Joust Arcade | Retrogaming History
Registrati!
  • Joust

    Joust

    Grafica essenziale, sonoro povero, guerrieri che cavalcano struzzi e cicogne che partoriscono uova. Non è facile intuire che dietro tutto ciò si celi uno dei videogiochi più amati della sua epoca.


    Siamo al cospetto della solita impostazione a schermo fisso, mentore di generi tanto semplici quanto ipnotici. Joust non intende fare eccezione, anzi, se in lavori contemporanei come Burger Time o Dig Dug l'essenzialità del gameplay veniva accostata ad un look “cute” indirizzato all'ammaliamento del giocatore, in Joust il vezzo estetico non esiste, sprites e scenario diventano funzionali, utili, nient'affatto artistici.


    Un fondale nero con delle piattaforme rossastre ci attende all'inizio della nostra partita. Non cambierà mai, al più modificherà dettagli secondari nell'avanzamento dei livelli. Disegna un'area di gioco vasta, delimitata in basso da un corso di lava. Sottili formazioni rocciose rappresentano le piattaforme, poche e vagamente costituenti un totale di tre piani di gioco.


    Il giocatore impersona un cavaliere armato di lancia, o presunto tale, sul dorso di uno struzzo, non certo il destriero alato dei nostri sogni. Caratteristico il sistema di controllo: muovendo la leva a destra o sinistra causeremo l'atteso spostamento del nostro avatar, tuttavia esso non si arresterà quando cesseremo la nostra azione sul joystick, ma continuerà a correre nella stessa direzione. Ciò accade perchè agendo sulla leva noi incrementeremo la velocità dello struzzo lungo il vettore utilizzato, e per ridurla dovremo spostare lo stick nella direzione opposta, causando dapprima un rallentamento del personaggio e, successivamente, l'inversione della rotta. Il concetto è più semplice a vedersi che a spiegarsi, tuttavia per padroneggiarlo al meglio ci vorrà un minimo di pratica.


    Joust ci offre un unico pulsante di fuoco, perdipiù non corrispondente ad alcuna arma. Si tratta del tasto per il salto, anche questo dall'utilizzo particolare: ogni pressione del pulsante causa un battito d'ali dello struzzo, ragion per cui una singola pressione provocherà solo un piccolo sussulto, mentre per raggiungere le piattaforme più alte sarà necessario insistere con una serie di pressioni consecutive.


    Passiamo ai nostri immancabili nemici: lo statico scenario di Joust è popolato da altri cavalieri volanti molto simili a noi. Essi si aggireranno lunga l'area di gioco senza prestare troppa attenzione alla nostra presenza, perlomeno nei primi livelli di gioco. Il nostro obiettivo è eliminarli, ma come? La vittoria qui si ottiene collidendo con gli avversari da una posizione più rialzata rispetto alla loro. In pratica, sarà sufficiente toccare un nemico per ammazzarlo, l'importante è che al momento del contatto il nostro cavaliere sia più in alto di lui, anche di un misero pixel, in caso contrario saremo noi gli sconfitti. Originale, vero? Ed immensamente divertente. Una volta elimanato un cavaliere, esso si tramuterà in un uovo che andrà a cadere su una qualche zona dello scenario. Raccogliendolo otterremo una cospicua dose di punti ma, soprattutto, eviteremo che quest'uovo si schiuda, generando un nuovo e più agguerrito cavaliere.


    Tutto lo splendore di Joust gravita attorno alla personalità dei controlli e dell'apparentemente anonimo scenario. Quest'ultimo, infatti, riserva ancora qualche insidia: dalla tradizione di Pac-Man e Asteroids preleva quella sorta di “contiguità” dell'area di gioco che vuole che sparendo da un bordo dello schermo si riappaia magicamente dall'altro, caratteristica quantomai pericolosa per la nostra partita in quanto ci toccherà badare allo schermo in tutta la sua lunghezza, visto che gli struzzi avversari viaggeranno presto a velocità sfrenata, impegnando i nostri riflessi e la nostra soglia d'attenzione; fondamentali anche le conseguenze dell'impatto del nostro cavaliere con gli elementi rocciosi dello scenario, dato che quest'evento si tradurrà in un energico rimbalzo dello sprite che potrebbe ritrovarsi improvvisamente troppo in basso rispetto ai cavalieri nemici, con conseguente perdita della vita.



    ALTRE VERSIONI

    Atari VCS/2600

    In fondo, bastano poche piattaforme e qualche sprites per rendere giustizia a questo titolo, ragion per cui anche su una macchina così limitata Joust può farsi apprezzare, soprattutto se i programmatori riescono a limitare al massimo i flickerii. Lo scenario di questa versione, inoltre, è anche più dinamico dell'originale da sala, l'unica perplessità riguarda le uova, le quali continuano a rimbalzare lungo lo schermo fin quando non vengono raccolte, piuttosto che posarsi per terra.
    Colecovision

    Rimasta sotto forma di prototipo a causa dell'arrivo della grande crisi del 1983, questa conversione risulta fedelissima all'originale ed è fortemente consigliata a tutti gli amanti dell'emulazione. L'unico problema è relativo al sonoro, non implementato.
    Atari 7800

    Ottimo lavoro anche sulla 8-bit Atari più potente. La grafica è dettagliata e vicinissima all'originale, i controlli impeccabili. Tra le migliori conversioni realizzate per questa macchina.
    NES

    Caratterizzato dalla riconocibilissima colorazione della palette di questa console Nintendo, Joust è un capolavoro anche in questa versione. L'azione è fluida è divertente, forse leggermente più lenta dell'originale, ma altrettanto coinvolgente.
    Atari Lynx

    Il problema principale, per la conversione sul portatile Atari, risiedeva senza dubbio nella limitatissima risoluzione della macchina. I grafici hanno adeguato bene i disegni, pixellosi, ma riconoscibili e funzionali, e la brutta sorpresa arriva dai controlli, incomprensibilmente meno reattivi. Il titolo resta assolutamente giocabile, ma il divertimento subisce un ridimensionamento.
    GameBoy Color

    Qualcuno saprebbe spiegare perchè non è stata usata tutta l'estensione dello schermo? Già il monitor del Game Boy è piccolo, se poi ci si tortura a giocare con sprite minuscoli quando con pochissimo impegno si sarebbe potuto renderli decenti... Peccato perchè, per il resto, questa conversione, presente in coppia sulla cartuccia con Defender, è perfetta in tutto il resto.

    VIDEORECENSIONE




    "Joust è un capolavoro di game design, testimoniato palesemente dall'aridità di grafica e sonoro che si genuflettono di fronte alla sua perfezione concettuale. Pochi colori, pochi effetti, giusto una risoluzione non troppo bassa da consentire sprites sufficientemente piccoli da non incastrarsi nell'area di gioco.
    Joust non ha bisogno di altro, è la perfetta implementazione di un'idea vincente capace di soggiogare anche i decenni che ci separano dalla sua creazione."


    Gianluca "musehead" Santilio




    Altre immagini:



    Commenti 3 Commenti
    1. L'avatar di JoustSonic82
      JoustSonic82 -
      Joust (versione Atari 2006) è stato il primo gioco che ricordo nitidamente perchè è stato il primo a tenermi incollato per diversi pomeriggi alla TV di casa (che ricordi...), dopo i primi timidi approcci dovuti alla tenerà età (inizialmente mi limitavo a vedere giocare mio fratello maggiore). Naturalmente per questo motivo gli sono rimasto molto affezionato (e il mio nickname lo dimostra) e conservo gelosamente tuttora la cartuccia originale del 1983.
      Ricordo che io e mio fratello eravamo diventato talmente bravi che un giorno, dopo essere arrivati a un livello avanzatissimo, pensammo di aver superato gli stessi limiti imposti dai programmatori! Ci eravamo montati la testa... vabbè, è bello volare con la fantasia, quando sì è ragazzini lo si fa più spesso!
      Un applauso per la recensione, molto interessante nel mettere a confronto le varie versioni, alcune delle quali non conoscevo. Ottima pure la videorecensione.
    1. L'avatar di AlextheLioNet
      AlextheLioNet -
      Giocato nella versione per home computer Atari a 8 bit (nel mio caso Atari 800XL) / Atari 5200 (questi due porting dovrebbero essere identici in quanto il primo "conversione diretta" del secondo).

      Joust è un titolo divertentissimo e a tutt'oggi appetibile per ritmo e sfida ... non c'è niente da fare, quando un videogioco è concettualmente geniale i lustri non ne appannano il valore ludico

      Ad occhio e croce, la versione Atari 5200 / Atari 8-bit home computers (XE/XL) è una "via di mezzo" tra VCS e Atari 7800:

      Spoiler:
    1. L'avatar di Jamitov Hymem
      Jamitov Hymem -
      ..era -anzi è- un bel titolo minimalista, naif ma gustoso