Akumajo Dracula X: Chi no Rondo - PC Engine | Retrogaming History
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  • Akumajo Dracula X: Chi no Rondo

    Akumajo Dracula X: Chi no Rondo

    Dracula X continua a vivere. Lo fa nella memoria di chi al tempo seppe accogliere e assaporare un’avventura che, imbevuta di tradizione, mirava verso nuovi orizzonti. Lo fa in virtù di una propensione ideologica che ripudia la banalità come atto creativo.
    Dracula X è tutt’ora la prova che le due dimensioni sono state indotte troppo precocemente all’invecchiamento per favorire una, spesso non sempre giustificata, ricerca coatta dello spazio tridimensionale.
    Siamo nel 1993, anno in cui le produzioni, come accade per ogni ciclo, si rincorrono e si avvicendano senza una vera identità, nel cono d’ombra proiettato dai grandi del settore.
    Proprio in un periodo di relativa noia e di poche sorprese, Konami, che su Super NES aveva abbastanza convinto con il suo Super Castlevania, azzarda una nuova avventura.
    Lontano dal chiasso delle riviste occidentali, troppo impegnate a dare spazio all’ennesima copia sbiadita di qualche clone di Super Mario World, l’ammazzavampiri esce in sordina, recensito da uno sparuto gruppo di lungimiranti
    A distanza di qualche lustro risulta facile constatare che Dracula X era, ed è tutt’ora, un gioco che sprigiona classe e magniloquenza da ogni sprite.
    La parte visiva, legata fino ad allora a canoni estetici occidentali,viene adattata e cucita addosso al carattere spiccatamente nipponico del Pc Engine. L’ausilio del cd-rom concede a Konami nuove prospettive e possibilità fino ad allora impensabili.

    Sulle lugubri declamazioni di un baritono tedesco l’avventura prende forma sotto i migliori, ma anche più spaventevoli, auspici. La pluriabusata vicenda di Dracula viene narrata attraverso una sequenza epica e mortifera che odora di sangue e leggenda. Fino a che due colpi di frusta, al seguito di un violento tuono, lacerano la schermata con una purpurea X.
    Un inquietante coro di donne precede la rivelazione del nostro eroe che, accompagnato da un’incalzante presentazione, non tarda a ostentare tutto il suo carisma. D’altra parte ad un gioco dalla classe sopraffina non può che accompagnarsi un protagonista potente.
    La scelta di usare una pesante impronta anime per la realizzazione dei personaggi non deve stupire vista la macchina che ospita il titolo in questione, piuttosto occorre soffermarsi sulla somiglianza del protagonista con una nota icona di casa Capcom. Richter non solo assomiglia a Ryu di Street Fighter, ma in qualche modo ne anticipa pure esteticamente il restyling che lo travolgerà nella postuma serie zero. Arrivati a questo punto non si può non azzardare a dire che una delle influenze di questo episodio sia proprio Street Fighter, o meglio il picchiaduro in generale come nuova frontiera violabile.
    I nemici che intralceranno il cammino, in questo senso, rappresentano una delle novità più eclatanti.
    I boss di fine livello (e non solo) esibiscono tecniche mutuate di peso dalle serie più in voga del periodo. Uppercut taurini, saette globulari scagliate dalle zampe di un fiero licantropo, cavalieri che imitano “il power wave” di Terry Bogart...
    Un vero e proprio sconvolgimento ideologico che non intacca minimamente un gameplay collaudato da anni, ma lo arricchisce in quei dettagli che sono puro valore aggiunto.
    Se già questo basta a rendere il gioco più moderno e aggressivo, il salto all’indietro e le super mosse completano un trittico atto a sublimarne l’esperienza.
    I combattimenti acquistano maggiore libertà strategica e bellezza cinetica grazie al prodigioso colpo di reni all’indietro scelto con oculatezza dai designer. Un’aggiunta che passa quasi inosservata o che sembra addirittura superflua di primo acchito, ma che, con l’affinarsi delle capacità del giocatore, diventa una variante che avvicina molto il gioco a quelle strategie di combattimento che da lì a qualche anno qualcuno avrebbe bollato come stylish. Konami aveva le idee ben chiare: Dracula x doveva stupire. Sempre.
    Ecco allora presentarsi una gamma di super mosse di sconcertante attualità e poderosa presenza scenica. Richter invoca le energie come farebbe un indiavolato, a pugni stretti e testa rivolta al cielo urla, e con esso urla il giocatore, che all’ennesima potenza si svuota in una meravigliosa agonia catartica. Raffiche supersoniche di pugnali, piogge acide, ma soprattutto la croce, il simbolo cristiano per antonomasia, si trasfigura dietro le spalle del protagonista come se egli stesso fosse vittima della crocifissione. Impressionante. Blasfemo e divino al contempo.

    Dimenticate i colori terrosi di Castlevania 4. Qui vige la regola opposta. Tutti i colori sembrano elettrificati, brillanti come il sangue, infuocati come i pezzi di carta che svolazzano nel primo livello. La morte sputa sdegnosa prima di vestirsi a nuovo, i giganti di pietra sovrastano con la loro mole i villaggi in preda alle fiamme, un'enorme creatura esce dal nulla e va incontro a morte certa.
    Coreografie colossali accompagnano sempre l’azione e, anche quando si pensa di aver visto tutto, Dracula X sfodera generosamente un’altra perla.
    Alla funambolica costruzione visiva si affianca un comparto audio che non solo si rivela all’altezza remixando con dovizia anche pezzi già sentiti, ma risulta parte imprescindibile dell’esperienza, senza la quale il gioco perderebbe parte notevole del fascino.
    Come in molti giochi della console Nec la componente sonora è vincolata a quella visiva e questo comporta la creazione di un’esperienza totale.
    L’organo ieratico della cattedrale che come la quiete precede la tempesta, il languido sassofono che accompagna il guerriero sul far del tramonto e altro ancora portano il gioco a sfiorare in quasi ogni scenario vette d’eccellenza.

    Nella già pur eccelsa qualità media del gioco in ogni suo comparto, i programmatori konami hanno ben pensato di pigiare anche il pedale della follia. Questa insana consapevolezza ha un nome ben preciso: Maria. Dopo non molto tempo il gioco proporrà la possibilità di impersonare una signorina tutto zucchero e merletti che al posto delle solite catene,croci.. lancerà gattini, draghetti, uova e altre amenità. Demenziale; ma anche utile al fine della longevità. Se si pensa che Maria possa risultare un mero passatempo si vedrà ben presto che le sue notevoli caratteristiche rendono il gioco molto più facile. Un modo molto eclettico di sbloccare il livello easy.
    La longevità è comunque anche assicurata da schermi segreti e fanciulle da scovare in locazioni nascoste.





    "Dracula X è il rovescio della medaglia di Super Mario World, la sua antitesi spettacolare ed epica. Il precursore di Metal Gear Solid per equilibrio del gameplay e il dosaggio dei momenti topici. Chi vede in Symphony of the Night la sua evoluzione, in parte sbaglia, perché tra i due scorre una genitorialità imbastardita dal fantasma di Metroid. Impossibile paragonarli, ma possibilissimo captare come il pathos del primo abbia continuato a vivere nel secondo. In definitiva un gioco immortale che ha reso immortale la macchina che l’ha ospitato."

    Ivan M.




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    Commenti 7 Commenti
    1. L'avatar di Jamitov Hymem
      Jamitov Hymem -
      Storia che è diventata mito che è diventata leggenda..sono passati anni dalla sua uscita su pc engine e ancora rondo of blood fa scuola per tutti..altro che lord of shadows & c....questo è Castlevania..questo è l'antro indemoniato di dracula...
    1. L'avatar di Bert
      Bert -
      Quando ancora i CastleVania stabilivano lo standard e non si limitavano semplicemente ad adeguarsi ad esso!
    1. L'avatar di AlextheLioNet
      AlextheLioNet -
      Bellissimo! Uno dei migliori episodi della celeberrime saga Konami! Tra i titoli più invidiati, se non il più invidiato, della lineup PC Engine... Ottima recensione e valutazione condivisibile al 100%!
    1. L'avatar di saxabar
      saxabar -
      Gran bel gioco, peccato per il prezzo non esattamente popolare
    1. L'avatar di Jamitov Hymem
      Jamitov Hymem -
      Citazione Originariamente Scritto da Bert Visualizza Messaggio
      Quando ancora i CastleVania stabilivano lo standard e non si limitavano semplicemente ad adeguarsi ad esso!
      parole sante... che suonano da epitaffio.
    1. L'avatar di Bert
      Bert -
      Gran bel gioco, peccato per il prezzo non esattamente popolare
      Lo so non si deve dire, ma ringrazio tantissimo il Magic Engine e l'emulazione proprio per questo.
    1. L'avatar di Jamitov Hymem
      Jamitov Hymem -
      Citazione Originariamente Scritto da Bert Visualizza Messaggio
      Lo so non si deve dire, ma ringrazio tantissimo il Magic Engine e l'emulazione proprio per questo.
      ..e aggiungerei sempre sia lodato..
      io invece ce l'ho originale con spine card, ma sono un collezionista da eoni e eoni