta l'atmosfera degli episodi, a crearne di nuovi assolutamente amalgamati nel contesto e a scegliere brani di sicuro impatto, da ogni decennio e di ogni genere: Madonna, David Bowie, Jackson Five, Sum41, Chicago, Queen. L'unico difetto, forse, imputabile è in questa direzione: i brani non sono originali, ma cover. Scelta dovuta, probabilmente, ai costi, che sarebbero stati spropositati, tra copyright e diritti d'autore.
Un'altra scala di difficoltà del gioco è data dalla possibilità di scegliere tra due gruppi iniziali (che fanno le veci della difficoltà 'facile' e 'normale') e due gruppi sbloccabili in seguito al termine della modalità storia con il team precedente (dfficoltà 'difficile' e 'molto difficile').
Importante ai fini della valutazione, oltre alle modalità classiche di un rhythm'n'game (si può anche salvare il replay di una partita, per scambiarlo), è presente una per il multiplayer, sia cooperativo che versus: nella prima, i due videogiocatori avranno a che fare con lo stesso DS ed ognuno dovrà toccare i cerchi del proprio colore, mentre nella seconda si tratta di una vera e propria battaglia a colpi di note musicali e velocità, sfruttando la connessione wireless.
Queste, insieme ad alcuni brani sbloccabili e ai vari team selezionabili, garantiscono ad EBA una longevità altissima, tipica del genere ma non sempre facile da ottenere; ancora, non sarà difficile riprendere il gioco anche a distanza di tempo, per vedere se si riesce ancora a prendere S in tutti gli stage o quant'altro.. Caratteristica tipica degli evergreen.
Elite Beat Agents è infatti un caso più unico che raro, nella comunque affollatissima schiera di capolavori presenti sulla console. In parte perché i giochi musicali in Occidente ancora latitano, in parte perché lo stile infuso da iNis in questo gioco, unito ad una giocabilità fresca ma d'essai, donano al tutto un feeling decisamente particolare.
Post Scriptum: il lato tecnico, o meglio grafico, non è certamente squisito ma semplicemente funzionale al gioco stesso; i team sono ben realizzati in un 3D che comunque non balza certo all'occhio, mentre il resto è completamente 2D, trattandosi letteralmente di fumetti.
Marco M.
Altre immagini:

a "Megalith" della jazz fusion band giapponese T-Square
Poi "Under Logic" di Streets of Rage 2 è...
grazie per la dritta
OOOOUUUEEEDAAAAN!!!!!!!!!!!!!!!