Tennis Atari VCS | Retrogaming History
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    Tennis

    Questo Tennis non è il primo videogioco della storia con questo nome. Ce ne sono stati altri, ma il titolo altro non era che uno stratagemma per celare la reale anima alla Pong di tutta questa categoria. Il tentativo della Activision, software house rivoluzionaria in campo sportivo, fu quello di umanizzare Pong e di avvicinare il videogiocatore a questo sport in maniera più credibile. Va sempre ribadito che si tratta di un titolo di inizio anni Ottanta, pubblicato su una console, l'Atari VCS, che di certo non consentiva ai coder di potersi sbizzarrire in molteplici maniere, ma Tennis riesce ad accorciare, almeno ad un primo impatto, le impercorribili distanze tra la macchina e questo sport. Diciamo piuttosto che alla Activision sono stati furbi: hanno puntato molto sulla componente antropomorfa, spendendo molte risorse hardware per la cura degli sprite dei due giocatori. Pur discostandosi dalla tradizione Activision che richiedeva sprite pitturati con più colori, essi sono ben animati, di dimensioni generose e finemente dettagliati pur nella loro monocromia. Le perplessità maggiori derivano dal campo in quanto alcune mancanze grafiche sono strettamente correlate con scelte a monte della programmazione: innnanzitutto, vale la pena lodare un particolare che, ai nostri occhi così distanti da questo passato, potrebbe passare inosservato, cioè la tipica inquadratura a mezz'altezza dal lato di un giocatore che da quel giorno in poi ha dettato regole nel genere. Era la prima volta che si optava per una visuale simile in un gioco sportivo e altro non si tratta che dell'ennesimo contributo fornito dalla Activision al videoludo. Però.... mancano tutte le altre linee che dovrebbero trovarsi nel rettangolo di gioco: non ci sono le due linee ai bordi del campo e mancano pure quelle al centro, l'unica cosa che compare, almeno quella, è la rete. Se si fosse trattato di una mancanza grafica fine a sé stessa probabilmente non le daremmo alcuna importanza, ma bisogna considerare che l'esclusione di tali delimitazioni va influire sulle regole del gioco del tennis che, qui, vengono necessariamente modificate. Potremo quindi servire la palla senza curarci del punto in cui cadrà e potremo colpirla curandoci solamente dei limiti estremi dell'area. A questo punto, però, rischio seriamente di fornirvi un quadro non troppo fedele del gioco: detto così, somiglierebbe ad una simulazione poco accurata e non sarebbe nemmeno male considerando il suo anno di nascita. Come dicevo, Tennis è abile nell'ingannare il giocatore poco preparato celando i suoi ancora forti legami con Pong. La verità è che gli sprite dei giocatori sono concettualmente molto simili alle racchette di Pong, per quanto ben mascherate, difatti essi guadagnano in più semplicemente la possibilità di muoversi per quattro assi cardinali al posto dei soliti due. Per il resto, non saremo nemmeno tenuti a premere il tasto di fuoco per colpire la pallina in quanto avverrà del tutto automaticamente all'approprinquarsi alla stessa. Non c'è nessuna necessità di prendere la mira, nessuna necessità di caricare il tiro. La traiettoria della pallina verrà decisa, proprio come in Pong, dalla latitudine che assumerete rispetto ad essa, dirigendosi frontalmente se colpirà lo sprite in posizione approssimativamente centrale e dirigendosi diagonalmente se lo colpirà in una zona più laterale. Tutto qua. In realtà è molto meno evoluto di quanto possa inizialmente apparire soprattutto a causa dell'assente bisogno di coordinare non solo la nostra posizione con quella della pallina, ma anche di utilizzare il pulsante con il dovuto tempismo. Questo non toglie che le sfide possano essere comunque appaganti e che questo titolo resti di fondamentale importanza per l'evoluzione del genere, ma questi difetti gli negano l'opportunità di un invecchiamento aggraziato. Per il resto è frenetico ed ha la sua bella dose di divertimento da offrire contro un avversario umano, ma l'elevata automaticità della partita tende a frenare il nostro coinvolgimento.
    Un passo necessario per l'evoluzione, ma un episodio non troppo gratificante per il giocatore moderno.



    "Più che un'acerba simulazione di tennis, questo titolo ci offre un Pong antropomorfo, soprattutto per via del colpo automatico alla palla. Apprezzabile il dettaglio degli sprite e ci si può divertire abbastanza, ma nulla di eccezionale. Rimane un prodotto interessante per la visuale adottata, da allora uno standard per la maggior parte dei giochi di tennis."

    Gianluca "musehead" Santilio




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    Commenti 2 Commenti
    1. L'avatar di Ricki
      Ricki -
      la posizione che ha lo sprite con la sua racchetta sembra quella di Mcenroe durante la preparazione al servizio.
    1. L'avatar di JULIUS
      JULIUS -
      All'epoca era un giochino divertente ed immediato, su cui ho trascorso tante ore.
      Certo mancavano alcune righe, le regole erano semplificate, bla bla, ma qui stiamo parlando dell'Atari vcs, e già il fatto di avere degli sprites grandi, proporzionati e ben animati, ed un movimento di palla realistico consentiva di divertirsi a giocare questo "pseudo tennis".
      Sicuramente pollice su per questo prodotto marchiato Activision!