Little Red Riding Hood's Zombie BBQ | Retrogaming History
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  • Little Red Riding Hood's Zombie BBQ

    Little Red Riding Hood's Zombie BBQ

    Se per caso vi è capitato di leggere alcune delle mie vecchie recensioni, vi sarete certo accorti che uno dei temi da me prediletti nei videogiochi è l'orrore, ancor meglio se accompagnato da trame improbabili e una buona dose di umorismo grottesco e demenziale: per questo adoro titoli come ad esempio Zombies Ate My Neighbors. Immaginatevi quindi come mi sia sentito quando ho scoperto che per DS esisteva un gioco dall'incredibile nome di Little Red Riding Hood's Zombie BBQ, e dall'altrettanto incredibile storia che vede Cappuccetto Rosso affiancarsi a Momotaro (il “ragazzo pesca”, eroe di alcune storie del folklore giapponese), per salvare il regno delle fiabe caduto preda di una misteriosa epidemia che ha trasformato i suoi pacifici abitanti in mostri sanguinari e mangiauomini! “Questo gioco dev'essere mio!”, ho pensato, e, una volta che me lo sono procurato, ho scoperto che non solo nonostante le premesse deliranti si tratta di un titolo sorprendentemente valido e originale per essere un budget game, ma che il suo valore aumenta ancora di più se si pensa che i suoi pressoché ignoti sviluppatori non avevano prodotto altro che pochi altri giochi passati del tutto sotto silenzio. Per di più, nonostante lo stile generale sembri un incrocio tra manga e comic book, in realtà gli sviluppatori sono orgogliosamente europei (spagnoli per la precisione), cosa che ai miei occhi non può che aumentarne il fascino, proprio per il suo stato di “mosca bianca” nel marasma dei titoli per il portatile Nintendo. Ma ora passiamo all'analisi vera e propria...

    “Che pistola grande che hai!” “È per spararti meglio”

    L'intro di LRRHZBBQ (è un'impresa anche solo scriverne l'acronimo...), disegnata in uno stile acquarellato pseudo-manga con un suo certo fascino, ci mostra come Cappuccetto Rosso non sia più la bimba indifesa che si limitava a portare cestini alla nonna, ma sia diventata una pistolera esperta nello sterminio di creature maligne... insomma, un po' come se B.B. Hood di Darkstalkers si fosse mescolata a Lara Croft, dato anche il fisico pazzesco che gli artisti hanno dato alla nostra eroina fiabesca! Subito dopo, lo schermo dei titoli ci porta in un cimitero interamente poligonale ben definito, le cui lapidi servono da schermate di selezione delle opzioni. La camera virtuale fluttua in modo pregevole all'interno del cimitero, oppure all'interno della cripta da cui possiamo tornare ai livelli raggiunti in precedenza.
    Una volta fatta la nostra scelta tra Rosso e Momotaro (al solito, le differenze sono puramente cosmetiche), il gioco vero e proprio può iniziare: si tratta di uno sparatutto (ma scommetto che già l'avevate intuito...), della tipologia simile a quella di Cabal o Devastators, dato che avremo scarsa capacità decisionale su come e dove muovere il nostro eroe, ma molto di più su dove sparare e come evitare tutto ciò che ci viene incontro.

    In sostanza, i livelli sono lunghe strisce di terreno in scrolling verticale automatico che si dipanano su entrambi gli schermi del DS: zombi pustolosi e creature varie appaiono da ogni dove mentre il nostro personaggio rimane a bordo schermo sparando a tutto ciò che si muove, e anche a ciò che sta fermo. Ogni tanto lo scrolling dei livelli si blocca, il che significa che dovremo affrontare un mini-boss oppure un'orda di creature (e, nei livelli più avanzati, entrambe le cose!) prima di proseguire. Come spesso accade in questi casi, l'arma di base ha munizioni illimitate, ma scarso potere offensivo: distruggendo le onnipresenti (nei videogiochi in genere, non solo qui) casse faremo apparire le icone di altri tipi di arma, ovvero shotgun, lanciafiamme e laser, in un possibile omaggio a Metal Slug. Niente di veramente innovativo, quindi, ma se il tentativo degli sviluppatori iberici era quello di replicare le dinamiche degli spensierati sparatutto arcade old school, beh, direi che ci sono riusciti più che bene!

    La cosa davvero interessante è che tutto ciò è interamente controllato col pennino: il nostro personaggio appare nello schermo inferiore del DS, e noi possiamo decidere dove fargli sparare semplicemente toccando col pennino il punto dello schermo che ci interessa per determinare la direzione di fuoco. Toccando due volte in rapida successione invece scaglieremo in quel punto una granata, previo raccoglimento delle stesse nelle solite casse di legno.
    Con lo stilo potremo inoltre muoverci lungo l'asse orizzontale: l'area in cui Rosso o Momo si trovano è divisa in 7 caselle, e toccando ciascuna di esse vi sposteremo il personaggio. A dirla tutta, è possibile spostare il nostro avatar anche con i direzionali sinistro e destro, ma così facendo lo potremo muovere solo di uno spazio per volta. Toccando Rosso o Momo col pennino, inoltre, li faremo abbassare per evitare certi ostacoli, e, nel caso un nemico ci abbia abbrancati, potremo sfuggire alla sua stretta sfoderando le lame e decapitandolo! Altro spargimento di sangue gratuito!
    Per finire, anche la selezione dell'arma avviene tramite pennino, basterà infatti soltanto toccare le icone delle armi corrispondenti che appariranno ai lati dello schermo per poter passare dall’una all’altra. Finalmente un gioco d’azione che sfrutta pienamente le innovazioni di questa console! È vero comunque che questo sistema ha i suoi lati negativi, ad esempio a volte capita che la sensibilità del touch screen sia eccessiva e interpreti i nostri tocchi singoli come un doppio tocco, facendoci sprecare le granate; oppure può accadere che quando i nemici o altri ostacoli si trovino sul nostro stesso piano, nel tentativo di sparare loro, faremo invece spostare il nostro avatar proprio addosso ad essi, col risultato di perdere involontariamente energia. Altre volte magari ci potrà essere un ritardo nella risposta delle armi secondarie, ma in linea di massima tutte queste occorrenze sono rare e non causano frustrazioni, e il gameplay non ne risente più di tanto.

    E tutti vissero felici e violenti

    La vicenda inizia quando Cappuccetto si accorge dell'orda di zombi che ha invaso la sua amata foresta e decide di tornare a casa della nonna per avvisarla: una volta giunta, si accorge che l'adorabile vecchietta è diventata qualcosa che ricorda pericolosamente la ragazzina de “L'”Esorcista”, per cui la nostra eroina non potrà far altro che aprire il fuoco su quella che era l'amata nonna (che attacca anche scagliandoci contro dei lupi, ah l'ironia!)... Qui termina il primo livello e si apre il viaggio all'insegna della dissacrazione più totale delle varie fiabe e racconti fantastici, tra le varie foreste, paesini e castelli infestati da non-morti e creature assortite. Faremo incontri edificanti come: una Gretel king-size che, sfondata la casetta di dolciumi, ci si avventa contro brandendo la gamba del fratello Hansel; Pinocchio trasformato in una mostruosità cyber-organica alta 10 metri con una lama nascosta nel naso, attacchi elettrici e gas tossici; Babbo Natale in versione zombi... Forse sono i Tre Porcellini ad aver subito la mutazione più estrema, in quanto apparentemente sono diventati i capi di una dittatura pseudo-comunista che ha trasformato una florida landa in un immenso bunker decaduto! E alla fine troviamo pure Godzilla, anzi scusate, Zombzilla!
    Il mix di grafica poligonale e sprite funziona bene per un mondo del genere: i poligoni grossi e squadrati dalle texture semplici che costituiscono l'interezza dei livelli sono efficaci per rendere l'ambientazione cartoonesco/fiabesca, mentre gli sprites super-deformed di Rosso, Momo e della maggioranza dei nemici contribuiscono con quel tocco di gore indispensabile date le premesse. Dato che i livelli coprono entrambi gli schermi, per nascondere l'effetto pop-up dei poligoni ogni ambientazione è immersa nella classica nebbia: nella maggior parte dei casi questa soluzione, per quanto abusata, aggiunge un ulteriore tocco horror all'atmosfera. Vedere creature sbucare dalla nebbia dello schermo superiore e aspettare impotenti che ci siano abbastanza vicini per poterle attaccare fa molto Romero (...ma anche no). Certo, il tutto diventa un po' pacchiano quando in alcuni livelli la nebbia è color blu o arancione, ma si può pensare che sia qualche tipo di smog o gas tossico...
    In generale, l'atmosfera da fiaba mista a B-movie dell'orrore è piuttosto riuscita, aiutata dal fatto che il gioco in sé é un budget game e quindi è già per questo meno rifinito rispetto a un titolo delle grandi case: gli intermezzi tra i livelli consistenti in ritratti dei due personaggi con finestre di dialogo piene di cliché da film d'azione sono molto indicativi in questo senso! Ed è anche per questo che mi piace così tanto.

    Ora qualche aspetto che mi è piaciuto meno: i livelli a dire il vero sono tutti molto simili tra loro, e non potrebbe essere altrimenti, ma per evitare la noia sono state introdotte alcune variazioni, purtroppo poche. Per esempio, un livello è in scrolling orizzontale anziché verticale, e per tutto il tempo l'unico nemico sarà una gigantesca marionetta che procede camminando imperterrita, fermandosi solo per attaccarci e scagliarci addosso di tutto! Altri stage invece richiedono di sparare ad alcuni ostacoli come barriere e altro prima di poter proseguire in sicurezza. Soprattutto verso la fine, poi, i livelli diventano molto più corti ma molto più densamente popolati da nemici e ostacoli, per alzare artificiosamente la difficoltà. Anche troppo.
    In definitiva, la longevità globale del titolo è solo discreta dato lo stile arcade del gameplay, anche se una volta concluso il gioco a Normal lo si dovrà riprendere ad Hard per affrontare il vero boss finale e sbloccare un ulteriore livello di difficoltà nonché la modalità Boss Rush, anche se in questo caso tutto il divertimento dato dallo scoprire quali altre bizzarrie hanno ideato gli sviluppatori svanisce quasi del tutto. La cosa inoltre non è migliorata dal fatto che i progressi vengono salvati automaticamente ed è possibile ritentare all'infinito un livello: anziché ripetere ogni volta da capo passaggi lunghi e tediosi, sarebbe stato meglio avere limitate possibilità di riprendere dall'esatto punto dove si era deceduti. Ciò non toglie che, per la sua durata tutto sommato limitata, LRRHZBBQ rimanga un piacevole passatempo, nulla di sconvolgente ma piuttosto interessante per via della sua provenienza e dell'idea di base completamente folle.

    TRAILER


    COMMENTO FINALE


    "So di essere stato di parte stavolta perché vado matto per questo genere di cose bizzarre, comunque cercate di considerare il voto che do a questo gioco come una sorta di “incentivo” al team di produzione che, pur essendo sconosciuto e lavorando nei limiti dei budget games sprovvisti di qualunque tipo di pubblicità, ha fatto un lavoro per nulla disprezzabile, e che anzi ha riportato in auge un tipo di gameplay che non si vedeva più da parecchi anni. Complimenti dunque a questi ignoti spagnoli e alla loro voglia di realizzare un B-game basato sui B-movie, ma non per questo orribile, solo volutamente insensato e assurdo!"





    Altre immagini:



    Commenti 5 Commenti
    1. L'avatar di hannibal the king
      hannibal the king -
      sicuramente uno dei migliori giochi scaricabili dal dsi-ware... veramente divertente, sicuramente non un capolavoro ma un titolo valido scaricabile ad un prezzo ragionevole!!!
    1. L'avatar di Cthulhu
      Cthulhu -
      Anche io l'ho apprezzato molto.
    1. L'avatar di musehead
      musehead -
      Giochino davvero interessante, almeno non è la solita solfa... Ad ogni modo, Cappuccetto Rosso che massacra la nonna non ha prezzo...
    1. L'avatar di Bert
      Bert -
      Appena provato! Troppo carino!
    1. L'avatar di Tiger
      Tiger -
      provato da un amico..ma sarei curioso di provare shantey!