The Firemen | Retrogaming History
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  • The Firemen

    The Firemen

    La Human Entertainment fu una casa di sviluppo giapponese che, a memoria, si fece ricordare per una manciata di titoli o poco più. Probabilmente le proprie fatiche più note sono quelle legate al survival horror Clock Tower e alla serie di Fire Pro Wrestling, saga che si è protratta dal Pc Engine fino alla Playstation per poi passare in mano alla Spike, studio di sviluppo composto da alcuni programmatori provenienti dalla stessa Human fallita nel frattempo sul calare degli anni ’90. Il titolo che ci apprestiamo ad analizzare, tuttavia, non appartiene a questa ristretta schiera di pochi e fortunati eletti. Nonostante vanti un seguito sulla già citata console 32-bit Sony, il gioco in questione, per quanto sconosciuto, merita di essere preso in considerazione in quanto prodotto atipico rispetto alle direzioni verso le quali vira solitamente il mercato. Stiamo parlando di The Firemen, lavoro pubblicato in sordina nel 1994 su piattaforma Super Nintendo.
    La particolare tipologia ludica offerta da The Firemen ci viene subito svelata dal nome stesso del gioco che letteralmente indica i vigili del fuoco. Saremo quindi chiamati a vestire i panni del pompiere impegnandoci a fare del nostro meglio nel debellare il fuoco, nel cercare di salvare la propria pelle e ovviamente quella di possibili sopravvissuti imprigionati tra le fiamme. Come genere ci troviamo nell’action con l’aggiunta di qualche elemento da picchiaduro a scorrimento. Action perché l’avventura verte fondamentalmente sull’esplorazione mentre le venature da beat’em up consistono sostanzialmente nei singoli combattimenti, i quali, stavolta, invece che vederci alla prese con teppisti e mascalzoni, ci metteranno davanti a lingue di fuoco dai comportamenti differenti.
    Il destino, come sempre ironico, vuole che l’anno in cui si svolgono le vicende sia il nostro 2010. A detta del testo narrante, presente all’ inizio, la civiltà ha fatto pochi progressi nell’ultimo ventennio. Durante la vigilia di Natale la compagnia di un’industria chimica festeggia all’interno del proprio stabilimento nel quale però scoppia un incendio che, partendo dalle cucine, si diffonde per tutto l’edificio facilitato dalla rapida combustione dei composti chimici presenti nella struttura. Scatta così la chiamata d’emergenza che fa arrivare sul posto un manipolo di vigili del fuoco capeggiato da Pete ovvero il caposquadra che saremo chiamati ad impersonare.
    Le schermate di gioco di The Firemen si presentano con una visuale a volo d’uccello con cui impareremo a convivere. In alto a sinistra appare un timer che di regola ci fornisce almeno dieci minuti per completare un livello. Al suo fianco, centralmente, troviamo un sonar il cui suono si intensificherà qualora fossimo in prossimità di persone da salvare. Nel mezzo spunta una mappa in stile Metroid inerente al piano dell’edificio sul quale stiamo lavorando. Spostandoci nella parte destra del monitor avremo l’indicazione numerica del piano stesso, mentre nell’estremità fa capolino la classica barra d’energia. In basso, sempre a destra, viene fornito invece il numero delle “bombe d’acqua”, così le chiameremo, a disposizione. Le armi non convenzionali di Pete sono poche ma comunque efficienti: con il tasto Y effettueremo il getto standard diretto, con B punteremo quest’ultimo verso il pavimento così da spegnere più facilmente certi fuochi, con X lanceremo una delle famigerate bombe il cui raggio d’azione più ampio garantirà l'estinguersi di più fiamme contemporaneamente e, infine, per mezzo del pulsante A potremo strisciare a terra in modo da eludere eventuali vampate ad altezza uomo, preservarci da esplosioni ed ondate di calore improvvise oppure addentrarci per i condotti dell’aria in quelle rare occasioni in cui sarà richiesto. Con i tasti dorsali L e R orienteremo poi la direzione dello spruzzo che, per la cronaca, è infinito e non ne si conosce la fonte. Il tutto sarà accompagnato dall’azione del fidato Danny, controllato dall’IA, la cui scure sorprendentemente potente ci renderà la vita un po’ più facile.
    La parte più interessante di The Firemen risiede ovviamente nell’antagonista vale a dire il grosso incendio che dobbiamo stemperare. Le fiamme possono assumere diverse forme contraddistinte ciascuna da particolari caratteristiche. Nelle primissime fasi ci imbatteremo nelle più deboli e statiche ma già dal secondo livello ne vedremo delle belle dato che le varie lingue di fuoco saranno dotate quasi di vita propria assalendoci in movimento, in gruppo, per via aerea oppure sottoforma di grossi focolai in grado di rigenerarsi se non estinti del tutto e capaci di investire rapidamente l’ambiente circostante. A seconda delle diverse forme con cui si presentano i vari falò impareremo, anche a nostre spese, che qualcuno richiederà di essere spento col getto diretto mentre altri con quello basso. Ad un certo punto dovremo fare attenzione anche a improvvisi cedimenti del pavimento preannunciati dalla comparsa di vistose crepe al di sotto dei nostri piedi. La ciliegina sulla torta, abbastanza grottesca, consiste nel fatto che sono addirittura presenti dei boss di fine livello, costituiti anch’essi da fuoco, battibili per mezzo del classico studio delle relative movenze d’attacco. Sporadicamente assisteremo alla comparsa di avversari alternativi: trattasi rispettivamente di robot fuori controllo e di alcuni pezzi di struttura oscillanti dall’alto. Complessivamente si nota quindi un ottimo ritmo d’azione, mai tedioso, il quale, per quanto le meccaniche siano per lo più ripetitive, riesce lo stesso a divertire per scorrevolezza del gameplay e frenesia.
    La pecca più grande di questo lavoro risiede semmai nell’essere un mancato arcade game. I livelli sono solamente sei, assai pochi considerata la loro brevità, e la difficoltà nell'apprendere gli attacchi di quasi tutti boss è assai elevata. I programmatori hanno optato per la malaugurata scelta di fornire il giocatore di soli tre continues, il cui esaurimento ci condannerà a ricominciare tutta l’avventura da capo! Di per sé The Firemen non è quindi un titolo arduo, ma possiede un livello di sfida così mal distribuito da rischiare di far calare l’interesse del giocatore molto prima del tempo lasciando inconclusa l’avventura. Gli unici aiuti a favore del nostro alter ego Pete sono rappresentati dai sopravvissuti, il cui soccorso comporterà il recupero di parte dell’energia persa, e dalla raccolta delle bombe d’acqua, le quali, se non utilizzate, potenzieranno gradualmente il nostro getto. Inoltre, al termine di ogni stage, sarà calcolata una percentuale relativa alla quantità di fuoco spento che, ricordo, non è la condizione necessaria per proseguire (portare a casa la pelle è la condizione). In base al risultato ci verrà fornita una dose più o meno corposa di secondi extra per affrontare il livello successivo.
    Graficamente non c’è da gridare al miracolo eppure siamo ormai nel 1994 e ci si aspetterebbe d’altro canto uno sfruttamento delle capacità del Super Nintendo adeguato al tempo. Il design dei personaggi è discreto mentre quello degli ambienti di gioco è un po’ troppo scarno. Diciamo che in fatto di fantasia e variabilità non ci si è sforzati molto. Anche il livello di dettaglio, vista la grandezza degli sprites, dovrebbe essere in teoria superiore mentre invece nella pratica non lo è. Le animazioni fanno il loro senza infamia e senza lode. Sommariamente, visto il tipo di gioco offerto dal titolo Human, si potrebbe anche sorvolare sul reparto estetico ma, se valutato a parte, alle volte è quasi deludente. Le musiche di sottofondo passano quasi inosservate o, per meglio dire, inascoltate in favore di effetti sonori nella norma e funzionali al contesto.

    COMMENTO FINALE


    "E’ doloroso valutare The Firemen nelle vesti di titolo concepito per una console. Esso ha infatti tutte le carte per essere sì un buon prodotto ma adatto, piuttosto, per brevità e livello di sfida a tratti snervante, alla fugace esperienza della sala giochi. Per il resto si tratta di un’occasione sprecata da parte dei ragazzi della Human i quali, se avessero profuso un po’ di impegno in più nella programmazione e nella cosmesi, avrebbero potuto regalarci una bella perla da scoprire nel vasto repertorio del Super Nintendo."





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    Commenti 4 Commenti
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      Carino questo gioco ma brevissimo come dice BIG PAUL
    1. L'avatar di musehead
      musehead -
      Geniale davvero! Solo i giapponesi potevano reinterpretare in una maniera simile il lavoro del pompiere, con fiamme che si organizzano per diventare boss, una sceneggiatura costituita da tanti dialoghi ingame e personaggi super-deformed. Non sarà un top game, ma diamine, Paul, hai fatto benissimo a recensirlo. Non lo conoscevo
    1. L'avatar di Big_Paul86
      Big_Paul86 -
      L'ho scoperto per caso ed esiste pure un seguito per PSX anch'esso mai conosciuto prima. Che dire? Non gli manca certo l'originalità
    1. L'avatar di Bert
      Bert -
      hmm... il seguito su PSX però sembrerebbe essere persino peggiore del primo, addirittura un titolo incompleto, "imbarazzante", almeno così sostiene HG101.