Command & Conquer 3: Tiberium Wars | Retrogaming History
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  • Command & Conquer 3: Tiberium Wars

    Command & Conquer 3: Tiberium Wars

    GDI e NOD, il bene e il male. Ma chi è uno e chi è l'altro? Kane, il tiranno storico della serie Command & Conquer, comincia a tracciarsi un contorno differente, quello del liberatore, del profeta, della luce in un mondo oppresso. Non c'è da dubitare che la Electronic Arts abbia attinto a piene mani da una situazione politica mondiale quotidianamente a contatto con realtà terroristiche. Dopo una comprensibile pausa delicatamente intrapresa per favorire un rilassamento delle sacrosante ansie degli utenti, ritornano a spuntare titoli che ci propongono temi delicati come la guerra tra uomini, rimescolando le carte e analizzandola da una prospettiva più matura, in accordo con i nuovi interrogativi del popolo sul giusto e sull'ingiusto e i repentini cambi di ruolo di cui questi aggettivi soffrono.

    La serie Command & Conquer sorge quasi all'alba degli RTS per mano degli stessi inventori del genere, i leggendari Westwood Studios, team di sensazionale potere innovatorio smantellato dalla crisi del computer da gioco e dei suoi generi portanti e, di conseguenza, ridimensionato ed inglobato all'interno del publisher di riferimento, la Electronic Arts, che ne ha ridisegnato la struttura declassandolo a divisione losangelina. Tutto ciò ha comprensibilmente causato la separazione con moltissimi dei più talentuosi elementi del gruppo, gettando Command & Conquer nel calderone dei brand a rischio qualitativo. Il tempo, per fortuna, ha decretato una buona sopravvivenza della saga e questo Tiberium Wars è il primo episodio, spin-offs a parte, a non esser stato plasmato dalle mani dell'originaria Westwood.

    Il mondo è, una volta ancora, alle prese con una guerra intestina. Il tiberium, inoltre, risorsa energetica fondamentale per la futuristica popolazione terrestre, ha invaso numerosi terreni della superficie rendendone alcune zone del tutto inabitabili. Ormai, la gente è costretta a rimanere confinata nelle cosiddette "zone blu", prigioni territoriali che circoscrivono regioni non ancora contaminate. Ma in molti, in troppi, vivono ancora nelle zone gialle, luoghi poveri e parzialmente insalubri per la presenza di contenute quantità di tiberium. La vita di milioni di persone è drammatica e la casta politica è sorda ai loro lamenti. Come accade anche nella vita reale, nella povertà e nell'abbandono trovano vita fertile organizzazioni radicate nel quotidiano del popolo, talvolta di matrice criminale come il NOD di Kane, dispensatore di speranze e religione quanto di armi per combattere le forze statali.

    Come da tradizione per gli strategici in tempo reale, anche in Tiberium Wars ci sarà consentito decidere da che parte stare. Ognuna delle due fazioni ha le proprie caratteristiche ed offre un personale approccio alla guerra: il GDI è la classica forza ufficiale, armata fino ai denti ma piuttosto convenzionale e prevedibile; il NOD è molto più mistico e crudele nelle armi e nelle soluzioni. L'azione di gioco vera e propria si svolgerà tramite territori da conquistare e/o liberare sulla mappa principale che ci farà da portale verso il campo di battaglia. Tiberium Wars non ha la pretesa di innovare il genere quanto, piuttosto, quello di esplorarlo in un'esecuzione tradizionale ma perfetta. Ogni conoscitore di RTS da Dune 2 in avanti si sentirà immediatamente a casa: sulla nostra destra appare la classica interfaccia di comando, con il radar della mappa e la lista di edifici e unità che potremo costruire. Non meno importante è l'immortale indicatore delle risorse, nella fattispecie di tiberium, che campeggia in alto, al centro, di questa interfaccia. L'utilizzo è intuitivo come sempre: si clicca su un'edificio, se ne attende la costruzione (solitamente poche decine di secondi) e poi si indica il punto in cui piazzarlo; ancora più semplice per le unità, per le quali sarà sufficiente fornire, sempre con dei click, la quantità desiderata per vederle spuntare dalle apposite strutture di addestramento.

    Questo Command & Conquer è dannatamente divertente. E' vero, non segna nulla di nuovo sotto l'orizzonte ma, in un momento in cui gli RTS vengono oscurati e penalizzati dal successo di j-rpg ed fps, Tiberium Wars cade a fagiolo e rivitalizza la passione per il genere degli appassionati di vecchia data, strizzando l'occhio anche a quei neofiti che potrebbero gradire l'apprezzabile impianto estetico che lo caratterizza e venirne conseguentemente attratti. In quest'ottica poco esasperata va anche la scelta di costruire missioni di durata contenuta, dove soltanto le ultime e più impegnative tendono ad avvicinarsi alla barriera psicologica dei sessanta minuti. La possibilità di salvare ogni volta che lo si desidera è un altro buon aiuto per gli utenti più timorosi che necessitano di avanzare per piccoli passi, nonostante ogni scenario sia strutturato in modo da consentire eventuali recuperi di sviluppi complicati. L'intelligenza artificiale, al livello di difficoltà standard, è ben calibrata e restituisce una sfida appassionante ma non eccessivamente punitiva, obbligando il giocatore a pianificare attacchi sensati, punendo le imprudenze senza che piccoli errori segnino necessariamente la conclusione prematura della missione. La costruzione del nostro esercito e della nostra base è piuttosto rapida e, anche partendo da zero, potremo mettere su il nostro avamposto in una manciata di minuti, spostando l'accento della produzione sull'azione vera e propria. L'estensione delle mappe è moderata e, fatta eccezione per le ultime di ogni campagna, non necessitano di particolare esplorazione e ciò potrebbe deludere, parzialmente, i puristi del genere: va bene non spaventare il giocatore, ma un'area di gioco vasta significa anche nuove potenzialità tattiche mentre qui, solitamente, la via della riuscita appare univoca. A parte questo pur importante dettaglio, ogni altro aspetto del prodotto è perfettamente calibrato, in primis le unità, tutte complementari fra di loro nonchè opportunamente differenziate, obbligandoci ad articolare ogni assalto tramite gli specialisti più aderenti ai nostri scopi.

    L'anima multipiattaforma di Tiberium Wars, condiviso tra X360 e PC, si palesa nell'inclinazione allo spettacolo della grafica, non più meramente funzionale. Il dettaglio è immediatamente elevato, considerando ovviamente la tipologia del titolo, e si dimostra sempre migliore avanzando nelle missioni senza accennare a cali qualitativi: la decadenza dei territori e delle città è splendidamente rappresentata, mentre le unità sono leggermente avare di poligoni, difetto perdonabile in quanto utilizzeremo costantemente il livello minimo di zoom.

    Peculiarità storica della serie sono stati, e sono rimasti, i filmati in presa diretta con reali attori. E per reali non s'intendono solo persone in carne ed ossa quanto, piuttosto, nomi noti dello spettacolo: Tiberium Wars accoglie attori come Michael Ironside (Starship Troopers, Top Gun, Visitors), Billy Dee Williams (Star Wars V e VI) o Jennifer Morrison (Dr. House), mentre per il lato NOD spicca la puntuale e gradevole prestazione del regista Joseph Duncan che presta il volto, come sempre, a Kane. La recitazione è piuttosto naturale ed apprezzabile, certamente sopra la media alla quale i videogiochi ci hanno storicamente abituato, ma va rimarcata soprattutto la perfetta fusione col resto della grafica, senza che vi sia un fastidioso stacco tra reale e finto. L'unica nota stonata la possiamo individuare nella scenografia, piatta, banale e di caratura quasi amatoriale.

    COMMENTO FINALE


    "Command & Conquer 3 merita attenzione. Ciò che in altri tempi sarebbe potuta apparire una produzione commerciale, eccessivamente scontata o poco ispirata, oggi assume i contorni di un revival di meccaniche classiche, ultimamente rare, tra l'altro riprese con criterio. Ne deriva un gioco abbondantemente godibile da chiunque e molto appassionante."








    Gianluca "musehead" Santilio



    Commenti 2 Commenti
    1. L'avatar di Jamitov Hymem
      Jamitov Hymem -
      Devo recuperarlo, questo RTS merita...
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      Carino si ma non mi ha particolarmente entusismato, preferisco Star Trek Away team e Ground Control 2