River Raid Atari VCS | Retrogaming History
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  • River Raid

    River Raid

    Quanto è difficile realizzare uno scrolling? Non molto, soprattutto se stiamo parlando di console, macchine costruite con un occhio di riguardo verso tale necessità. Tuttavia, nell'era del VCS non erano tantissimi i giochi che si munivano di aree di gioco maggiori di una singola schermata a causa degli arcinoti limti di memoria che ostacolavano gran parte delle velleità creative dei programmatori. L'estensione dell'area di gioco sembrava incompatibile con i quattro miseri kilobytes delle cartucce Atari dei primi anni Ottanta, ma a Carol Shaw, probabilmente il primo coder donna, spuntò in mente un'idea geniale.

    River Raid è uno shooter a scorrimento verticale che reca con sé un retaggio della lunga tradizione del fixed shooter: sebbene lo schermo sia in perenne movimento, il nostro velivolo rimarrà ancorato nella zona bassa dell'area del video. Ci troviamo di fronte ad una situazione ibrida in quanto, entro certi limiti, ci sarà possibile accelerare o rallentare la velocità dello scrolling semplicemente premendo in alto o in basso il nostro joystick. Nonostante questo sistema di controllo sia caduto in disuso nello sparatutto moderno, non ci vorrà molto ad impratichirsi, soprattutto grazie all'efficacia dei comandi presentati dalla solita Activision.

    La Activision provava, nel 1982, a rincorrere, assieme alla supremazia tecnica, idee fresche ed innovative. E dopo anni di astronavi, battaglie spaziali, alieni cattivi e quant'altro, River Raid ci riporta in un familiare ambiente terrestre a bordo di un aereo da guerra, paradossalmente insolito per la tradizione di quell'era. L'azione si svolge sempre lungo il corso di un fiume all'interno di una vallata le cui pareti sono invalicabili e segnano i confini entro i quali il nostro mezzo potrà muoversi senza subire danni. Il nostro volo non sarà dei più sereni ed il territorio potrebbe divenire il nemico più temibile: proseguendo nel gioco, infatti, dovremo fare attenzione ai numerosi ponti da distruggere (e che fungono anche da checkpoint) e dalla conformazione imprevedibile della vallata, ricca di cunicoli e persino biforcazioni. A tutto ciò, naturalmente, è doveroso aggiungere una copiosa dose di nemici, benchè la loro intelligenza artificiale non spicchi per brillantezza. Ve ne sono di tre tipi: navi ed elicotteri si limiteranno a sostare in precise zone dello schermo fino a che non giungeremo molto vicini alla loro posizione, per poi vederli animarsi all'improvviso, muovendosi orizzontalmente da una parete all'altra; gli aerei, invece, non faranno che attraversare lo schermo indipendentemente dalla nostra vicinanza. Nessuno di loro è in grado di sparare e l'unica possibilità di perdere una vita è a causa di una collisione con un nemico o con il paesaggio, evento tutt'altro che remoto. Un elemento peculiare di River Raid sono i serbatoi di carburante disseminati sul fiume: il nostro velivolo, infatti, ha la brutta tendenza a consumare un'infinità di combustibile, ma, transitando aldisopra di questi serbatoi, potremo ricaricare la nostra scorta e scongiurare il pericolo di una fine prematura.

    Tutto il percorso di gioco è precalcolato e viene da chiedersi come sia stato possibile stipare i dati di un tragitto così vario in una cartuccia così piccola. Carol Shaw si è servita di una generazione procedurale mediante registro a scorrimento a retroazione lineare. Se non avete la minima idea di cosa si tratti, non vi preoccupate, è normale, vi basti sapere che lo scenario viene generato da un algoritmo in maniera comunque non casuale ed il livello non è costituito da una serie di caselle precostruite ma da una funzione matematica che lo definisce progressivamente. E' una soluzione geniale largamente utilizzata in quei videogiochi che tendono ad offrire immense aree di esplorazione ai giocatori come Elite o Daggerfall occupando quantità di memoria relativamente modeste. E in 4kb di ROM River Raid riesce a guadagnarsi la lunghezza di un comune sparatutto moderno.

    La componente grafica del gioco, pur non evidenziandosi per grande ispirazione, svolge perfettamente il suo dovere, con sprites piccoli ma dettagliati ed una quantità sufficiente di elementi decorativi nello scenario. Il sonoro è privo di brani musicali ma gli effetti sonori sono onesti ed il rumore dell'aereo, soprattutto in fase di accelerazione e decelerazione, è reso con grande efficacia. La giocabilità è ottima per gli standard degli shooter della prima generazione di console, ma la difficoltà della sfida è notevole e tende a frustrare il giocatore occasionale. La longevità, inoltre, pur potendosi fregiare della generazione procedurale dei livelli, è afflitta da una pesante ripetitività dovuta alla limitatissima varietà di nemici e gameplay, difetto inevitabile ma presente.

    ALTRE VERSIONI
    Atari 5200/8-bit
    Se solo il controller fosse stato diverso, River Raid su 5200 sarebbe stato impeccabile. Purtroppo non è così e giocarci potrebbe risultare un'impresa con il joystick originale, per fortuna il problema non sussiste se giocato sui computer. La grafica è molto vicina al VCS pur mostrando buoni miglioramenti come le bande marroni ai bordi del fiume che ne definiscono più efficacemente i limiti, ed anche gli sprites sono ben fatti.
    Intellivision
    La versione per Intellivision di River Raid si discosta molto da quella per VCS. Il look è decisamente differente e se il dettaglio a bordo schermo e maggiore ed alcuni elementi sono realizzati meglio (i ponti, ad esempio), lo scrolling non è altrettanto curato e scatta fastidiosamente. I controlli anche stavolta sono imprecisi, compromettendo molto la giocabilità.
    Colecovision
    La conversione per la macchina Coleco è sicuramente fedele, nonostante il look non sia precisamente identico. La migliore risoluzione aiuta a definire per bene gli sprites e le curve della vallata sono molto più morbide e gradevoli. Compare qualche dettaglio in più anche se la scelta cromatica proposta dal Colecovision è troppo accesa e meno realistica che nella controparte originale.
    Commodore 64
    Non si tratta di una conversione da VCS ma da Atati 5200 e si vede benissimo dalla grafica che, fatta eccezione per la diversa palette cromatica, è perfettamente identica. Per essere uno dei primi shooter per C64 c'è di che stare allegri, l'unico problema è che River Raid perde, sulle altre piattaforme e sull'8-bit Commodore in particolare, il prestigio tecnico che gli aveva fatto spingere al massimo il VCS.
    River Raid è stato pubblicato anche per le piattaforme PC, Spectrum ed MSX.

    VIDEORECENSIONE




    "River Raid non è un gioco amichevole, ma è quanto di più complesso si possa chiedere ad un Atari VCS e ciò conferisce un inestimabile pregio al videogioco, a Carol Shaw e alla Activision. Un masterpiece per ogni collezione, ma non un campionissimo del divertimento."

    Gianluca "musehead" Santilio




    Altre immagini:



    Commenti 5 Commenti
    1. L'avatar di MacDLSA
      MacDLSA -
      Uno dei "difetti", se così si possono chiamare, delle cartridge Activision è l' implacabile ed inesorabile SCOLORIMENTO delle etichette ! Se ne è discusso molto in forum "dedicati" ma l'epilogo del discorso è sempre stato questo: per non far scolorire queste etichette bisogna(va) conservare le cartucce in... "luoghi CHIUSI", come ad esempio... le loro rispettive confezioni / box !
      SI', benissimo... peccato che chi aveva una trentina di cartridges, un fratello maggiore in camera ed un' appartamento non proprio "grande" potrebbe aver avuto un' alternativa amletiana riguardante il fatto di tenere le scatole delle cartucce Atari OPPURE il cuscino del letto piuttosto che l' "AutoChassis" della Lego Tecnica o addirittura il TeleVisore (in bianco e nero...), pena un tremendo e fantozziano "overload" della citata cameretta con probabilissimo rischio di esplosione ( non dico di chi o di cosa... ).
      OK
      Questo per dire che anche la mia cart di River Raid, dopo "soli" 27 anni, si è scolorita !!!
      ... per il resto il gioco è ovviamente quel GRAN GIOCO DI SEMPRE !
      Elevatissima qualità tecnica e giocabilità eccelsa... ecco, proprio sul fattore della giocabilità non mi trovo pienamente d'accordo sul giudizio del sempre incommensurabile Musehead: ai livelli "alti" l'attenzione che bisogna rivolgere al gioco diventa veramente TANTA... Ok, la varietà dei nemici non sarà un granchè, ma la loro disposizione "tattica" lungo questo insidiosissimo ed interminabile fiume rivela una smisurata attenzione della programmatrice proprio verso il gameplay, quasi volesse dire "NO, non cedete! Abbiate voglia di andare avanti !"... sì, perchè lì avanti ci aspetteranno gli stessi nemici che avremo incontrato prima ma in posizioni più "ostiche" e con comportamenti assai più imprevedibili !
      Vabbè, sarà pure anche un fattore di ricordi... in quell'epoca impazzava Xevious in sala giochi, e sul VCS il gioco che più gli si avvicinava ( !!! ARGH !!! ) era proprio River Raid !
    1. L'avatar di musehead
      musehead -
      Mi inchino al sapere (e al giudizio) di Mac
    1. L'avatar di Moro
      Moro -
      Io ho consumato la cassetta di River Raid su Msx ai bei tempi
    1. L'avatar di Jamitov Hymem
      Jamitov Hymem -
      Citazione Originariamente Scritto da Moro Visualizza Messaggio
      Io ho consumato la cassetta di River Raid su Msx ai bei tempi
      quoto quoto
    1. L'avatar di MacDLSA
      MacDLSA -
      Citazione Originariamente Scritto da MacDLSA Visualizza Messaggio
      ...in quell'epoca impazzava Xevious in sala giochi, e sul VCS il gioco che più gli si avvicinava era proprio River Raid !
      ARGH !

      Mea culpa !
      Mi ero completamente scordato di un SUPERTITOLONE (...) molto più simile a Xevious (clone? ) di quanto non lo sia River Raid, del quale la Tigervision fece un' ottima (RE-...) trasposizione bar>casa su VCS :
      Espial !