Metto subito in chiaro che sono un fan del personaggio e non solo della serie, iniziai dal primo Donkey Kong Country per Super Nintendo, passando per il Nintendo 64 (Donkey Kong 64), ho praticamente portato a termine ogni singolo capitolo della saga firmata Rare/Nintendo. Ho inoltre apprezzato le svariate versioni portatili (Donkey Kong Land) o alternative come Donkey Kong Jungle Beat. Da queste mie parole quindi capirete bene che chi vi scrive questa recensione non é uno della redazione preso a caso ma un vero e proprio cultore pronto a tutto per difendere la propria passione.
Ma partiamo con ordine, vorrei prima di tutto dare a tutti voi la possibilità di intendere il valore di questo titolo semplicemente paragonandolo al primo capitolo, anche perchè confrontarlo col terzo risulterebbe devastante!
1994 vs 2010
Due epoche differenti, due modi diversi di vedere il platform, di questi tempi il genere è strettamente legato al passato risultando così poco attraente. Discorso completamente inverso per i veterani del videogioco “classico” che dinanzi ad un platform non possono far altro che gioire, fatto sta che per me questo nuovo Donkey Kong Country Returns si trovava giusto nel mezzo della questione. Quando seppi dello sviluppo da parte di Retro Studios di questo nuovo titolo pensai “Cavolo, il mio sogno che si avvera, ma non è un pò troppo tardi? Saranno in grado di riproporre un titolo valido?”. Purtroppo non tutti i sogni si avverano come vorremmo che fosse, infatti il sottoscritto si trovava a “gioire” per un non molto esaltante platform realizzato da una software house diversa dall’originale, il gioco però avrebbe potuto sicuramente risvegliare il bambino dodicenne che giocava spensierato al suo videogioco preferito.
La Wii è accesa, il gioco gira ad alta velocità, sono pronto per cominciare il viaggio nel tempo...
Effetto Simpatia
Scommetto i miei preziosi pollici che tutti voi ricordate perfettamente la scena iniziale in cui Cranky Kong girava la manovella del grammofono e la musichetta che evolveva ritmando l’entrata di Donkey Kong, con il povero vecchietto mandato all’aria dal gorillone che preso dalla musica cominciava a ballare spensierato ignaro del nonno che per vendicarsi gli lanciava addosso una bomba! Boom! Che risate! DKC si presentava da subito come uno dei più simpatici giochi presenti su SNES. Purtroppo non avviene la stessa cosa per il titolo Wii che comincia con una schermata del titolo piatta e con la intro meno divertente e ispirata di tutta la serie. Un po' in tutto il gioco comunque si respira un’aria fredda, non so descrivi bene l’effetto, beh, forse causata dal ricordo delle faccine, dei balletti e tutte le animazioni ironiche proposte in DKC che stranamente non sono affatto presenti in DKCR! Tutto è dannatamente statico, ahimè, non c’è quell’effetto simpatia tanto ricercato da Rare.
Storia senza senso
Rettili e mammiferi sono animali diversi per natura, un gorilla e un coccodrillo potrebbero odiarsi per ragioni istintive, questa potrebbe già essere una prima spiegazione della storia di DKC, cosa che purtroppo non avviene in DKCR.
Un giorno, una tribù di tamburi volanti animati (con occhi, braccia e mani), comandata da un totem immerso nella lava di un vulcano, decide di incantare tutti gli animali dell’isola DK costringendoli a rubare tutte le banane. Donkey e Diddy intuiscono che c’è qualcosa che non va e intervengono a loro modo.
Tutto qui? Si! Ricordate King K. Rool e tutta la sua Kremling Krew? Qui non ci sono!
Meglio la quantità o la qualità?
Sembra proprio che Retro Studios non abbia puntato su nessuna delle due cose, mi spiego meglio: la grafica di DKC stupiva per l’uso del CGI (grafica al computer) che le dava un aspetto 3D ancora oggi apprezzabile, al contrario in DKCR tutto è in puro 3D, ma non stupisce affatto. Gli scenari sono semplici, poco originali e a volte fuori tema, inoltre non offrono nulla in termini visivi. Stessa cosa i personaggi, realizzati banalmente, soprattutto i nemici sono terribilmente noiosi, scarsi sia in quantità su schermo che come varietà.
DKCR è un platform, quindi si salta, si corre e si soffia... si! si soffia, lo so non c’entra una banana ma è così. Durante il gioco vi imbatterete in piante o fuochi che potrete spegnere soffiando, guadagnando vite o monete, ovviamente per soffiare dovrete usare il pad (giú+1+scuoti il controller). Tutto questo soffiare bloccherà il frenetico scorrere del gioco, rendendolo molto lento in confronto a DKC. I controlli in generale non sono adatti ad un platfom che si rispetti, il continuo scuotere del controller per fare una semplice capriola è a mio giudizio irritante.
Un punto molto importante che secondo me rovina completamente DKCR è l’assenza del cambio di personaggio. Ricorderete che in DKC premendo il tasto Select era possibile cambiare il personaggio da Donkey (maggiore forza fisica) a Diddy (maggiore agilità) o viceversa a seconda della situazione da affrontare, in DKCR non è possibile farlo! Purtroppo Diddy vi farà compagnia seduto sulla schiena di DK con il compito di usare il suo Jetpak per allungare la distanza del salto o per eseguire una mossa circense. Solo se giocherete in due player uno dei due giocatori potrà usare Diddy.
In termini di quantità dei personaggi, questo DKCR perde nettamente il confronto con DKC in quanto nel titolo Wii è presente solo Rambi il rinoceronte come “animal buddy” mentre su SNES ne erano presenti ben cinque (Rambi, Enguarde, Expresso, Winky, Squawk)! Stessa cosa per la famiglia Kong che in DKCR è rappresentata da Donkey, Diddy e Cranky mentre su SNES erano presenti anche Funky e Candy. Il discorso non cambia se paragoniamo i nemici, nettamente più numerosi nel titolo Nintendo/Rare.
Ricordate il livello acquatico (Aquatic Ambiance) e il suo meraviglioso tema musicale? Beh, in DKCR non esistono! Anzi, Donkey Kong e Diddy Kong non nuotano in nessun livello!
Fine del viaggio
Sì, meglio così, meglio non continuare a credere che questo DKCR possa minimamente avvicinarsi a quello che fu DKC. Meglio non ricordare a tutti voi e a me stesso che si tratta di un semplice platform tridimensionale a scorrimento orizzontale con una storia orribile senza senso, dai controlli irritanti, dalle musiche tutte riarrangiate senza un minimo sforzo creativo, dai nemici deprimenti, dai bonus tutti uguali... Ah, dimenticavo che forse solo una cosa è rimasta immutata: la difficoltà. Ebbene, i Retro Studios hanno deciso di farvi sudare molto per portarlo a termine, cosa a mio parere buona se non fosse per il maiale tutorial che vi aiuta in continuazione e per il numero spropositato di vite che Cranky vi regala senza motivo.
Ma in definitiva cosa ha di buono questo “Ritorno” di Donkey Kong Country? Forse il fatto stesso che sia ritornato, seppur in forma deturpata potrebbe spingervi a comprarlo per aiutare la grande N a continuare su questa strada di guadagni facili, chissà.
Altre immagini:

)
a "Megalith" della jazz fusion band giapponese T-Square
grazie per la dritta