Litil Divil | Retrogaming History
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  • Litil Divil

    Litil Divil

    Il mondo è bello perché vario… L’universo dei videogame può esserlo altrettanto e ancor di più.

    Perché questo piccolo cappello introduttivo? E’ presto detto. Dopo aver giocato il prodotto di questa recensione ho capito che la fantasia nel creare non ha davvero limite e, se ben sfruttata, anche un’idea apparentemente stupida può rivelarsi buona e vincente.

    Siamo negli inferi, siamo un piccolo diavoletto di nome Mutt. Siamo seduti intorno ad una tavola rotonda e affrontiamo una partita a quel giochino in cui ogni partecipante sceglie un’asticella tra tante da un recipiente in cui quest’ultime sono disposte verticalmente, di cui il pescaggio della più corta di esse equivale alla sconfitta. Intorno a noi altri demoni di varie specie: la posta in gioco, per chi dovesse perdere tale partita è alta…RISALIRE GLI INFERI PER ANDARE A COMPRARE LA CENA A BASE DÌ PIZZA PER TUTTI!Noi, nei panni di Mutt, dopo aver perso, ci incamminiamo verso questa “apparentemente” semplice operazione. Questa la trama del videogioco che mi accingo a recensire, ed ecco svelato l’arcano perché del cappello introduttivo. Ditemi voi se la fantasia non può spaziare lì dove la normalità di pensiero si ferma, e un semplice videogioco traghettarci in un mondo dove tutto è possibile, restituendo tangibilità a una situazione altamente irreale e difficilmente proponibile, anche se osservata con gli occhi del puro fantasy. Un diavoletto che deve andare a comprare la pizza e per farlo deve superare mille peripezie, ostacoli, combattimenti, sfide, draghi, montagne e chi più ne ha più ne metta, non potrà non farvi fiorire delle semplici e spontanee domande: perché? Perché per comprare una pizza bisogna affrontare tutto ciò? E poi, negli inferi mangiano veramente la pizza? Giocando a Litil Divil posso assicurarvi che queste seppur semplici domande busseranno almeno una volta alla porta del vostro intelletto.

    Litil Divil è un adventure game, direi anche puzzle game, ma anche platform, beat’em-up e shoot’em-up. Sì, c’è un po’ di tutto in questo videogioco, un minestrone senza tregua dei più disparati stili video ludici cui siamo stati abituati nel corso degli anni. Una volta catapultati nella nostra impresa, la trama si distacca completamente dal gioco e quello che ci sarà chiesto di fare sarà solo di esplorare immense mappe e di risolvere enigmi vari uno dopo l’altro, nel dislocarsi di cinque lunghissimi livelli. La maggior parte del tempo comunque la passeremo girovagando all’interno di enormi labirinti cercando di evitare i mille trabocchetti che si pareranno dinanzi al nostro cammino. La visuale in questa sezione pone la telecamera alle spalle di Mutt, una sorta di terza persona come insegnato dalla ben più nota Lara Croft (con le dovute limitazioni tecniche ovviamente). La sensazione di smarrimento in queste fasi di gioco è alta, poiché il programma non si preoccupa di mostrarci una mappa dell’ambiente esplorato per intero, bensì un riquadro in alto a sinistra dello schermo in cui è visualizzata una piccola porzione dello scenario che si delinea man mano che l’esplorazione va avanti. La sua piccolezza, di conseguenza, non restituisce un adeguato senso dell’orientamento, senza contare che le strade appaiono tutte simili tra loro e non ci saranno mai colori di sorta a evidenziare determinati punti salienti, né check point, né cose simili. Una tortura senza precedenti, dunque, che vede costretto il videogiocatore a disegnarsi mappe a mano mentre si gioca, oppure tentare la strada (con non poca fortuna e tanti tentativi) della memoria, cercando di focalizzare i punti importanti in cui bisogna rifare capolino. Giocabilità veramente altalenante, quindi, posta su di una bilancia che pesa sia frustrazione sia godimento nel proseguire in egual misura. Questo gioco difatti riesce a regalare anche quella piccola sensazione di soddisfazione nell’avanzare che pochi prodotti possiedono. Vi ritroverete a gridare dalla gioia quando riuscirete a salvare una partita, a farvi venire la pelle d’oca dall’esaltazione perché riusciti semplicemente a proseguire. Badate bene, ho detto e sottolineo “quando RIUSCIRETE a salvare una partita” perché, miei cari lettori, dovete sapere che Litil Divil possiede il più tremendo, scomodo, infame, sistema di salvataggio mai pensato da mente umana. Qualcosa che vi torturerà oltre l’inverosimile, che vi farà venire voglia di prendere il fido CD32 e sbatterlo fuori dalla finestra dalla rabbia, un sistema che sento di bocciare con lo zero spaccato. Sappiate solo che ogni livello in questo videogame richiede all’incirca da un’ora e mezza a due di gioco continuo per un corretto superamento e, al termine di ognuno di essi, mai ci sarà data la possibilità di salvare la partita sin da subito, costringendoci a un forzato allungamento del girovagare alla disperata ricerca della stanza di salvataggio. Senza dare per scontato che in questo già pesante tragitto obbligato sarà facile che il nostro diavoletto tiri le cuoia per via delle mille insidie da superare, facendo leva sui nostri nervi ormai sotto pressione per le ore di gioco accumulate e vedendoci tristemente rispediti al livello precedentemente superato, rendendo vano ogni sforzo compiuto.
    Vi avevo detto che si parlava di tortura tramutata in videogame? Bene, bisogna provarlo in prima persona però per “assaporarlo”e”gustarlo” veramente sino in fondo. A dir poco tremendo!

    A controbilanciare queste assurde scelte di gameplay, per fortuna, sovviene un reparto grafico/sonoro di prim’ordine. Diciamo la verità, se la Gremlin interactive non avesse farcito Litil Divil con grafica e sonoro di prim'ordine, sarebbe divenuto uno di quei videogiochi da dimenticare trenta minuti dopo la prima prova ma, cosi, di fatto non è. La grafica è un piacere per gli occhi, disegnata tutta in stile cartone animato, piena di colori, e sfrutta proprio bene (uno dei rari casi, in verità) il chip set AGA posto dentro il CD32. Per il sonoro si può parlare pienamente di eccellenza. Se per il lato cosmetico la console targata Commodore è stata più volte bistrattata, vedendosi vittima di semplici porting eseguiti direttamente dagli Amiga di fascia inferiore, sul lato audio ha sempre brillato di luce propria, ed anche quest’occasione non fa eccezione alla regola. Lo stile della musica suona molto epico/fantasy per tutta la durata di gioco, tutte le tracce sono un piacere da ascoltare e fanno da tappeto a un innumerevole comparto di effetti sonori che vanno a braccetto con tutto il resto della produzione. Sul lato artistico dunque c’è poco o nulla da lamentarsi, e sarà proprio quest’ultimo a donarci la forza e la voglia di proseguire, anche solo per vedere cosa ha da proporci la bella grafica dello scenario successivo.

    Che altro dirvi di questo controverso videogame? Il personaggio ha sicuramente carisma da vendere ed è di quelli che una volta guidati difficilmente dimenticheremo. Tutto il prodotto poi è coperto da una lieve ironia cinica tendente all’horror, che farà sicuramente piacere a tutti gli appassionati in materia. Ah, vi ho detto che possiede il sistema di salvataggio più duro della storia video ludica? Sì, l’ho detto, ok, allora sapete proprio tutto…

    Nota:
    • Di Litil Divil, oltre alla presente versione Amiga CD32, Gremlin Interactive ne fece una conversione per PC e una per il Philips CD-I. Per la seconda posso dirvi che presenta un’intro animata, assente sulla console Commodore, che spiega proprio i fatti narrativi a inizio recensione (pizza per tutti!).



    “Se decideste di buttarvi a capofitto nell’avventura del piccolo diavoletto Mutt, preoccupatevi di fare piena scorta della cosiddetta “Santa Pazienza”, poiché è questa che il gioco richiederà prima di ogni altra cosa. Gremlin Interactive propone un vero calderone di pregi e difetti, piacere e frustrazione, odio e amore, carezze e bastonate, tutto mescolato in un unico recipiente dal nome di Litil Divil. Videogiocatore avvisato, recensore salvato”.


    Maurizio"Amy-Mor"Tirone




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    Commenti 3 Commenti
    1. L'avatar di Jamitov Hymem
      Jamitov Hymem -
      Corpo di mille balene (=cervantes de leon docet) ,dovrei avercelo ancora nei meandri di casa mia...era tremendo!!!
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      Bel gioco devo pescarlo, se lo trovo ovviamente
    1. L'avatar di Bert
      Bert -
      La versione CD per il PC, al contrario di quelle per Console/SetTopBox, non presenta tracce audio.