Probabilmente affascinato da questo fisicamente semplice ma tutt'altro che banale fenomeno, Yu Suzuki, futuro creatore di Shenmue, decise di partorire, nel 1991 il suo G-loc e di condividerlo con gli utenti di Master system, Game gear e altre piattaforme. Il titolo non si differenzia granché da altre opere dello stesso autore, che per questi sparatutto un po' atipici sembrava avere la passione. G-loc non si discosta molto ad esempio da After burner o Space harrier, creati proprio da Suzuki in quegli anni.
La Citizen Defence Force non si fida più della capacità delle Nazioni Unite (UN) si mantenere la pace in un mondo del ventunesimo secolo ricco di problemi.
La particolarità principale di G-loc consiste nella visuale in prima persona. Sullo schermo infatti non visualizzeremo l'avatar del nostro temibile caccia, ma una finestra con il mirino posizionato centralmente che scorre sul nostro campo visivo. Inferiormente un radar ci permetterà di evitare eventuali attacchi di coda e superiormente una barra ci mantiene aggiornati sul carburante rimanente. Le armi a disposizione constano di una quantità illimitata di proiettili nel mitragliatore e poche decine di missili, utili per abbattere i bersagli più resistenti a terra.
Il gioco si snoda attraverso nove missioni, nelle quali dovremo distruggere un certo numero di obiettivi, che potranno variare tra aerei, navi o carri armati. Nella missione finale i bersagli da annientare saranno cinque basi nemiche. Le prime otto missioni lasciano libero il giocatore di scegliere in quale ordine affrontarle, mentre la base del nemico potrà essere attaccata solo una volta portati a termine tutti i livelli precedenti. Alla fine di ogni missione raccoglieremo dei punti utili per il potenziamento del mezzo e, se portata a termine la missione con successo, per l'ottenimento di un ranking superiore.
Da segnalare la presenza di una modalità multigiocatore, in cui potremo sfidare un amico in uno scontro faccia a faccia. Tuttavia, la compliance minima che il Game gear offre per il multiplayer, dovendo disporre di due console e due copie del gioco, rende tale modalità riservata ai pochi che posseggono tutti gli accessori necessari.
Il medesimo titolo, con differenze più o meno significative, è stato pubblicato per diverse altre piattaforme: Megadrive, Master System, Amiga, Amstrad CPC, Commodore64 e una versione arcade. Il presente articolo si riferisce esclusivamente alla versione per Game gear.
Alberto "Mormegil Darkblade" Alamia

a "Megalith" della jazz fusion band giapponese T-Square
Poi "Under Logic" di Streets of Rage 2 è...
grazie per la dritta
Questa è, versione arcade originale a parte, forse la migliore (non ricordo quella gemella per Master System).
Il coin Op era un mostro tecnologico all'epoca e tutte le versione dovettero scendere a compromessi per riprodurre e far girare il gioco. Purtroppo una volta andata persa la spettacolarità grafica (e il cabinato originale con la possibilità di rotazione a 360 gradi !, da cui il nome del gioco) non è che restava un granchè tuttavia la riduzione su GG fu realizzata felicemente originando un buon gioco in grado di divertire e intrattenere pur non permettendo di gridare certo al miracolo, ma comunque un disceto e solido shoot 'em up in prima persona !