Chopper Command- Atari VCS | Retrogaming History
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  • Chopper Command

    Chopper Command

    Eravamo nel 1982 e la fama di Defender non accennava affatto a diminuire. L'era delle sue imitazioni era già cominciata in sala giochi e lo sparatutto della Williams poteva persino fregiarsi di un seguito ufficiale, Stargate. L'homegaming è stato leggermente più pigro nell'assimilazione dell'orizzontalità continuativa della quale Defender si fece portabandiera, probabilmente per una necessaria potenza dell'hardware ancora fuori dalla portata delle console del periodo. D'altronde, Defender era capace di mettere in crisi la sua stessa pompatissima circuiteria e gli economici chip di Intellivision e VCS non parevano proprio in grado di reggere il confronto. Quando, però, entra in ballo la genialità di una software house chiamata Activision tutto ritorna possibile con qualche piccolo accorgimento.

    Chopper Command non vuole introdurre elementi rivoluzionari nel genere ed i punti di distacco con Defender sono appositamente studiati per venire incontro alle capacità della più piccola console Atari. L'impatto iniziale non lascia alcun dubbio sull'ispirazione Williams: inquadratura laterale, campo di gioco continuativo, radar su schermo. Invece di controllare un'astronave, siamo alla guida di un elicottero, ma anche il suo movimento risulta familiare, con quella leggera inerzia quando si inverte la direzione. Naturalmente, le ambientazioni spaziali non sono qui presenti e ci viene restituito un paesaggio desertico splendidamente rappresentato. In alto a sinistra troviamo il classico indicatore di punteggio corredato dal numero di vite a nostra disposizione, proprio come tradizione insegna. In una banda di schermo nera, in basso, abbiamo l'utilissimo radar che non si limiterà a segnalarci la dislocazione dei nemici. Una caratteristica peculiare di Chopper Command, infatti, è la presenza di un ulteriore preciso obiettivo nella nostra missione: oltre a sgombrare l'area da tutti i pericoli, sarà prioritario proteggere un convoglio di camion in transito sullo schermo e la quantità di unità salvate influenzerà il punteggio al termine del livello. I nemici, di conseguenza, sono dotati di una duplice capacità di sparo: orizzontale verso di voi e verticale contro il convoglio. Nel momento in cui si avvicinano ai camion, inoltre, sganciano sia la bomba che un colpo verso l'alto per centrarvi nel caso stiate transitando proprio in quella zona.

    Bisogna dire che, similitudini con altri titoli a parte, Chopper Command ha un feeling molto particolare: anche se i nemici si abbattono con un singolo colpo, essi risultano molto più pericolosi del solito. Si tratta di una precisa scelta del programmatore, Robert Whitehead, per coniugare l'interesse per la sfida con i limiti dell'Atari VCS. Dimentichiamoci pure la carneficina di pixels di Defender perchè Chopper Command suggerisce un approccio più ragionato e non per questo meno appassionante. Nonostante sia presente un sistema di controllo dalla risposta impeccabile, la difficoltà è alta, ma la brevità delle partite sospinge il giocatore ad iniziarne subito un'altra e, una volta che avrete imparato i trucchi del mestiere, potrete cimentarvi in una variante a difficoltà superiore. E' presente persino una modalità a due giocatori, ma consiste molto semplicemente nell'alternarsi alla perdita di ogni vita con un compagno.

    Ogni dettaglio del gioco è accurato. Balza subito agli occhi la qualità dell'impianto estetico: lo schermo è popolato da una quantità di sprite modesta ma di proporzioni generose e di buon dettaglio, con l'unico difetto di essere monocromatici, probabilmente a causa di un'incompatibilità delle routine grafiche tipiche dell'Activision con la tipologia dello shooter orizzontale. Stupenda, invece, è la resa del tramonto, altro vessillo della casa madre: non soltanto è possibile godersi una bella sfumatura dell'orizzonte, Whitehead ha persino delineato delle catene montuose multicolorate dal vago sapore tridimensionale. Il comparto sonoro non brilla per qualità artistiche e si limita a svolgere il suo dovere con la giusta efficacia. Ogni effetto sonoro è ben reso ed opportuno e al completamento della missione non mancherà nemmeno il classico jingle.

    Eppure, Chopper Command non è un gioco perfetto e soffre dei mali tipici del suo tempo. Le uniche varianti che offre, come abbiamo detto, sono quelle relative al grado di difficoltà, funzionali e ben calibrate ma che non forniscono alcunchè di inedito. La giocabilità ne risulta ancora una volta danneggiata e la sua monotonia è superiore a quella riscontrabile nel genere dei fixed shooter, dove i nemici possono, nei titoli di buona qualità, vantarsi di percorsi di attacco vari e ben diversificati. Ogni livello di Chopper Command, invece, appare un po' troppo simile a sé stesso ed impedisce a questo prodotto di acquisire lo status di capolavoro assoluto.
    Ma escludendo i difetti congeniti del genere e della macchina, vi sarà difficile trovare migliori sparatutto orizzontali per questo sistema.



    "I videogiocatori che rimpiangevano un bel Defender per il loro VCS potevano consolarsi con Chopper Command. Gli ottimi risultati estetici derivano dalla manipolazione del gameplay d'ispirazione e, per fortuna, non è affatto un male. Un po' troppo difficile e carente in varietà, rimane uno shooter orizzontale molto valido per la macchina."

    Gianluca "musehead" Santilio





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    Commenti 1 Commento
    1. L'avatar di MacDLSA
      MacDLSA -
      Un gioco che ricordo di aver provato nel negozio "di fiducia" qualche anno fà...
      Già allora mi aveva dato l'impressione di non essere assolutamente all'altezza del "titolone" da cui deriva, per via di una giocabilità assolutamente riduttiva, anche rispetto alla "maldestra" ma ben congegnata implementazione della A.I. dei nemici del "crostoso" Defender, che però assicura(va ?) ore ed ore di divertimento e con una difficoltà assolutamente più calibrata !
      In conclusione, grafica indiscutibilmente superiore... ma non basta !