Spherical Worlds - Amiga | Retrogaming History
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    Spherical Worlds


    Dei rapporti da una base militare sita sulla terra, avvertono dell’avvicinamento di una grande nave madre aliena che probabilmente si rivelerà ostile. L’avvicinarsi di tale nave è veloce, gli attacchi, come previsto, non tardano ad arrivare. Ci risiamo: i maledetti alieni vogliono nuovamente conquistare il nostro beneamato pianeta (cosa ci troveranno poi di tanto interessante è tutto da scoprire). Almeno, questa volta, la forza difensiva della terra non resta ferma ad attendere la discesa della nave fino al suolo terrestre per poi controbattere, bensì invia direttamente su di essa l’ultima diavoleria tecnico/militare inventata per fare guerra (o per fare difesa che dir si voglia): il droide sferico LV-427. Di piccole dimensioni e veloce negli spostamenti, la nostra sfera non faticherà tanto per schivare gli attacchi del nemico, riuscendo in un secondo momento a intrufolarsi dentro la nave aliena per debellare il loro piano dall’interno. Questa la trama che sta dietro al gioco ivi recensito, sotto forma d’intro animata che ci trascina nel mondo di Spherical World.


    Primo (e ultimo almeno in campo Amiga) lavoro di un gruppo di croati riconoscibili dal nome dei 4-Matted, Spherical Worlds è prodotto dalla NEO Software allo scadere del 1996. Questo gioco riporta sui nostri monitor l’azione vecchia e per certi versi stantia dei gloriosi AlienBreed con visuale a volo d’uccello, rivelandosi però un’interessante novità, portando una leggera ventata d’aria fresca ad un concetto di gioco accumunabile anche all’ancor più anziano Gauntlet.

    I baldi programmatori di Spherical Worlds avranno fatto parte di tutta quella generazione di utenti Amiga cresciuta a colpi di sessioni furiose ad Alien Breed e, quindi, anche vittime della sua atroce difficoltà. Ed è proprio qui che il lavoro dei 4-Matted prende le distanze dal gioco Team-17, sulla giocabilità. E’ vero e bisogna ammetterlo, questo Spherical Worlds nasce e non nasconde di certo il suo omaggio alla saga del Team 17, non riportando nemmeno cambiamenti fondamentali nella struttura stessa del videogame. Ma, come dicevamo, la giocabilità prende uno slancio completamente opposto da quello dettato dalla scuola "seventiniana" e quella che era difficoltà estrema nel proseguire tramuta qui in divertimento puro e incontrastato, mostrando che con un buon gameplay alle spalle anche un prodotto “minore”può farsi strada facendosi notare nella marea di software in circolazione. Nello stesso tempo questo prodotto potrebbe anche far riflettere su cosa sarebbero potuti essere gli AlienBreed (oltre a quello che già gli è riconosciuto) se solo la giocabilità fosse stata più affilata e attenta a non frustrare il videogiocatore di turno.

    L’anno di uscita è come detto il 1996, il mondo dei videogiochi è sconvolto dalla prima Playstation e la fame di novità, soprattutto in campo grafico, è mastodontica. Spherical Worlds si presenta ai nostri occhi, contrariamente al trend di quei tempi, con grafica minimale e funzionale al massimo. La macchina su cui gira è l’Amiga con a bordo l’ECS e un mega di ram. Il tempo è quello che è per la macchina ospitante, il dopo-Commodore alla ricerca di una nuova casa madre, e gli utenti rimasti su Amiga si stanno consumando i polpastrelli con i loro giochi DOOM-style alla ricerca di novità anche qui molto marcata. Ciò non toglie comunque a questo prodotto di ritagliarsi un angolino tutto suo, conquistando il cuore di chi avrà nel frattempo saputo andare più in là dell’aspetto grafico/sonoro per certi versi spartano. Poche le animazioni presenti nel gioco, pochi gli sfx nella parte sonora. I 4-matted, stranamente, sembrano preoccuparsi più di tutti gli altri aspetti dedicati al gioco invece che del lato estetico. Quindi, oltre a trovare una giocabilità studiata a puntino come già segnalato, riscontreremo con piacere vari aspetti come: presentazione animata, outro e intermezzi tra un livello all’altro tutto in ray-tracing, bella musica nella schermata iniziale e stessa qualità per il finale, un sistema di password intelligente, una distribuzione di tutto il codice in soli tre dischetti pensata talmente bene che lo swap disk è praticamente inesistente, l’opzione per installare il gioco su hard disk, scrolling fluidissimo e ultima, ma non meno importante, una sessione in un tunnel in soggettiva alla Stardust che funge da quadro bonus per il passaggio da una zona della base aliena a un'altra. Quindi la valutazione finale che troveremo su questo gioco sarà minimo di un nove bello pieno? E no, miei cari lettori, purtroppo non è cosi. Il lato grafico/sonoro durante le sessioni di gioco è veramente troppo discutibile. Lascio anche passare l’idea che sia stata una scelta precisa dei programmatori avere quest’aspetto in game (non che sia brutto per carità) però qualche trovata artistica in più non avrebbe di certo guastato. Soprattutto per ciò che concerne il lato sonoro, dove troveremo solo un “ronzio” di fondo che riproduce il motore della base aliena su cui navighiamo, oltre che classici effetti di sparo, esplosione e poco altro. Certo che un paio di frasi digitalizzate a effetto tipo “welcome to intex network online” sarebbero calzate proprio a pennello, ma si sa, non si può avere tutto dalla vita.


    Il droide/sfera che pilotiamo è equipaggiato con una mitragliatrice a tre bocche di uscita. E’ potenziabile con nuove armi acquistabili a ogni fine livello, raccogliendo i soldi sparsi per il quadro appena terminato (e anche dalla sezione bonus di cui parlavo sopra). La potenza trasmessa dal nostro droide/sfera è qualcosa di veramente tangibile e non solo teorica. Il potere concesso dopo un upgrade è tutto da scaricare sui poveri nemici e, per una volta, restituisce veramente la sensazione di aver speso bene i nostri sudati guadagni.


    Nota:

    • Come detto il gioco è posto su tre dischetti, ma la Neo Software ne fece in seguito anche una versione su CD difficilmente reperibile e identica a quella su dischetto.

    • In emulazione sotto WinUae il gioco peggiora sensibilmente sul lato grafico, presentando la classica sgranatura nei contorni degli sprite. Viene altresì a mancare il perfetto scrolling di cui il gioco dispone.



    "Esempio perfetto di programmazione pulita, questo Spherical Worlds è manifesto di una progettazione studiata a puntino atta al solo divertimento dell’utente che ne usufruisce. Povero dal lato grafico/sonoro, ribatte con una giocabilità geniale e priva di difetti. Consigliato soprattutto a chi a casa possiede un vero Amiga, magari proprio la vecchia 500 cui il gioco è più dedicato, vedrete che i dischetti rimarranno inseriti nel drive finché la nave aliena non sarà praticamente distrutta. Grafica o giocabilità? Immagine o sostanza? Voi da che parte state?"

    Maurizio"Amy-Mor"Tirone




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    Commenti 1 Commento
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      Mio dio ma cosa mi sono perso? devo riscoprire il mondo Amiga