Splatterhouse - PC Engine | Retrogaming History
Registrati!
  • Splatterhouse

    Splatterhouse

    Siamo nel 1988 ed il Pc Engine, fiorente console 8bit realizzata dall’unione tra NEC ed Hudson-Soft, è nel fior fiore della sua giovinezza. Questa fantomatica macchina videoludica, (famosa soprattutto per l’enorme quantità di shoot’em-up a cui ha dato i natali e successivamente per essere stata la prima console ad utilizzare un lettore cd-rom come supporto per i giochi) nel suo rifornito catalogo, comprende uno dei giochi più chiacchierati di sempre, Splatter-House. Il protagonista, Rick, cerca riparo dalla pioggia con la sua ragazza e finiscono in una casa apparentemente abbandonata. Ma qualcosa va storto e la coppia viene assalita all’interno dell’abitazione. Una volta rinvenuto, Rick si accorge di essere rimasto solo e di avere una pesante maschera sul viso. Scopre inoltre, che l’unico modo per aver salva la vita è quello di uscire dall’abitazione, ovviamente maciullando tutto quello che si muove. Il gioco, è il tipico Slash’em-up a scorrimento orizzontale molto in voga all’epoca (basti pensare a titoli come Hokuto No Ken, Vigilante, Rastan, o Kung Fu Master). Tutta la nostra avventura si dirama per sette livelli, pieni di viscidi e putrefatti essere da massacrare a mani nude o con armi come asce, spranghe, bastoni, chiavi inglesi, arpioni e fucili a canna mozza. Ogni livello ha il suo boss da sconfiggere con particolari strategie, inoltre, in alcuni livelli è possibile scegliere se andare al piano di sopra oppure in quello sotterraneo, variando di volta in volta la strada percorsa. La versione Pc engine, unica disponibile su console (se escludiamo quella per FM Towns una console prodotta da fujitsu nel 1991), è quanto di più simile si possa pretendere da una conversione casalinga sul finire degli anni ‘80. Realizzata da Namcot, la divisione home di Namco (autrice del gioco originale da sala), è la chiara dimostrazione di come si DEVE programmare una conversione da coin-op. La grafica del gioco purtroppo perde un pò in dettagli e colori con una palette piuttosto smorta specie se confrontato con la stupefacente grafica della versione FM Towns, mentre il reparto audio, per quanto ben fatto, non può competere con quello dell’originale, decisamente più tetro e d’impatto. Stesso discorso per gli effetti sonori realizzati ottimamente con un ottimo utilizzo del chip audio del PcEngine, anche se perde drasticamente una volta confrontato con la controparte arcade. Tutto ciò d’altronde è inevitabile, la console di casa Nec, anche se si avvale di due coprocessori per la grafica e l’audio, rimane pur sempre un 8bit, una console che pubblica giochi su delle card che sembrano più carte di credito che supporti di memoria, offrendo pochissimo spazio (anche se poi con l’avvento di Street Fighter 2, si scoprirà che di spazio se ne può mettere molto di più). Nulla da dire per quanto riguarda la giocabilità ed il feeling complessivo del gioco, rimasti inalterati anche con il bittaggio dimezzato. Splatter House scorre via liscio come l’olio e spappolare mostri non è mai stato così divertente. Tutto è presente nella versione PcEngine, dai mostri di fine livello (compreso il crocifisso rovesciato nel livello della cattedrale, barbaramente censurato nella versione americana del gioco), alle diramazioni che si possono prendere di tanto in tanto per variare un pò l’avventura, dalle schermate horrorifiche tra un livello e l’altro (anche se in questo caso sono un pò diverse rispetto alla controparte da sala), all’urlo agghiacciante che si sente nella cattedrale dopo la musica liberatoria dell’organo. Anche se giocarlo ai giorni nostri, non incute quel timore che si aveva quando si giocava vent’anni fa, c’è da dire che riesce a divertire allo stesso modo, ed anche se i suoi effetti truculenti ormai non sono che un ammasso di pixel, a suo tempo fecero veramente un certo effetto, specie nell’immaginario degli adolescenti che in quel periodo passavano il tempo a guardarsi film come “Venerdi13” o “Nightmare” e che quando avevano la possibilità, se ne andavano in sala giochi a decapitare mostri per salvare la loro amata ed uscire da quella maledetta casa. Tenuto conto del divertimento che ancora, nonostante la veneranda età riesce a dare, non può che essere positivo il mio giudizio per questo autentica meraviglia videoludica.





    "Un'ottima conversione di un classico da sala giochi. Saranno dimezzati i bit su cui gira ma non è dimezzato il divertimento."

    Emanuele "HaZYeL" Martarelli




    Altre immagini:




    Commenti 3 Commenti
    1. L'avatar di Jamitov Hymem
      Jamitov Hymem -
      Mito. il mio titolo preferito su PC Engine
    1. L'avatar di Bert
      Bert -
      Conversione da smascellamento all'epoca!
    1. L'avatar di dark13
      dark13 -
      Piccola precisazione: l'FM Towns e' un computer, non una console . Con l'hardware della versione 386SX fujitsu rilascio' anche una console chiamata "Fm Towns Marty", che a sua volta ebbe un'altra incarnazione destinata ad essere installata sulle automobili (FM Towns Car Marty) e dotata di navigatore.