The Legend of Xanadu II - PC Engine | Retrogaming History
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  • The Legend of Xanadu II

    The Legend of Xanadu II

    La software house Falcom rappresentò nei primi anni '90 l’alternativa meno chiassosa e mainstream ai vari Zelda e Final Fantasy.
    Le produzioni Falcom erano pesantemente focalizzate sulle fasi esplorative. Difficile parlare per questi giochi di strategie action perché spesso il protagonista non muoveva neppure la spada, ma si scontrava con il nemico e ne decretava il decesso.
    Scopo del continuo peregrinare era, oltre alla ricerca di manufatti e chiavi, l’aumento dei punti esperienza, senza i quali era pressoché impossibile pensare di avere la meglio con i guardiani di fine livello.
    A rappresentanza dell’intero schieramento del Falcom-pensiero si erge incontrastato Y’s, rpg che venne convertito per quasi tutte le macchine dell’epoca, Pc Engine compreso.
    Ma Y’s poteva vantare dei buoni compagni di scuderia come Popful Mail e lo stesso Xanadu che andremo adesso a vedere.
    Xanadu 2 è, come si può facilmente intuire, il seguito dell’omonimo gioco che già aveva mostrato alcune innovazioni rispetto alla serie ammiraglia.
    Se infatti esso attingeva a piene mani dall’imprescindibile Y’s, è innegabile che aggiungesse qualche novità di non trascurabile importanza. Accanto ad un rpg dallo scarso interesse tecnico-strutturale si affiancavano sessioni di stampo fortemente arcade-action, in visuale laterale, che ne innalzavano il livello qualitativo. Peccato che la durata di queste ultime fosse veramente limitata rispetto al resto del gioco in cui ci si muoveva con degli sprite usciti direttamente dall’era Nes.
    Xanadu 2 è rimasto quasi totalmente legato al suo predecessore, ma vi sono due-tre cosucce per cui il gioco non può essere ignorato.
    Con grande disattesa Xanadu 2 non porta equilibrio tra le due fasi, anzi, rende ancora più limitate le sezioni action, relegate adesso ai soli boss, ma il salto qualitativo della componente artistica ha del miracoloso. A dimostrazione dell’ottima spremitura di chip, non bisogna dimenticare il fatto che il gioco risale al 1995, anno in cui la stampa occidentale, e in parte quella nipponica, davano l’Engine per defunto.

    Un gioco può essere deciso dalla schermata statica dei titoli? Domanda retorica nel momento in cui ci troviamo davanti una stele dai colori del mare timidamente baciata da alcuni raggi di sole. In aiuto di questa essenziale immagine, un pianoforte.
    Non un brano qualsiasi, ma una vera e propria composizione, in grado di far sfigurare lo stesso tema di Zelda che da anni ci viene proposto in tutte le salse.
    Solo un pianoforte. Indimenticabile.
    La stessa aria si trasforma in una fanfara grondante di epicità per mezzo della quale veniamo a conoscenza del cast di personaggi. Nulla di originale. I protagonisti strizzano l’occhio ai personaggi manga degli anni '90 (Record of Lodoss War in primis) e il protagonista potrebbe essere lo stesso di Y’s con qualche variazione sul tema. Niente a che vedere con l’eclettismo e l’eleganza di un Final Fantasy 6, ma sicuramente superiori agli orpelli modaioli che ormai gli rpg ci propinano come se stessimo ammirando, nostro malgrado, una sfilata di tamarri.

    Ai combattimenti in stile Y’s si innesta un interessante party in stile Seiken Densetsu (Secret of Mana in occidente). Questo sta a significare che i compagni di battaglia prenderanno volentieri il vostro posto e, in maniera alquanto rudimentale,saranno sottoposti ai vostri comandi.
    Elemento, questo, che dovrete gestire a vostro rischio e pericolo, visto che quello che vi sembrerà una pacchia dovrà fare i conti con una barra dell’esperienza perennemente in stasi.
    Mettiamo subito le cose in chiaro: Xanadu 2 è graficamente quanto di meglio possiate trovare in ambito rpg e non solo nella macchina Nec.
    Personaggi grandi e ben animati scorazzano per boschi, borghi, rovine sempre accompagnati da una piacevole ricerca del particolare e spesso dell’aulico come i soffioni di tarassaco che svolazzano nel secondo livello, o quel bellissimo tronco che fa da ponte ad un ruscello, sopra il quale vi soffermerete a contemplare quello che, in casa Pc Engine, non si era mai visto.
    A dispetto di cotanto sollazzo grafico, la qualità del supporto ottico in campo sonoro non viene sfruttata, ma le musiche, specialmente nelle zone silvane, concedono melodie di gran gusto ed eleganza.
    Peccato che, a dispetto di un prima parte visivamente squisita, se ne alternino altre più cupe e ripetitive.
    Perdonabile.
    Tali cadute di tono si potranno perdonare ancora di più quando ci scontreremo (possibilmente coadiuvati da un membro del party) con i famigerati boss: splendidi, sgargianti, talvolta enormi.
    In questi frangenti avrete la possibilità di scegliere chi impersonare e anche scambiare nel corso della battaglia il vostro alter ego virtuale. L’azione si fa laterale e, anche se la fisica non è perfetta, farà piacere scoprire che le mosse speciali di ognuno sono attivabili come un qualsiasi picchiaduro.
    Al di là dei molti pregi, Xanadu 2 non è esente da difetti.
    Per essere un rpg è un gioco estremamente breve, meno profondo di Y’s e spesso ripetitivo nelle battaglie di routine.
    A quest’ultima pecca ci pensa però l’effetto “Benny Hill” che permette di velocizzare l’azione con un incremento della velocità di gioco pari a quella di un Vic Viper al quarto speed up.



    "Questo Xanadu si presenta quindi come un gigante dai piedi un po’ melmosi, dotato di una veste cosmetica formidabile, di qualche buona trovata, implementata e potenziata dal primo episodio, ma di uno spessore inferiore a molti cugini del genere, Y’s in primis. Un’ultima cosa: Xanadu 2 esiste solo in versione nippo, ma l’approccio praticamente arcade del titolo rende i passaggi sempre superabili, con un minimo di pazienza. Consigliatissimo per gli occhi, un pò meno per il cervello."

    Ivan M.




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    Commenti 1 Commento
    1. L'avatar di Jamitov Hymem
      Jamitov Hymem -
      ..un antico jrpg. la"stele di rosetta" per capire Y's