Phantasy Star - Master System | Retrogaming History
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    Phantasy Star

    Ci sono giochi che segnano l'inizio di un genere, divenendone punto di riferimento per tutta la produzione a venire. Nella maggior parte dei casi questi titoli danno vita a una regolare progenie di seguiti cercando di mantenere il loro ruolo di pacemaker della fetta di cultura videoludica cui hanno dato origine. Di conseguenza, assumono una notorietà e una celebrità quasi universali. Non è questo il caso di Phantasy Star, primo jrpg prodotto da Sega nel 1987 per supportare le vendite dell'allora neonato Master System. Pur potendosi considerare il prototipo di uno dei generi videoludici più prolifici e pur vantando una saga che prosegue a tutt'oggi con diverse pubblicazioni, di certo non si può dire che la sua importanza storica sia corrisposta da altrettanta notorietà.
    La sinossi ci da la possibilità di vestire i panni di Alis Landale sul pianeta di Palma nel sistema solare Algo. E' il secolo spaziale 342 quando il fratello di Alis, Nero Landale, durante una ribellione, muore per mano dei Robotcops, il braccio armato delle truppe di re Lassic, colui che una volta era il benevolo sovrano del pianeta. Alis è più che mai determinata a vendicare la morte del caro perduto e a riportare la pace su Palma.
    La struttura è quella tipica del jrpg. Si parte controllando solamente Alis, mentre gli altri tre compagni, ovvero il gatto Myau, il guerriero Odin e il mago Noah, si uniranno al gruppo successivamente nel gioco. Inizialmente Alis è armata sommariamente, parte dal livello base di esperienza e possiede solo poche mesetas (la moneta corrente su Palma). La prima attività da compiere sarà dunque quella di cimentarsi in combattimenti con le creature che popolano la campagna circostante, al fine di ottenere soldi ed esperienza. Le fasi di battaglia si svolgono nella tipica modalità a turni dei jrpg, in ognuno dei quali sarà possibile far eseguire ad ogni personaggio un attacco o una magia, fargli utilizzare un oggetto dall'inventario o infine cercare la fuga. Da sottolineare la possibilità anche di tentare di comunicare con la creatura che si ha di fronte, in modo da ottenere informazioni ed evitare lo scontro nei pochi casi in cui si riesca nell'operazione. Durante queste fasi la visuale è in prima persona: sarà visibile, oltre al menù di selezione delle azioni, solo la creatura che si sta fronteggiando, mentre i propri personaggi non saranno mostrati. Gli attacchi sono raffigurati con delle semplici ma efficaci animazioni, che stupiscono per la cura che gli è stata dedicata. Questa stessa impostazione viene utilizzata durante le fasi di esplorazione dei dungeon, nei quali saremo chiamati a percorrere stretti corridoi realizzati con una grafica pseudo-3D che li rende particolarmente claustrofobici.
    Prima di addentrarci nel primo sotterraneo avremo bisogno raccogliere qualche informazione. Sarà necessario condurre Alis alla ricerca di indizi nei vari centri abitati della zona. Proprio gli enigmi sono uno dei punti di maggiore forza di Phantasy Star. Le informazioni che ci vengono date possono riguardare tanto la quest che siamo prossimi a svolgere quanto le tappe finali del gioco. E' quindi fondamentale parlare con tutte le persone di tutti i paesi cercando di discriminare con cura quali parole siano più preziose per il successo dell'avventura e possibilmente memorizzarle o, ancora meglio, appuntarle da qualche parte. D'altronde nel gioco viene rivelato l'essenziale e sarà necessaria una buona dose di impegno per trovare l'oggetto o la persona cercata.
    Nelle fasi esplorative di aree aperte la visuale è a volo di uccello sul gruppo, sia che ci si trovi tra le mura protettive dei paesi, sia tra le ostilità delle campagne di Palma, l'aridità del deserto di Motavia o i ghiacci impenetrabili di Dezoris, i tre pianeti del sistema solare che siamo chiamati ad esplorare.
    All'inizio viaggeremo esclusivamente a piedi, mentre più avanti avremo la possibilità di porci alla guida di svariati mezzi, che ci consentiranno, oltre che di muoverci più rapidamente, anche di raggiungere luoghi altrimenti inaccessibili.
    I dungeon di Phantasy Star sono la prova di come non sia necessaria una grafica fotorealistica per far immedesimare il giocatore nell'avventura. Pur essendo graficamente scarni e monotoni, i dedali di stretti corridoi che dovremo percorrere risultano tutt'altro che noiosi. Anzi, proprio il fatto che i tunnel siano sostanzialmente identici gli uni con gli altri ci priva di qualsiasi punto di riferimento, costringe a munirsi di foglio e matita, onde evitare di vagare in eterno negli oppressivi labirinti. L'elevata frequenza delle battaglie d'altronde rende indispensabile avere qualche idea su dove ci si trovi e la certezza di non ripercorrere sempre le stesse strade per non continuare a soccombere inutilmente. La sensazione risultante è che il gioco esca fisicamente dallo schermo e che immerga chi gioca nell'ambiente virtuale; un effetto che ancora oggi pochissimi titoli riescono a ricreare.
    L'unico difetto che si può riscontrare in Phantasy star sono i combattimenti casuali, caratteristica insita del genere di cui è padre. A differenza di altri titoli, in cui rappresentano per lo più una fastidiosa interruzione, in Phantasy Star questo schema si sposa bene con la sua filosofia, ovvero quella di un titolo da giocare con pazienza e dedizione. Le ore di gioco necessarie sono tante in quanto, oltre a dover esplorare un'area considerevole, si sarà spesso costretti a tornare sui propri passi per verificare che non ci si sia dimenticati qualche particolare.
    Un'ultima nota va dedicata alle musiche, realizzate in 8-bit ma ancora oggi splendide da ascoltare e che raramente sono state eguagliate come qualità.
    Insomma Phantasy star è etichettabile a tutti gli effetti come un capolavoro, dato che, nonostante risalga a più di vent'anni fa, non ha nulla da invidiare ai giochi di ruolo più blasonati del momento.

    COMMENTO FINALE


    Phantasy star rappresenta uno dei primi rappresentanti di un genere a tutt'oggi molto in voga, quello del jrpg. Nonostante la grafica elementare, il risultato è quanto di più profondo ci si possa attendere da un avventura virtuale, la quale si va a collocare a pieno titolo negli annali della storia del videoludo. Un gioco a cui non si può prescindere.

    Alberto "Mormegil Darkblade" Alamia







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    Commenti 1 Commento
    1. L'avatar di Jamitov Hymem
      Jamitov Hymem -
      Un master piece per master system. da avere