Final Fight è un famosissimo picciaduro a scorrimento, nato in versione arcade e poi convertito per molti sistemi tra cui lo storico Spectrum.
La conversione qui in esame dimostra di aver saputo cogliere moltissime delle caratteristiche che hanno reso grande il coin-op, ma dimentica qualcosa di importante; vediamo nel dettaglio questo prodotto.
Il gioco prevede 6 schemi ambientati nelle zone più malfamate di Metro City e pieni zeppi di nemici più o meno forti pronti a bloccarci la strada con ogni mezzo.
Il giocatore può scegliere fra tre diversi personaggi ben caratterizzati, dotati di differenti livelli di velocità, forza e resistenza ed ognuno di loro vanta peculiari mosse speciali.
I nemici godono di buona varietà sia nel design sia negli stili d’attacco, i boss di fine livello sono ben studiati e lungo il percorso si trovano una serie di oggetti distruttibili che contengono gli immancabili power up come, ad esempio, il pollo che ripristina l’energia o la “sbarra di ferro” per picchiare con più soddisfazione gli avversari.
La primissima sensazione che si ha giocando a questo picchiaduro è di stupore. Considerando le esigue capacità grafiche dello Spectrum, il video è veramente impressionante: sprite giganteschi che, a parte l’assenza di colori, sono in tutto e per tutto simili alla loro controparte originale, ambientazioni prese di peso dal “bar” e portate sul televisore (o monitor) di casa con grande professionalità.
Ottimo! Cominciamo a giocare allora. Ecco, c’è la fregatura. Tanta magnificenza grafica si paga con uno scrolling a scatti che si permette pure di rallentare nelle situazioni in cui sono presenti molti (si fa per dire) sprite a schermo e il sonoro è ridotto al minimo indispensabile. Il disegno monocromatico è troppo dettagliato e tende a confondersi se non addirittura ad “impastarsi” tra fondale e nemici e rende perfino difficile percepire correttamente la profondità.
Va beh, va beh, direte voi: “sei il solito incontentabile”! Del resto convertire Final Fight non era un’impresa facile e dallo stupore iniziale si deduce che i programmatori hanno fatto un ottimo lavoro.
Ok, sono d’accordo, ma se poi il titolo è ingiocabile? Si, cari lettori, non solo lo scrolling è scattoso, cosa tra l’altro perdonabile, visto l’alto livello di dettaglio, ma il gioco è più lento di quanto dovrebbe e i controlli rispondono con una particolare calma che fa innervosire il player.
All’inizio è veramente disarmante e frustrante giocare a questa conversione: premere il tasto per tirare pugni e invece prenderli non è mai una bella cosa! Poi però, piano piano, si fa “la mano” sui controlli prendendo bene il tempo (bisogna sincronizzarsi col ritmo del gioco, provate per credere) e si riescono pure ad eseguire i colpi speciali e a velocizzarsi nell’azione.
Col passare del tempo, quindi, la giocabilità aumenta ed il gioco si mostra migliore di quanto non sembri al primo impatto (mi riferisco alla giocabilità, non alla grafica), ma ad ogni modo, non raggiunge chissà quali vette di divertimento.
Oggi, noi giocatori abbiamo la possibilità di scegliere tra diverse conversioni anni luce migliori di questa, come quella per Super Nintendo, con relativi seguiti, la bellissima edizione per Game Boy Advance, quella superba per Mega CD senza dimenticare il divertentissimo Mighty Final Fight per Nintendo. Lascerei questo Final Fight solamente ai nostalgici che lo possedevano e che lo portano nel cuore.
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... ma lo slapbass in sintesi FM è assolutamente spettacolare! 