Mad Doctor - Commodore 64 | Retrogaming History
Registrati!
  • Mad Doctor

    Mad Doctor

    Ci siamo appena trasferiti nel castello di nostro zio, Victor Blockenspiel, nei pressi del piccolo villaggio di Strudelburg. Gli abitanti del paese non amano la nostra famiglia e soprattutto cercano di non avventurarsi nei paraggi della nostra nuova residenza. Tra la gente del borgo si mormora che in passato sono accaduti degli strani fatti e che nostro zio fosse il responsabile, pertanto tutti ci evitano con un certo timore reverenziale. Il mattino seguente, appena svegli, facciamo colazione e subito dopo esploriamo il castello. Il primo luogo che attira la nostra attenzione è la biblioteca privata dello zio, ben fornita ed interessante. Qui c’imbattiamo in un libro che non si limita solamente a spiegarci come rianimare i tessuti inerti, bensì ci fornisce anche tutte le indicazioni necessarie per creare un essere del tutto nuovo. Stranamente, invece di essere disgustati e sconvolti da quanto appreso, rimaniamo affascinati dalla scoperta. Una scintilla malefica risplende nei nostri occhi! Capiamo che tutte le dicerie sul conto di nostro zio erano vere, immediatamente decidiamo di voler ripercorrerne i passi!

    Il nostro compito in Mad Doctor consiste proprio nel dar vita ad una creatura così come narrato nella storia di Frankenstein. Per realizzarla abbiamo bisogno di sei parti anatomiche essenziali: la testa, il cervello, il corpo, le braccia, le gambe ed infine anche di una sbarra di ferro. Ovviamente le varie parti organiche devono essere ricavate dai corpi umani, pertanto il procurarsele diventerà fin da subito un problema. All’inizio ci si limita a profanare tombe e cadaveri presi in “prestito” dalla chiesa, dal cimitero e dalla pubblica forca, ben presto però ci renderemo conto della pessima qualità delle componenti ottenute. Per poter procurarci degli organi di buona qualità dovremo orientarci verso corpi più freschi e in un miglior stato di conservazione: quelli vivi, trasformandoci così in veri e propri serial killer. Per i nostri omicidi, poiché di questo si tratta, privilegiamo le località più isolate, lontane da sguardi indiscreti, soprattutto durante le ore della notte.

    La nostra attenzione in genere ricade su una persona solitaria, lontana dalle luci della zona residenziale, ci avviciniamo giusto lo stretto necessario per coglierla di sorpresa. Durante l’attacco dobbiamo limitare la nostra ferocia poiché più infieriremo sulla vittima più gravi saranno i danni arrecati ai suoi preziosi organi interni. Inizialmente il malcapitato perderà i sensi, continuando l’aggressione ne causeremo il decesso. Ad ogni modo, è bene non lasciare dei testimoni in giro per le strade del paese così da non condizionare lo stato d’animo dell’intero villaggio. Questo assumerà infatti diversi gradi d’insofferenza: tranquillo, curioso, spaventato, arrabbiato, rivoltoso ed una volta raggiunti gli stati d’animo più estremi scoppieranno delle vere e proprie rivolte. I paesani non sentiranno più ragioni e c’inseguiranno cercando di linciarci alla prima occasione, non avranno problemi ad invadere il castello per darci il ben servito. Durante le nostre malefatte è bene tener costantemente d’occhio gli indicatori della salute e dell’energia, per rimpinguarli consumeremo dei pasti ad intervalli regolari e riposeremo per almeno sette/otto ore consecutive.

    Un volta “ottenuto” un cadavere lo trasporteremo a braccia fino al nostro laboratorio. I corpi dimenticati sulla scena del crimine verrano invece trasportati fino alla cripta del cimitero cittadino per poi essere tumulati in un secondo momento. Per questa specifica attività preferiremo i passaggi segreti sotterranei che dal castello si diramano lungo tutto il centro abitato. Un incontro con un membro delle forze dell’ordine o con un abitante del villaggio di passaggio scatenerebbe infatti una rivolta con conseguente linciaggio. Una volta raggiunto il laboratorio, poniamo il corpo sul tavolo operatorio e lo prepariamo per il nostro esame scientifico, sezioniamo con cura tutte le parti anatomiche necessarie. Iniziamo così ad analizzarle sistematicamente, una alla volta, valutando lo stato di ogni singolo organo. Una volta trovato l’ideale, lo utilizziamo per la nostra creatura. Successivamente ci liberiamo dei resti umani inutilizzati nei luoghi più isolati del paese, sempre nella maniera più discreta possibile. Durante la fase d’assemblaggio della creatura, seguiremo delle semplici regole apprese dal libro di nostro zio in modo da evitare dei grossolani errori di realizzazione che potrebbero dar origine ad un essere “imperfetto”, incapace cioè di comprendere i nostri ordini. Nei casi particolarmente sfortunati potrebbe addirittura ribellarcisi contro. Per il completamento del nostro progetto abbiamo bisogno anche di alcuni oggetti che possono essere recuperati dagli edifici scientifici di Strudelburg, il college e l’ospedale cittadino, e dal nostro castello. Una volta conclusa la fase di raccolta delle varie parti anatomiche le cuciremo in un unico corpo, a quest’ultimo vi infonderemo la vita con una forte scarica elettrica. Quando saremo sicuri che la creatura risponde correttamente ai nostri ordini organizzeremo uno spettacolo per mostrarla agli occhi del mondo.

    L’interfaccia di controllo è basata interamente sull’uso del joystick. Le azioni si selezionano spostando verticalmente la leva, queste in genere vengono effettuate presso persone ed oggetti. Il comando selezionato si attiva invece con un movimento orizzontale, in entrambi i casi il pulsante deve rimanere sempre premuto.

    La grafica del gioco non è molto complessa, non c’è dubbio, gli sprite non sono particolarmente curati, così come le animazioni. Gli sfondi sono tutt’altro che particolareggiati, anzi talvolta appaiono come appena abbozzati. Anche la componente audio si riduce a sporadici effetti sonori. Dal punto di vista tecnico, sul Commodore 64 si è visto sicuramente di meglio. Quello che colpisce di questa produzione è però l’incredibile atmosfera ed il coinvolgimento emotivo sfoggiato. Sebbene spartano nella sua realizzazione, il villaggio di Strudelburg è vivo, ben caratterizzato, ciascun quartiere ha i propri luoghi e personaggi caratteristici. Nella chiesa vi sarà il prete, nell’ospedale il dottore, nella caserma i poliziotti, nell’altare due suore ed infine nel quartiere residenziale troveremo uomini, donne e bambini. Ogni personaggio svolge le proprie mansioni durante le ore di luce, mentre riposa la notte. Al calare dell’oscurità le strade ed i luoghi pubblici si spopolano, la gente si ritira nelle proprie case o fa un salto nella locanda del paese. Lo scorrere del tempo, l’alternanza tra il giorno e la notte, è convincente.

    Il gioco di per sè non è molto ostico, la difficoltà dipenderà dall’approccio utilizzato, più la nostra condotta sarà sfrontata più sarà elevata la probabilità d’incorrere in rivolte con conseguente linciaggio. La longevità è piuttosto limitata, una volta completata la missione lo riprenderemo in mano solo per commettere delle vere e proprie stragi. Vi è un'ampia libertà d’azione, infatti non siamo vincolati a portare a termine il nostro progetto, possiamo addirittura scordarci dell’obiettivo del gioco per trasformarci in sadici assassini il cui unico intento è di massacrare tutti gli abitanti del villaggio! Nessuno ci vieta di sezionare vivi i nostri compaesani così come farebbe un novello Jack lo Squartatore! Da questo punto di vista Mad Doctor è impagabile, nessun altro titolo per computer o console ci ha mai offerto una simile possibilità. Probabilmente il miglior gioco, se non l’unico, in grado di farci rivivere l’atmosfera e l’emozioni dell’analogo romanzo.






    "Mad Doctor, una volta tanto, ci permette di vestire i panni di un personaggio malvagio, capace di effettuare i più incredibili misfatti. James Allen, l’autore, è riuscito a realizzare un gioco in grado di dar sfogo ai nostri peggiori istinti in cui tutto deve essere compiuto in maniera celata, discreta, così come avviene nei più moderni stealth game. Un titolo che, aldilà dell’estetica discutibile, mi sento di consigliare a tutti i fan del capolavoro di Mary Shelley."

    Alberto "Bert" Fin





    Altre immagini:



    Commenti 3 Commenti
    1. L'avatar di Jamitov Hymem
      Jamitov Hymem -
      Quoto la review...il mostro di Frankenstein e la sua storia ha ancora un certo appeal. Bene la review.
    1. L'avatar di musehead
      musehead -
      Si ammazza la gente, si fanno a pezzi i loro corpi e se ne crea un altro. A prescindere dal buon gusto o dalla provocarietà della sceneggiatura, è straordinario come esemplare della creatività occidentale, non contaminata dall'oppressione sui contenuti che si era vista in Giappone e di riflesso in America per la politica di censura sul NES. Un'idea folle che genera un gioco originale, purtroppo non un caso frequente nel videogaming.

      Anche se Bert non legge gli articoli degli altri, la recensione merita attenzione
    1. L'avatar di Big_Paul86
      Big_Paul86 -
      In effetti Muse...