E in un mondo dove videogioco era sempre sinonimo di estero, vedere nomi in italiano tra i crediti era quasi un orgoglio. Mr. Venturi inizia la sua carriera da programmatore/videogiocatore a Bologna, a soli 14 anni, folgorato da quel mondo tanto nuovo, quanto affascinante. Qualche anno dopo, nel 1987, tra una lezione e l’altra, al liceo artistico, sviluppa il suo primo videogioco nonché il primo ad essere prodotto da Simulmondo, parliamo di Bocce, un simulatore dello sport tanto amato dai nostri nonni. Negli anni successivi, fino al 1993, con l’espansione di Simulmondo, Mr. Venturi assuse i ruoli di designer e direttore della produzione per moltissimi videogame dalla software house italiana, dimostrando estro e creatività, e vivendo un vero e proprio periodo d’oro del videogame in Italia.
Nel 1994, in cerca di nuovi stimoli, si mette in proprio e fonda Colors Arti Multimediali che fino alla chiusura avvenuta nel 1999, ha prodotto videogame per DeAgostini e Mondadori New Media. Sempre sulla scia, negli anni 2000 fino ai giorni nostri Mr. Venturi non ha smesso di navigare nel mondo dei videogame andando a toccare vari temi, passando da consulente Videogamez, in onda su RaiSat e inizia ad ampliare l’impegno nel settore educativo. Inoltre è il fondatore Svilupparty - Italian Party of Indie Developers, che conta 200 associati, con lo scopo di organizzare, non solo l’evento, ma anche di supportare i giovani sviluppatori nel loro percorso professionale, dimostrando grande attenzione per il talento di giovani programmatori. Ha scritto due libri, uno dei quali lo trovate in Prime Letture su questo numero, e ultimamente con la sua IV Productions continua la sua vita nello sviluppo di videogame per PC, console e smartphone. In una intervista sulla mitica TGM dichiarò: “Faccio talmente schifo come videogiocatore da perdere pure ai videogiochi che faccio io!” eppure, grazie a lui, anche in Italia possiamo dire di avere una persona che sviluppa da quasi 40 anni videogame, cercando di valorizzarlo anche nel nostro belpaese e tentando di farlo in modo innovativo. E scusate se è poco!
