Name This Game | Retrogaming History
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    Name This Game

    Lo so già: vi state chiedendo che razza di nome abbiano messo a questo gioco. Effettivamente... Alla pubblicazione di Name this Game, gli sviluppatori U.S. Games erano sull'orlo del fallimento e, leggendo un titolo del genere, non risulta difficile crederlo. Osservando la cartuccia si nota un disegno rappresentante un sub, uno squalo ed un polipo, quanto basta per convincerci ancora di più del non-sense di quel titolo. Squadrando la cartuccia con maggiore attenzione (o meglio ancora la confezione) riusciremo a notare una dicitura che ci informa della possibilità di vincere la cospicua somma di diecimila dollari suggerendo il nome giusto per questo prodotto. Svelato l'arcano, direte voi! Infatti, è cosi: la U.S. Games cercò un disperato appiglio per rimanere aggrappata al mondo videoludico lanciando un originale concorso per attirare acquirenti. Non lo avrà fatto anche per mascherare una qualità non sufficiente del suo gioco? A pensar male spesso ci si azzecca, ma vedremo presto se sarà davvero così. Ah, a proposito: il concorso non è mai giunto alla fine a causa del fallimento della società ed anche se alcuni credono che il titolo vincitore sia stato Octopus, in realtà si tratta semplicemente del nome della versione importata in Europa.
    Name this Game veste molto comodamente la definizione di fixed shooter. Siamo ineluttabilmente legati ad un movimento orizzontale, ovviamente nella parte bassa dello schermo, col nostro sub e con il suo arpione come arma da fuoco. Ci servirà soprattutto per difenderci dallo squalo aldisopra del nostro sprite, in continuo movimento "alla Space Invaders", il solito destra-sinistra fino al bordo dello schermo per scendere di uno strato ogni volta che ne raggiunge il limite. Sul video ci sarà sempre e solo uno squalo per volta, probabile retaggio di un'architettura elettronica non priva di segreti per i programmatori della U.S. Games. Molto più interessante è l'elemento ancora più in su, che occupa una considerevole porzione del nostro televisore: un polipo, grande e nero. Per grande intendo da un lato all'altro dell'area di gioco, con alcuni tentacoli che si dirigono lentamente verso la nostra posizione per farci perdere una vita.

    La trama di Name this Game non è meno oscura del suo titolo: il sub pare difendere un gruzzolo giallognolo sotto di lui che solo consultando il manuale riusciremo ad inquadrare come un tesoro. Da chi lo difende, però? Dal polipo e dallo squalo, ma non mi pare siano dei grandi predatori di ricchezze. Mah... Ad ogni modo, la trama è come sempre un mero pretesto per proporre una giocabilità e la nostra missione si svolge in una modalità indissolubilmente schematica: ci tocca, continuamente, arpionare lo squalo ed i tentacoli del polpo. Ogni volta che colpiremo il primo, riapparirà istantaneamente un nuovo squalo in alto che riprenderà il suo movimento senza soluzione di continuità; colpendo i tentacoli del polipo, ma solo sulle estremità, causeremo un loro temporaneo annullamento, salvo poi vederli riscendere dopo una manciata di secondi. Il gioco è suddiviso in round e, come sempre, al termine di ognuno la tiritera ricomincerà ad una velocità maggiorata. Un ulteriore elemento di interesse è costituito da una imbarcazione con un nostro compagno a bordo che ci calerà, periodicamente, una sorta di tubo utile a ricaricare la nostra riserva di ossigeno che ci consente di rimanere sul fondo marino.

    Name this Game non è un gran gioco, ma staziona comunque al confine con la sufficienza. E' abbastanza evidente che arrivi da una società in forte crisi creativa, ma quello che c'è indubbiamente funziona: il sub è sempre pronto ai comandi, la giocabilità scorre senza intoppi e la realizzazione tecnica non lamenta pecche, anzi, si fregia di una bella rappresentazione del super polipo. La vera nota dolente di Name this Game è la longevità, immediatamente problematica. Nessuno ha mai preteso da un VCS una struttura ludica complessa, ma ritengo che la semplificazione adottata in questo prodotto sia eccessiva, a maggior ragione quando viene associata ad un livello di difficoltà apertamente calibrato verso il basso. Tutto è subito facile, si fanno tanti punti dall'inizio e ci si scoccia in fretta, in frettissima. Seppure non si tratti di problemi insoliti per il VCS, in Name this Game vengono accentuati da una curva di difficoltà molto mite che si traduce in partite lunghe che si protraggono con picchi di attrattiva esageratamente remoti. Name this Game impegna i vostri riflessi blandamente, in maniera antipodale rispetto all'aggressività di Galaxian, per citare un altro fixed shooter.



    "Per concludere, è senza infamia e senza lode. Di shooter più validi ne troverete eccome, ma non si possono imputare a Name this Game difetti di grave entità. Scorre via così, senza personalità, ma il valore aggiunto del concorso a premi fallito potrebbe destare l'interesse di più di un collezionista."

    Gianluca "musehead" Santilio




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    Commenti 1 Commento
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      Questo si che è scavare a fondo nel panorama retroludico mi sa che lo acquisterò