Pilotwings - Super Nintendo | Retrogaming History
Registrati!
  • Pilotwings

    Pilotwings

    Quello dei simulatori di volo non è un genere molto diffuso su console. Storicamente è infatti il PC la piattaforma che vanta più titoli di questo tipo nel proprio arsenale. Non a caso tra i primi programmi sviluppati per il personal computer troviamo appunto prodotti appartenenti a questo genere, i quali, in alcuni casi, sono così popolari da essersi protratti fino ad oggi attraverso numerosi capitoli come è successo per esempio con Flight Simulator della Microsoft il quale ha raggiunto la sua decima edizione. Tornando nel territorio delle console, come già detto, le produzioni di valore inerenti a tal genere si contano sulle dita delle mani e tra queste spicca sicuramente Pilotwings, uno dei titoli che ha accompagnato il lancio in terra nipponica del neonato Super Famicom datato 1990. Prodotto da Shigeru Myamoto questo gioco nasce dalle ceneri di una demo tecnica mostrata nel 1988 in concomitanza dell’annuncio del 16 bit della casa di Kyoto. In quella occasione, insieme ai primi screenshots di Super Mario World, fu mostrato un simulatore di volo chiamato Dragonfly nel quale un drago volante era in grado di utilizzare delle armi. Pilotwings si sarebbe in realtà dimostrato ben altra cosa.
    Avviato il gioco, prendiamo subito coscienza che non ci sono di mezzo draghi o chissà quali altre creature volanti ma dei veri e propri mezzi per librarci nell’aria. Inizialmente sono disponibili un aereo leggero, il deltaplano, il paracadute e la cintura a razzi utilizzabili in quattro aree di volo dove, sotto la guida dei vari istruttori, prenderemo confidenza con tutte le meccaniche ludiche che si differenzieranno ovviamente a seconda del variare dei mezzi utilizzati. In ogni area saranno presenti una serie di eventi, da affrontare con un particolare veicolo aereo, nei quali sarà richiesto di soddisfare determinati obiettivi senza limiti di tempo. Solitamente si tratterà per lo più di passare attraverso anelli, semicerchi, barre luminose sparse nel cielo o più raramente vicino a terra. Indipendentemente dal superamento o dal fallimento di un singolo evento, verranno assegnati dei punti in funzione di quanto accurata o meno sarà stata la nostra performance. Il passaggio negli anelli, l’esecuzione precisa ma nella maniera più rapida possibile delle manovre e lo stile nell’atterraggio sono tutti fattori che andranno ad influire direttamente sulla votazione finale. Al termine di un volo sarà possibile ripeterlo fin da subito oppure provare con un evento differente. La somma totale dei voti ottenuti dagli eventi legati ad una singola area di volo ci dirà infine se potremo balzare all’area successiva, conquistando una licenza di volo, oppure no. In caso negativo significa che non abbiamo raggiunto il target di punti minimo per essere promossi e saremo quindi costretti a rifare tutto. Una volta ottenute tutte le patenti vi sarà un livello finale ambientato sull’isola di Izamu che ci vedrà impegnati con un elicottero Apache alla guida del quale dovremo abbattere la contraerea nemica e atterrare dove previsto dalla missione. Fortunatamente il gioco non finisce qui: terminata anche quest’ultima consegna, si sbloccherà la modalità Expert nella quale dovremo affrontare eventi simili ai precedenti ma dalla difficoltà accresciuta dalla presenza di ostacoli alternativi come il buio della notte o la caduta della neve.
    Analizziamo ora l’esperienza ludica vera e propria. Pilotwings non è per niente un simulatore di volo che punta sul realismo, bensì sull’immediatezza. Questo non significa che sia un titolo facile o poco appagante, ma un gioco che fa della semplicità il suo punto di forza come vuole la tradizione Nintendo. Prendere confidenza con i pochi comandi sarà infatti un procedimento immediato. Il problema, in senso buono, sarà invece affinare la nostra padronanza dei veicoli. Più ci impegneremo in questa direzione più ci divertiremo come avviene per esempio nel primo Mario Kart, dove se non ti alleni non puoi brillare. Per quanto riguarda il nostro hangar virtuale, ogni giocatore preferirà un mezzo ad un altro per motivi soggettivi. Ognuno possiede le proprie sfumature di godimento che non voglio anticipare in questa sede ma che lascio scoprire con piacere al giocatore che si avvicinerà per la prima volta a Pilotwings. Personalmente tutti mi hanno destato impressioni positive a parte la cintura a razzi, la quale sulla carta potrebbe essere una delle possibilità più stimolanti ma, una volta passati alla pratica, si rivela essere il veicolo più ingestibile e irritante di tutti. Mentre l’aereo leggero, il paracadute e il deltaplano riescono nell’intento, anche se ognuno in maniera diversa, di mantenere la sensazione illusoria di librarsi nel vuoto per poi terminare nella massima soddisfazione del successo di un atterraggio, il jet-pack invece fallisce. Viaggiare con quest’ultimo, più che volare, sembra quasi di essere in balia di un immaginario e irritante elastico verticale che ci tiene ancorati a terra. In teoria sarebbe la forza di gravità, ma a conti fatti non è quella stessa forza, resa splendidamente, sperimentabile con gli altri veicoli e che raggiunge l’apice con il paracadute dove, sì, veniamo attratti inesorabilmente verso il suolo, ma allo stesso tempo ci sentiamo padroni di noi stessi. La reattività dei propulsori del jet-pack, inoltre, è a mio giudizio malcalibrata in quanto è succube di sbalzi di potenza irritanti sia in caso di manovra che di atterraggio. L’elicottero invece è un caso a parte dove si è privilegiato l’aspetto bellico più che la simulazione in sé.
    Sul fronte grafico si registra un pesante utilizzo del chip Mode 7 che permette rotazioni, scaling e altri effetti che hanno consentito di inscenare in maniera illusoria una grafica 3D. Infatti, quando saremo prossimi ad atterrare, noteremo che gli edifici o le piante che prima dall’alto vedevamo come piatti gradualmente “usciranno dal terreno” non appena ci avvicineremo al suolo conferendo un senso della profondità invece meno vivido ad altitudini maggiori. E’ doveroso ricordare, infine, che si tratta di un titolo che sta per sforare i vent’anni, non si può pretendere quindi molto dall’aspetto visivo che comunque si presta per l’occasione in maniera funzionale. Come già affermato in precedenza non è una simulazione realistica ma un prodotto che punta sulla semplicità e l’immediatezza. Ciò che conta, in verità, è ottenere la sensazione di librarsi nel vuoto, tra le correnti d’aria e non quella di rispecchiare con dovizia i particolari tecnici e fisici implicati da un volo verosimile alla realtà. Questo discorso vale anche per il sonoro che oggettivamente serve solo quando c’è da far cantare il vento o i veicoli. Per il resto abbiamo musiche di contorno, mai invasive, che fanno il loro lavoro senza infamia e senza lode.



    "A distanza di anni Pilotwings risulta essere un titolo molto carino. Non sarà un mostro di profondità ludica, ma nel suo piccolo riesce con merito a dare ancora delle belle soddisfazioni sia per intrattenimento che per livello di sfida, veicolo di una buona rigiocabilità. L’obiettivo di ricreare la sensazione di lanciarsi nel vuoto è stato centrato e, cosa ancora più importante, è ancora fortemente palpabile."




    Altre immagini:



    Commenti 3 Commenti
    1. L'avatar di Jamitov Hymem
      Jamitov Hymem -
      ..malgrado tutto, è un "gioiellino" su snes
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      Carino questo gioco.
    1. L'avatar di Dariolino78
      Dariolino78 -
      A mio giudizio, un capolavoro assoluto!