La storia è anche in questo caso impregnata di elementi fantasy. Topolino si addormenta leggendo un libro di favole. In sogno incontra una fanciulla con le sembianze di Paperina, che lo informa riguardo al furto di un cristallo magico che ha fatto cadere nello sconforto gli abitanti di un sereno villaggio. Topolino, senza esitare da inizio alla sua nuova avventura, che lo porterà ad affrontare un temibile fantasma.
Niente di più impegnativo di quanto visto in Castle of Illusion, dunque. La meccanica
Le differenze principali, con cui si è cercato di dare una rinfrescata all'avventura, consistono sostanzialmente nell'hub da cui si accede ai vari schemi e nel maggior numero di oggetti che Topolino dovrà trovare per completare la sua missione, i quali donano al gioco un piacevole retrogusto adventure. Stavolta l'ambientazione non è più un castello, bensì un piacevole lembo di terra. Dalla mappa potremo selezionare in qualsiasi momento sia il livello successivo che tutti quelli già portati a termine. Le varie missioni vengono completate con un ordine lineare, senza possibilità di scegliere la sequenza con cui affrontarle. Tuttavia sarà spesso necessario ritornare in un livello già completato sia per recuperare power-up prima irraggiungibili che per trovare vie alternative per completarli, donando più libertà al giocatore su come portare a termine l'impresa e una maggiore varietà di gioco. L'avventura infatti vede necessario il ritrovamento di molti oggetti in grado di donare a Topolino abilità che prima non possedeva, e per cui non solo necessari al completamento dell'avventura, ma anche utili all'esplorazione nei livelli già esplorati di aree
Per quanto riguarda l'aspetto grafico, gli ottimi standard sono stati mantenuti. Difficilmente un gioco per Game Gear ha raggiunto una tale qualità grafica e di divertimento. Gli schemi sono vari, colorati e ricchi fin dall'inizio di piacevoli sorprese, atte a rendere meno monotono e scontato il gameplay almeno per chi ha già giocato al primo capitolo. Una nota di merito va anche ai boss finali che, pur non essendo mai particolarmente difficili da sconfiggere, risultano sempre simpatici e originali, sia nel loro aspetto che nel modo in cui dovranno essere sconfitti.
Le musiche risultano sempre più che orecchiabili da ascoltare e sempre adatte a creare la giusta atmosfera in ogni livello che dovrà essere affrontato. Allo stesso modo i suoni, pur non essendo eccezionali, riescono ad accompagnare adeguatamente le varie azioni compiute dalla mascotte disneyana.
Insomma un titolo poco impegnativo ma piacevole, consistente, anche in questo caso, in una versione edulcorata ed estremamente più semplice di Super Mario. L'atmosfera intensamente fantasy non risparmiata di qualche elemento dark rendono l'esperienza coinvolgente, mentre il buon ritmo di gioco spazzano via il rischio di rimanere annoiati, facendo risultare piacevole rigiocare di tanto in tanto al titolo anche una volta finito. In ogni caso, uno dei migliori titoli pubblicati per la console da passeggio marchiata Sega, adatto sia a riposare le menti dei videogiocatori più accaniti che a procurare un po' di sano divertimento al giocatore occasionale o a chi vuole provare a tornare bambino.
Altre immagini:

a "Megalith" della jazz fusion band giapponese T-Square
Poi "Under Logic" di Streets of Rage 2 è...
grazie per la dritta