Street Fighter III: Double Impact - Dreamcast | Retrogaming History
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  • Street Fighter III: Double Impact

    Street Fighter III: Double Impact

    Dopo un tremendo ritardo dovuto a carenze hardware da parte delle console a 32 bit Sony e Sega, la Capcom rilascia dopo quasi 2 anni (quindi nel 2000) in un sol disco le prime due conversioni del suo cavallo vincente in esclusiva per il Dreamcast:

    Street Fighter III – New Generation
    Street Fighter III 2nd Impact – Giant Attack

    Street Fighter III – New Generation
    Il primo titolo nativo su scheda Arcade Cps-III nel Febbraio 1997 va a scontrarsi con un periodo non molto favorevole per i picchiaduro bidimensionali, per cui viene offuscato (molto sfortunatamente) quasi del tutto da un mostro sacro di casa Namco (Tekken 3) che dominava sia in arcade sia il mercato delle console per tutto il 1997 ed il 1998.
    Un altro elemento da considerare e che spinge ancora di più nel dimenticatoio il New Generation è l’uscita nelle sale del terzo capitolo della seria Alpha solo un anno più tardi, quindi non essendo SFIII (forse) mai arrivato nelle sale italiane e passato in sordina per via della sua cancellazione sulla piattaforma Sega Saturn, Capcom rimedia portando in maniera repentina nelle nostre case quel capolavoro che ha il nome di Street Fighter Alpha 3, riuscendo quindi a salvare la popolarità del suo brand più famoso restando sulla cresta dell’onda per tutto il 1999, tempo utile per riprogrammare il terzo capitolo per la console a 128bit della Sega.
    Analizzando per bene il titolo in questione non c’è solo la cattiva scelta di lancio sul mercato di Street Fighter III ma molte variazioni al titolo a danneggiarlo, forse troppo lontane dalla saga del secondo capitolo alla quale eravamo stati abituati da ben 5 versioni dal ’91 al ‘94, quindi i giocatori più accaniti, non trovando subito il feeling di sempre, snobbarono questo titolo in maniera rapidissima.
    Il cast ripropone dieci personaggi selezionabili tra cui presenti, fra i vecchi, solo gli storici Ryu e Ken, a seguire i nuovi Ibuki, Necro, Sean, Oro, Elena, Dudley, Alex, Yun (Yang il fratello è stato considerato soltanto una variazione di colore).
    L’ Arcade Mode di solo 6 scontri ed orfano dei bonus stage porta l’incredulità a livelli altissimi, offendendo nell’orgoglio più profondo gli innumerevoli fan che attendevano questo titolo con molto entusiasmo, concludendo per finire con un colpo di grazia di nome Gill, unico personaggio segreto quale unico boss finale del gioco.
    La Capcom non poteva strabiliarci soltanto con le stupende animazioni che balzavano ai nostri occhi, per non parlare dei magnifici fondali a stile “fisheye”, non bastavano qualche mossa in più e il tempo nuovamente speso per imparare da zero un cast del tutto rinnovato, doveva piuttosto pensare di più al succo ed alla sostanza del gioco.
    Il risultato è un gioco con troppo amaro in bocca che doveva smuovere le fondamenta dei picchiaduro 2D e far dimenticare i passi falsi commessi nell’esperimento 3D della serie EX, ma purtroppo così non è stato.

    Street Fighter III 2nd Impact – Giant Attack
    Dopo soltanto sette mesi la Capcom, accorgendosi che qualcosa non andava, corre subito ai ripari: esce la prima espansione del terzo capitolo, apportando delle migliorie, tappando dei buchi qua e là ed aggiungendo tre personaggi tra cui una vecchia conoscenza: Urien (fratello di Gill), Hugo (dalla saga di Final Fight) e Akuma (personaggio segreto) direttamente da SSF2T e serie Alpha.
    Per molti quasi invisibili ed invece di primo piano per i più tecnici, vengono migliorate la collisione degli sprite, la fluidità del parallasse dei fondali, le “Parry”istantaneamente susseguite da contromosse e tutta la meccanica di gioco, compresa velocità ed esecuzione di combo, forse quest’ultima un po' troppo semplificata. E poi colori alternativi, barre di energia rinnovate, restyling dei fondali (il quadro di Ken con la barca è fantastico), musiche nuove di zecca e Gill degradato dal nuovo (si fa per dire) boss finale Akuma, per concludere con l’inserimento del bonus stage per i nostalgici.

    Analisi tra i vari capitoli sul numero personaggi e i componenti del roaster:

    A distanza di anni personalmente comprendo le ragioni di alcune decisioni prese per via di un rispetto verso le tradizioni del brand, ma era prevedibile che molti giocatori non badassero a tutto ciò:

    Street Fighter - 1987
    Personaggi totali 12: 2 selezionabili, 8 preliminari da affrontare.
    Roaster: Ryu, Ken, Gen, Lee, Joe, Max, Eagle, Birdie, Retsu, Geki
    Bonus Stage: 3
    Boss Finali 2: Adon, Sagat

    Street Fighter II - 1991
    Personaggi totali 12: 8 selezionabili, 7 preliminari da affrontare
    Roaster: Ryu, Ken, Chun-Li, Honda, Guile, Dhalsim, Zangief, Blanka
    Bonus Stage: 3
    Boss Finali 4: Balrog, Vega, Sagat, M.Bison

    Street Fighter III - 1997
    Personaggi Totali 11: Ryu, Ken, Ibuki, Necro, Sean, Oro, Elena, Dudley, Alex, Yun.
    Bonus Stage assenti
    Boss Finale 1: Gill

    Ragionando su questi dati, notiamo come ogni nuovo capitolo (intendo principale) della saga porti un’innovazione totale del roaster, confermando sempre e solo i protagonisti Ryu e Ken, ad eccezione di Sagat tra l’uno e il due. Questo porta a dedurre il motivo per cui la Capcom abbia escluso il cast di SFII, ormai entrato nei nostri cuori per via delle innumerevoli versioni a seguire e dell'amatissima serie Alpha. Una tradizione rispettata che, ahimè, non ha funzionato dopo il decimo anniversario della saga, anche questo un elemento da tenere in considerazione.

    Scavando ancora più a fondo, alcuni personaggi di SFIII hanno un legame con quelli di SFII di tipo storyline e consecutivamente ne ereditano le movenze, ad esempio:
    Sean è l’allievo di Ken, quindi eredita alcune mosse;
    Ibuki è l’allieva di Chun-Li;
    Yun e Yang sono nipoti di Gen, maestro di Chun-Li;
    Dudley ha sconfitto Balrog in un incontro di pugilato.

    E poi via via con le somiglianze apparenti, tipo:
    Elena simile a Dhalsim;
    Necro simile a Blanka;
    Alex simile a Zangief;
    L’unico anonimo sul serio è proprio Gill, a mio parere personaggio senza testa nè coda, ma stiloso sulla sua dualità tra acqua e fuoco.



    COMMENTO FINALE


    "La voglia di avere tra le mani questo Street Fighter III era molta…e per molti di noi. Nonostante il travaglio passato per questo porting e la cattiva fama acquisita nel corso di questi lunghi tre anni, il Double Impact è stato destinato a rimanere diversi mesi sugli scaffali dei negozianti per via ancora dell’eccessivo costo del Dreamcast. Oggigiorno è un gioco da avere obbligatoriamente per tutti i fan della saga e soprattutto per chi ha sempre avuto l’acquolina in bocca come me, per mesi e mesi sbavando sulle foto di quei vari Megaconsole e Consolemania che decretavano vita e morte di questo Street Fighter III. Al giocatore incuriosito consiglio di strizzare l’occhio a questo Double Impact dandogli almeno una possibilità, poi certo, pochi mesi più tardi la pietra miliare del 3rd Strike è arrivato subito, pronto a sotterrarlo per sempre, ma questo forse… è un altro gioco."

    Pietrangelo "P.Min." Minelli




    Altre immagini:




    Commenti 1 Commento
    1. L'avatar di Jamitov Hymem
      Jamitov Hymem -
      un beat'em up decente su DC...ricordo le varie riviste all'epoca che prima lo idolatrarono e poi lo sepellirono