Phoenix Wright: Ace Attorney - Nintendo DS | Retrogaming History
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    Phoenix Wright: Ace Attorney

    Excursus travagliato, l'arrivo in Occidente della serie Phoenix Wright (rinominata Ace Attorney dal quarto capitolo in poi). Infatti, i primi tre titoli della saga Capcom, tra cui questo primo Phoenix Wright, uscirono in realtà su Game Boy Advance, solamente in terra nipponica; furono poi convertiti per Nintendo DS, gradualmente, in vista dell'arrivo di un nuovo capitolo completamente inedito ed esclusivo per la console a doppio schermo; nel Nord America, Capcom distribuì poche copie, e si andò incontro a richieste sempre più numerose e persino petizioni per convincere la software house giapponese a ristampare il gioco.. Fino allo sbarco in Europa, con un notevole ritardo rispetto le edizioni americane.
    Ritardo comunque ripagato da un'ottima localizzazione in italiano, nonché in spagnolo e tedesco nella stessa cartuccia, che interessa non solo i dialoghi prettamente intesi ma anche il parlato (il quale però si limita a poche espressioni).

    Trattando il primo capitolo di questa appagante serie, è necessario fare una premessa: Phoenix Wright è un'avventura grafica vecchia maniera, che però riesce ad entusiasmare con un gameplay semplice ma ben costruito attorno all'ambientazione che fa da sfondo al videogioco: l'aula di un tribunale.
    Phoenix Wright è anche il nome del giovane avvocato che si troverà ad impersonare in ben cinque casi, escalation di tensione e pathos fino all'ultimo minuto. Obiettivo da raggiungere? Un verdetto di non colpevolezza, che sarà necessario ottenere attraverso non solo il lavoro di Phoenix durante il processo, ma anche sul campo: la scena del crimine, in primis, ma anche molti altri luoghi e location, ottimamente disegnati e ricchi di particolari che dovranno essere sapientemente esaminati.

    L'esaminazione è infatti una delle quattro opzioni selezionabili nel momento delle indagini.
    Si potrà, inoltre, parlare con i testimoni, o comunque con persone che potranno aiutare in qualche modo l'indagine; mostrare loro degli oggetti, in modo tale da provocare reazioni o semplicemente incentivare al dialogo; spostarsi da un luogo all'altro, senza alcuna scena di intermezzo o pressione della croce direzionale.
    Quando tutti gli elementi utili ai fini del lavoro saranno raccolti, si apriranno le porte del tribunale e Phoenix, insieme ad un'assistente (per evitare spoiler, mi guardo bene dal dire chi troverete al vostro fianco!), dovrà svolgere il suo compito di difensore, contro le temibili capacità del procuratore, che in più di un'occasione si rivelerà meschino e subdolo (anche qui non faccio nomi, ma gli avvocati dell'accusa cambieranno a seconda del caso).
    In questa fase, si procederà al contro-interrogatorio, per svelare quali menzogne o contraddizioni avranno detto i testimoni, così da poter insinuare dubbi e fraintendimenti in aula e magari temporeggiare in attesa di un colpo di genio. E' possibile incalzare l'interlocutore, e spesso questo lo fa cadere in errore, oltre ad essere utile per ricavare qualche informazione in più.
    Il gameplay è quindi semplice e senza pretese, ed anche tipicamente lento e riflessivo: non c'è azione in tempo reale, ma solamente tanto da leggere. Il che può rappresentare un pregio ma anche un difetto, a seconda delle esigenze del videogiocatore.

    Quello che però sorprende in maniera positiva in Phoenix Wright Ace Attorney è, oltre alla cura grafica nel creare personaggi credibili e a volte picareschi, la loro caratterizzazione che traspare da ogni singola parola detta e da ogni animazione del viso. Capcom è maestra in questo e qui lo mostra in maniera plateale, tant'è che difficilmente si potranno dimenticare i volti incontrati in questo gioco, quando magari le meccaniche di un caso complesso da risolvere possono essere scordate facilmente. Quindi, si va dal regista nerd, che parla come se stesse chattando in un forum (tra un LOL ed un ROTFL) alla giovane svampita e gattamorta, che tenterà più volte di mettere i bastoni tra le ruote del protagonista. Quest'ultimo è forse uno dei migliori esempi, in ambito videoludico, di personaggio ben delineato in ogni sua sfaccettatura: palpabili saranno le emozioni durante il processo, così come durante le indagini, anche perché spesso si incontreranno volti a lui familiari, in un circolo continuo che porterà a scoprire qualcosa in più sul passato di questo avvocato 24enne.
    Allo stesso modo, oltre a svilupparsi lungo i cinque casi presenti, la storia è raccontata anche attraverso i singoli episodi, un po' come nei telefilm americani, dove si mantiene il filo conduttore pur trattando vicende autoconclusivie. E qui, nella trama più pura, si incontra l'altro vero punto di forza di Phoenix Wright. La realizzazione della sceneggiatura non lascia nulla al caso, e se all'inizio può essere spaesante vedere continuamente susseguirsi avvenimenti bizzarri ed incredibili colpi di scena, alla fine ogni tassello sarà al suo posto e non si potrà non fare un plauso ai writing della casa di Resident Evil.

    A fare da contorno alla realizzazione grafica buona, ma non ottima nell'insieme (trattandosi di porting da GBA), ci sono delle musiche che nella loro semplicità risultano perfette a sottolineare i momenti del gioco e le figure che si troveranno ad accompagnare.
    Insieme a queste, sono presenti quegli effetti sonori a cui accennavo inizialmente, ovvero le voci dei personaggi.. In particolare, quella di Phoenix Wright è possibile emularla nei momenti più concitati, attraverso il microfono del DS, sebbene sia più una divertente feature, che una reale necessità.
    D'altronde, le caratteristiche della console sono utilizzate scarsamente (il pennino si può utilizzare per mandare avanti i dialoghi e scegliere tra le 4 opzioni, e poco altro), se non per l'ultimo caso, pensato appositamente per il DS e vero antipasto per il quarto capitolo.
    Qui, infatti, il pennino assumerà una funzione fondamentale, specialmente nell'indagine, dove si avrà a che fare con luminol e polverine per le impronte, nonché con video scottanti e prove da esaminare in lungo e in largo.

    Phoenix Wright è quasi un libro, peraltro molto interattivo, con cui confrontarsi e passare indimenticabili serate. Purtroppo, il gioco non dura oltre le 15 ore, che giocate tutte di un fiato possono sembrare ancora meno.. Ma il prezzo ribassato di questo e del seguito, Justice For All, potrebbe essere un incentivo maggiore per l'acquisto, anche perché una volta entrati nel mondo di Phoenix, Maya, Edgeworth, Gumshoe e company, difficilmente si riesce a starne senza!


    Altre immagini:




    Commenti 2 Commenti
    1. L'avatar di Jamitov Hymem
      Jamitov Hymem -
      veramente un titolo azzeccato su nds.. quoto la review
    1. L'avatar di Nembulus
      Nembulus -
      Quanto adoro questa saga! Non ne ho perso alcun capitolo, eccetto Miles Edgeworth Investigations 2, mai uscito dai confini giapponesi e mai tradotto...
      Grazie per la rece!