Sviluppato nel 2000 su scheda Model3, Virtua Striker 2 venne nello stesso anno convertito su Naomi (tanto da meritare l’appellativo di “ver. 2000.1”), procedimento che permise una più agevole trasposizione su Dreamcast grazie alle ben note analogie che intercorrono fra i due hardware. Inutile dire che il lavoro di conversione risultò praticamente perfetto, riuscendo a riproporre praticamente inalterati sia i (pochi) pregi che i (molti) difetti della controparte da sala.
Come già accennato all’inizio il gioco si presenta con un comparto grafico poligonale di primissimo spessore, capace di uguagliare, e sotto alcuni aspetti persino di surclassare, giochi con molti meno anni sulle spalle (il riferimento a FIFA, ma soprattutto a PES, non è per nulla casuale). I ventidue giocatori, oltre ad assumere dimensioni decisamente ragguardevoli, risultano estremamente definiti e splendidamente animati, con delle texture di ottima fattura a completare il tutto. Come se non bastasse i vari stadi sono realizzati con una cura che rasenta il maniacale. Considerazione che non riguarda solamente le imponenti e magnifiche strutture, ma che investe in pieno anche il pubblico, che una volta tanto non finisce
Purtroppo, pad alla mano, i meriti di questo Virtua Striker 2 terminano qui. Infatti, non appena andiamo ad analizzarne il gameplay ci accorgiamo che ben poco può essere salvato di questa simulazione calcistica targata Sega. La prima cosa che balza agli occhi del giocatore è sicuramente il sistema di controlli, che definire semplicistico sembra quasi un eufemismo. Conti alla mano, le azioni effettuabili si riducono a quattro di numero: Passaggio, pallonetto, tiro e scivolata. Insomma, non è che uno si aspetti chissà che cosa da un gioco così spiccatamente arcade; ma se è vero che la grafica di VS2 poteva definirsi in anticipo di quasi dieci anni sulla concorrenza, è altrettanto vero che l'esatto opposto può essere detto dell'impianto ludico, anche restringendo i termini di paragone ai soli giochi da sala. Un sistema di controlli così ridotto all’osso potrebbe comunque trovare una nutrita schiera di estimatori, se non fosse che i difetti di questo VS2 sono talmente tanti e profondi da riuscire a smontare gli entusiasmi anche dello smanettone più incallito.
Complice principalmente un’inquadratura troppo ravvicinata, che impedisce di visualizzare i restanti compagni di squadra; il gioco fallisce anche sul fronte dell’immediatezza, che dovrebbe invece rappresentare uno dei suoi principali punti di forza. Di conseguenza, prima di riuscire a costruire un’azione degna di nota, al
A spegnere definitivamente qualsivoglia interesse nei confronti di questo gioco ci
L’ultima nota negativa è infine rappresentata dal sonoro, o meglio dalla sua quasi totale assenza. A parte il monotono rimbalzare del palla e qualche sporadico coretto dei tifosi, il titolo AM2 non offre nient’altro, ne telecronaca ne tanto meno un benché minimo accompagnamento musicale; finendo col rendere le partite ancor più desolanti di quanto la scarna giocabilità non faccia di già di suo. Probabilmente con un po’ di pazienza e dedizione VS2 riesce anche a mostrare qualche sprazzo di divertimento. Purtroppo, una volta assimilatene le poco intuitive meccaniche il gioco si mostra per quel che veramente è: qualcosa di decisamente troppo semplicistico per poter appassionare il giocatore sulla lunga distanza.
Emiliano "MasterGen" Valori

