Street Fighter III 3rd Strike - Dreamcast | Retrogaming History
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  • Street Fighter III 3rd Strike

    Street Fighter III 3rd Strike

    Della storica serie di picchiaduro targati Capcom sicuramente i tre capitoli pubblicati fra il 1997 e il 1999 sotto il nome di Street Fighter III sono quelli più controversi e freddamente accolti dai numerosissimi fan della serie (escluso logicamente l’orripilante SF the Movie). I motivi di tutto ciò sono da ricercare in primis nell’abbandono quasi totale dello storico cast di personaggi (nel primo episodio Ryu e Ken vennero reinseriti a furor di popolo solo durante i location test), e secondariamente in una meccanica di gioco innovativa ma al tempo stesso difficile da digerire. Proprio per cercare di porre rimedio al primo di questi problemi, alla Capcom decisero di reintrodurre in questa terza ed ultima incarnazione i classici Chun-Li e Akuma (quest’ultimo già disponibile nel secondo episodio ma solo come personaggio segreto), ai quali si aggiunge inoltre un certo Remy, dietro le cui effeminate fattezze si nascondono niente di meno che gli amatissimi Guile e Charlie (di cui ricalca praticamente tute le mosse). Il gameplay rimase invece inalterato rispetto ai due predecessori, ma, come vedremo in seguito, quest’aspetto rappresentava in realtà un falso problema. Tecnicamente parlando SF3 fu uno dei pochissimi titoli a sfruttare la potentissima (almeno per l’epoca) scheda CPS3, e i risultati si vedono tutti: a partire dai personaggi splendidamente realizzati e ricchi di particolari, fino ad arrivare alle animazioni, semplicemente spettacolari ed in grado di donare ai lottatori delle movenze eccezionalmente fluide quanto realistiche. Anche i fondali risultano particolarmente ispirati, tanto da poter parlare in taluni casi di un vero e proprio senso artistico. Questo grazie ad una scelta di colori tendenti al pastello unita ad una particolare tecnica di sfumatura, il cui connubio finisce col creare un bellissimo effetto “dipinto”.
    Particolare cura è stata rivolta anche alla composizione delle numerose musiche d’accompagnamento, che risultano molto piacevoli e azzeccate, senza risultare per questo troppo invadenti; continuando in tal senso la storica tradizione di SFII. Da notare anche la presenza di un buon parlato, che accompagnerà le nostre scelte nei vari menù. Il quale utilizzerà delle frasi ad effetto per coinvolgere maggiormente il giocatore, ma che forse risulta un tantino troppo innaturale a causa del suo tono eccessivamente “metallico”.
    Riguardo al gameplay diciamo subito che, a parte l’utilizzo dei soliti sei tasti e delle classiche mezzelune per eseguire buona parte degli attacchi speciali, poco o nulla è stato mantenuto rispetto ai precedenti SFII e SF Alpha. Probabilmente proprio il fatto di dover cambiare radicalmente approccio al gioco per la terza volta fu il motivo che fece storcere il naso a parecchi fan della serie (in fondo gli appassionati di questo genere sono gli stessi che giocano da ben quattordici anni allo stesso King Of Fighters senza protestare più di tanto!!!). Questo non vuol dire che SFIII sia brutto, anzi: sebbene non sia frenetico come l’Alpha e decisamente più macchinoso del II, pochi picchiaduro possono vantare la stessa profondità e tecnica contenuta in SFIII. Questa constatazione è avvalorata oltre che dalla differente “mobilità” dei personaggi, anche dall’introduzione di due significative novità all’interno del gameplay, ossia le “parrying” e le “cancel”.
    Il parrying è un sistema di parata che ci consente di non subire alcun tipo di danno, oltre a darci la possibilità di reagire più velocemente agli attacchi avversari. Questo si esegue premendo la croce direzionale in avanti nello stesso istante in cui il nostro alter-ego viene colpito (in giù per gli attacchi bassi). Sebbene tale sistema risulti decisamente poco istintivo è comunque in grado di regalare grosse soddisfazioni una volta assimilato a dovere. La cancel è invece la possibilità di annullare l’animazione di una mossa a favore di un’altra, che può essere sia un’altra mossa (in questo caso parleremo di “chain” o catena), che una presa (Kara Throwing) o una super (Super Cancel). Di conseguenza, messo nelle mani di due esperti, SFIII diviene principalmente una lotta di nervi, fatta di continue finte e di mosse parate o cambiate all’ultimo decimo di secondo. Per poter essere pienamente apprezzato il gioco in questione necessita quindi di notevole impegno e dedizione, svelandoci il meglio di se solo dopo che ne avremo fatte nostre le sue complesse meccaniche. L’unica grossa pecca che possiamo riscontrare risiede nel nuovo cast di personaggi. Se da un lato è lodabile il coraggio dimostrato dalla Capcom nel voler rinnovare alle fondamenta la serie, dall’altro il fatto di non ritrovare in un nuovo Street Fighter delle storiche figure come Sagat, Bison e Guile lascia sicuramente l’amaro in bocca. Soprattutto alla luce dei nuovi personaggi che, per quanto ben realizzati e discretamente bilanciati, non possiedono lo stesso carisma dei mostri sacri sopra citati. Molto più saggia sarebbe stata, a mio modesto avviso, la scelta di affiancare il nuovo cast al vecchio, andando così ad ampliare la rosa di venti lottatori presenti in questo episodio (boss finale incluso). Un gradito rientro lo mettono invece a segno i Bonus Stages, che ci intratterranno nel corso della partita. Il primo di questi vedrà il nostro lottatore impegnato nel demolire una macchina nel minor tempo possibile (un classico della Capcom presente fin dai tempi di Final Fight), mentre il secondo, che metterà alla prova la nostra abilità nell’effettuare le già citate “parry”, ci richiederà di bloccare con questo nuovo sistema una serie di palle da basket lanciateci contro. Altre novità degne di nota risiedono infine nella possibilità di scegliere fra due diversi avversari prima di ogni incontro, e la valutazione sotto forma di lettera che verrà data alla nostra prestazione alla fine di questo (una volta tanto possiamo proprio dire che è SF a copiare Fatal Fury e non il contrario).
    Il livello di sfida offerto dalla cpu si attesta su standard decisamente buoni, riuscendo, soprattutto a livello massimo, a dare vita a degli scontri caratterizzati da una buona dose di tecnicismo. Rimane comunque fuori questione che il gioco da il meglio di se contro un avversario in carne ed ossa, come del resto tutti quelli dello stesso genere.
    Riguardo alle due versioni PS2 e Dreamcast qui analizzate c’è poco da dire, si tratta di due arcade perfect praticamente indistinguibili l’uno dall’altro; che però, a parte un buon training mode, non offrono alcun tipo di extra rispetto alla controparte arcade. Il gioco è stato pubblicato per Dreamcast su tutti i mercati (anche se la versione Pal è molto difficile da reperire), mentre la versione PS2 non ha mai toccato il suolo europeo, ed è quindi giocabile solo nell’edizione NTSC giapponese o americana, quest’ultima contenuta in “Street Fighter Anniversary Collection” assieme ad Hyper SFII.

    COMMENTO FINALE


    "Concludendo non possiamo che consigliare questo gioco a tutti gli estimatori del genere. SFIII 3rd strike oltre a godere di un’ottima realizzazione tecnica, risulta caratterizzato da un gameplay profondo e prodigo di soddisfazioni. Le uniche riserve risiedono quindi nella scarsa immediatezza del nuovo sistema di combattimento e in un cast di personaggi leggermente sottotono rispetto ai precedenti titoli della serie."

    Emiliano "MasterGen" Valori





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    Commenti 11 Commenti
    1. L'avatar di Jamitov Hymem
      Jamitov Hymem -
      ..ad uno street fighter non riesco a dire no
      quoto sulla scarsità di personaggi, si cercò di fare un reebot del tutto..
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      Questo street fighter è bello, troppo bello
    1. L'avatar di TheBosZ
      TheBosZ -
      bel picchiaduro, anche se per DC vale la pena provare anche i Marvel Vs. Capcom 1 e 2, secondo me anche una spanna sopra questo
    1. L'avatar di Cthulhu
      Cthulhu -
      Sempre stato affascinato da questo Street Fighter III, giocato più volte ma mai approfondito abbastanza, prima o poi mi ci dedicherò più a fondo...
    1. L'avatar di Big_Paul86
      Big_Paul86 -
      C'ho giocato per la prima volta 13 anni dopo. Bello ma rimango innamorato del Garou MOW della SNK, altra serie al canto del cigno a fine anni '90.
    1. L'avatar di For_Great_Justice
      For_Great_Justice -
      Ecco a me il 3 capitolo della serie non è proprio mai piaciuto
      Mi piace il 2 e varianti (super, tournament, ecc ecc) mi piace il 4 e relativo super, mi piace l'alpa...
      Ma street Fighter 3 proprio non mi ha mai detto niente
    1. L'avatar di maxtex74
      maxtex74 -
      Molto bello giocato sia in sala che su PS2 tempo fa ,è un ottimo videgames del suo genere ,molto meglio del bruttissimo e finto 2D di Street Fighter 4 e seguiti ... forse manca di personaggi carismatici come quelli del 2° capitolo.
    1. L'avatar di dvd123
      dvd123 -
      Bello il colore ma, un po' per i personaggi non classici, un po' per la difficolta' nel controllo...non mi è risultato per nulla immediato, non l'ho apprezzato.
      ..non ho ancora capito, senza denigrare nulla perche' il piu' a buon mercato sulla baia non lo trovi a meno di una foglia da 50 euro. Non penso si meriti tale considerazione.
    1. L'avatar di dark13
      dark13 -
      Street fighter 3 3rd strike e mark of the wolves sono due vere e proprie "anomalie" nel campo dei picchiaduri ad incontri. Perche' se da un lato rappresentano sicuramente il "picco" per quanto riguarda il sistema di combattimento rispettivamente di capcom e snk, dall'altro il rooster e' principalmente composto da personaggi dimenticabili e con poco carisma.
      All'epoca considerai il primo SFIII decisamente mediocre bollando le successive iterazioni come "cash-in" in puro stile capcom. SFIII 3rd strike a dire il vero e' un OTTIMO gioco, il problema e' che nel 1997 per far risultare appetibile un picchiaduro 2d a livello di grafica ci sarebbe DAVVERO voluto il 640*480, la differenza tra quello che riusciva a muovere la model 3 ed la classica risoluzione arcade (384 x 224 nel caso del 3rd strike) era davvero macroscopica. La capcom fece uscire SF3 mentre i fan si aspettavano qualcosa come guilty gear X. Tra l'altro red earth/warzard rende decisamente piu' onore all'hardware della cps3
    1. L'avatar di Tyrandom
      Tyrandom -
      Citazione Originariamente Scritto da dark13 Visualizza Messaggio
      Street fighter 3 3rd strike e mark of the wolves sono due vere e proprie "anomalie" nel campo dei picchiaduri ad incontri. Perche' se da un lato rappresentano sicuramente il "picco" per quanto riguarda il sistema di combattimento rispettivamente di capcom e snk, dall'altro il rooster e' principalmente composto da personaggi dimenticabili e con poco carisma.
      All'epoca considerai il primo SFIII decisamente mediocre bollando le successive iterazioni come "cash-in" in puro stile capcom. SFIII 3rd strike a dire il vero e' un OTTIMO gioco, il problema e' che nel 1997 per far risultare appetibile un picchiaduro 2d a livello di grafica ci sarebbe DAVVERO voluto il 640*480, la differenza tra quello che riusciva a muovere la model 3 ed la classica risoluzione arcade (384 x 224 nel caso del 3rd strike) era davvero macroscopica. La capcom fece uscire SF3 mentre i fan si aspettavano qualcosa come guilty gear X. Tra l'altro red earth/warzard rende decisamente piu' onore all'hardware della cps3
      Anche io reputo SFIII3rdS e Garou MotW il pinnacolo dei picchiaduro.
      Tecnici, con un ritmo eccezionale, animazioni e collisioni perfette.
      Per il roster sinceramente non mi lamento, i personaggi sono meno carismatici di quelli visti in Kof o SFII, indubbiamente, ma sono ben variegati e sicuramente non banali. Sono stati dei punti di rottura notevoli rispetto alla ridondanza a cui ci avevano abituato le due SH osakesi.
      L'unico neo dal mio punto di vista è nell'audio: bei motivi con sperimentazioni acid jazz / hip hop, ma che non c'entrano molto col genere e la saga.
    1. L'avatar di dvd123
      dvd123 -
      se lo dici tu io l'ho trovato comodo come giocare a pingpong con una bacchetta cinese.