Shark! Shark! Intellivision | Retrogaming History
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  • Shark! Shark!

    Shark! Shark!

    Che dura dev'esser la vita da pesce! Sempre a mangiarsi gli uni con gli altri, in continui capovolgimenti di ruolo da cacciatori a predatori e viceversa. La Mattel, nel 1982, individuò questo tema come inusitatamente consono all'adattamento in videogame per giovani virgulti. Shark! Shark!, infatti, vide la luce in una tiratura di copie alquanto limitata, nell'ordine delle migliaia, proprio perchè ritenuto al di fuori del raggio di interesse del pubblico più adulto. Come vedremo, fu un errore di valutazione clamoroso e la Mattel fu costretta a precipitarsi su una rapida ripubblicazione.
    L'obiettivo del giocatore è concettualmente elementare: cibarsi dei pesci piccoli ed evitare di diventare un pranzetto per quelli grossi, prolungando la nostra esistenza per quanto più tempo ci è possibile. Nulla di originale sotto il sole, quindi? Non proprio. L'idea di sopravvivenza era quantomai in voga all'inizio degli anni Ottanta. Solitamente, eravamo camuffati in abiti forse più seducenti come quelli di un'astronave interstellare oppure di quelli di una torretta difensiva alla Missile Command. Tutto il concept era legato anche alla solita difficoltà, per quelle macchine, di gestire una partita dalla sceneggiatura articolata e la via più semplice per risolvere la questione era porre al videogamer un'evoluzione cinetica del movimento dei personaggi tale da costringerlo ad alzare bandiera bianca dopo una determinata durata in minuti. Lo scenario rimaneva spesso lo stesso, al massimo poteva variare in dettagli cromatici senza influire sul gameplay. E' possibile conferire dinamicità ad una partita inesorabilmente votata a questo destino? L'hint decisivo ci viene fornito dalla natura e dalla sua spietata legge del più forte. Il pesce da noi controllato è veramente molto piccolo ed è in grado di cibarsi esclusivamente di suoi simili di pari dimensioni. Contemporaneamente, dovrà salvaguardare la sua esistenza, fuggendo dai pesci più grandi, dai crostacei che stazionano sul fondo dell'area di gioco e, soprattutto, dal grande squalo che fa razzie per tutto lo schermo. Fin qui nulla di strano, ma la genialità dei programmatori si enuclea nella possibilità di far crescere il nostro personaggio ogni mille punti, portando ad evolvere gradualmente il quadro del gameplay: dopo il nostro accrescimento, infatti, potremo includere fra le nostre prede anche pesci più grandi, sempre in rapporto alle nostre dimensioni. L'unico elemento di costante minaccia rimane lo squalo, ma anche contro di lui potremo farci valere semplicemente mordendolo alle spalle, conducendolo alla resa dopo qualche tentativo. Ad ogni modo, il prosieguo nella partita ci porrà comunque di fronte ad un aumento della velocità, ma la varietà dell'azione derivante dal dinamico quadro evolutivo eleva Shark! Shark! ad un livello di interesse ben superiore alla media. Questa famosa legge del più forte viene sapientemente implementata anche in un riuscitissimo 2-player mode che può essere considerato cooperativo nel caso in cui ci si limiti a mangiare il pesce e ad attaccare lo squalo, ma che può tramutarsi in una modalità genialmente fratricida nell'esatto attimo in cui si decida di darsi la caccia: in questo caso, il gioco si converte in una frenetica rincorsa all'accrescimento per ingrandirsi abbastanza da poter divorare l'altro giocatore. Finchè, i due pesci saranno delle stesse dimensioni, infatti, gli sprite si respingeranno, potendosi attaccare solo quando uno dei due avrà raggiunto uno status superiore. Bella idea, vero? In effetti, Shark! Shark! rasenta la definizione di capolavoro: lo sarebbe diventato se non si fosse trascinato la sua origine di prodotto low-cost, contrapponendo ai pregi della giocabilità una realizzazione tecnica che, solo con un pò impegno in più, avrebbe potuto raggiungere ben altri livelli. E se la grafica svolge onestamente il suo ruolo facendosi mancare solo un pò di varietà, la limitazione delle risorse si manifesta molto più prepotentemente sul comparto sonoro, quasi del tutto assente se non per un paio di effetti sonori in punto di morte e alla cattura di un pesce. Decisamente troppo poco anche nel 1982. Tutto il resto c'è e Shark! Shark! si pone ai vertici del divertimento nella softeca Intellivision.

    Gianluca "musehead" Santilio


    VIDEORECENSIONE

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    Commenti 3 Commenti
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      Un gioco originale, bel lavoro Mattel
    1. L'avatar di Jamitov Hymem
      Jamitov Hymem -
      titolo di grido sull'Intellivision
    1. L'avatar di Lukezab
      Lukezab -
      Pesce grande mangia pesce piccolo.... carinooo... la musica di entrata dello squalo nero è favolosa...d'atmosfera...