Fatal Fury Special
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Fatal Fury Special
La serie videoludica di Fatal Fury rappresentò uno dei pilastri del genere beat’em up della SNK degli anni ‘90, quella gloriosa SNK che ci piace onorare e ricordare con nostalgia come è giusto che sia. Nel 1993, l’onda del successo del secondo capitolo della saga portò alla realizzazione di una versione upgrade dello stesso, il quale venne stavolta pubblicato con il nome di Fatal Fury Special. Tra le varie trasposizioni casalinghe di quest’ultimo senza dubbio stupisce la presenza di un adattamento per una console portatile di soli 8 bit, il Sega Game Gear, poiché nel frattempo le altre piattaforme per le quali il gioco era stato indirizzato nel mercato home risiedevano tecnicamente su ben altri pianeti qualitativi.
Per i pochissimi che non conoscono la serie faccio presente che stiamo parlando di un classico picchiaduro a incontri. Rispetto alla versione originale, che poteva contare su una rosa di quindici personaggi, il numero dei combattenti selezionabili è stato abbassato a nove per ovvi limiti tecnici suppongo. Sotto questo aspetto gli appassionati potrebbero storcere il naso per la mancanza di un lottatore carismatico come Kim Kaphwan. In cambio però sarà possibile vestire i panni di Ryo Sakazaki il quale si poteva affrontare nel titolo arcade solo nelle vesti di boss segreto. Passando al gameplay premetto prima di tutto che la mia esperienza in fatto di beat’em up per console portatili sia piuttosto limitata. Detto questo mi sento comunque di dire che questo Fatal Fury Special sia un prodotto oggettivamente meritevole. La cosa che balza subito all’occhio è l’ottima risposta dei comandi. Oltre a garantire una velocità di gioco di tutto rispetto, gli unici due tasti presenti permetteranno un’ esecuzione repentina delle mosse speciali tra l’altro egregiamente esplicate nel libretto d’istruzioni con tanto di apposita rappresentazione grafica. Il parco mosse ricalca pressoché quello ammirato nella versione originale incluse le Desperation Moves ovvero quelle tecniche eseguibili per ribaltare le sorti di un incontro apparentemente perso qualora la nostra barra energetica, prossima alla fine, inizi a lampeggiare. L’apprendimento degli attacchi di ogni personaggio è inoltre molto rapido. Una volta, infatti, che avremo preso confidenza con un combattente, sarà semplice padroneggiare anche i restanti dato che le varie combinazioni di tasti valevoli per un lottatore si ripeteranno spesso per tutti. A differenza dell’arcade si registra la mancanza della storica possibilità di saltare da un piano all’altro dello stage di gioco. Tuttavia, considerando che stiamo parlando di una console portatile, l’assenza di questa feature non inficia assolutamente la bontà della giocabilità di questo Fatal Fury Special, una giocabilità che non richiede quella componente strategica invocata al contrario da alcuni titoli dai più ampi contenuti ludici.
Analizzando il fattore difficoltà si denota un discreto bilanciamento. Sulla falsa riga di Street Fighter II, terminata la fase di studio di tutti i personaggi, non sarà difficile terminare il gioco con qualsiasi combattente. E’ consigliata quindi la modalità “hard”, se giocate in singolo, che tra l’altro è l’unica che vi permetterà di vedere la canonica scenetta finale. In alternativa troviamo il Survival Mode o il multiplayer. Il primo consiste nello scegliere, o far selezionare all’IA, due squadre di combattenti per poi farle affrontare tra loro. Se devo essere sincero non troverete molto appagamento in questa modalità che non aggiunge niente di più a quella principale. Soddisfazioni maggiori le regala quindi la sfida con un amico ovviamente possessore di un altro Game Gear. A conti fatti, però, si sente alla lunga il peso del tempo e il bisogno fisiologico di una maggiore varietà del gameplay la cui godibilità corre il rischio di interrompersi bruscamente alla luce di tutta l’acqua che è passata sotto i ponti del genere picchiaduro dal 1994 ad oggi.
Esteticamente viaggiamo su livelli eccelsi. Chiaramente è impensabile avere la stessa quantità di animazioni, lo stesso livello di dettaglio o pulizia sonora dell’originale, eppure è stato fatto comunque un lavoro egregio. La console Sega è stata infatti spremuta al massimo e si vede: i personaggi sono graficamente ottimamente disegnati pur apparendo un po’ troppo pixellosi. Le ambientazioni sono ancora più curate e, per quanto la palette di colori sia limitata, si presentano sorprendentemente vibranti e vivaci. In alcune di esse si fa addirittura uso del parallasse o di elementi in movimento sullo sfondo che tra l’altro non compromettono minimamente la velocità di gioco. L’esempio più emblematico è rappresentato dallo stage di Duck King, davvero bellissimo. Come nel titolo madre, è stato inoltre mantenuto il fattore temporale che porterà a combattere il primo round sotto la luce del giorno e il secondo avvolti nel buio della notte. Sotto il profilo sonoro ritroviamo le accattivanti classiche melodie della serie remixate per l’occasione, quindi abbiamo per le nostre orecchie una vera e propria garanzia di qualità. Gli effetti sonori invece sono vari oltre che funzionali e poco importa se non vi sono i campionamenti vocali del gioco da sala.
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#1Ospite ha commentato22-07-2010, 14:24Modifica di un commento...sì ce l'ha ancora mio fratello questo FF per game gear..piace anche a me e quoto la review
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Su una console portatile è difficile chiedere di più :P
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..poco ma sicuroOriginariamente inviato da Big_Paul86Su una console portatile è difficile chiedere di più :P
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