Street Fighter II - The World Warrior | Retrogaming History
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  • Street Fighter II - The World Warrior

    Street Fighter II - The World Warrior

    L’uscita di Street Fighter II nelle sale giochi coincise con una svolta epocale nella storia del picchiaduro bidimensionale e del videogioco in generale. Dopo la sua pubblicazione ebbe inizio una vera e propria mania, una ripercussione mediatica così grande che è difficile rintracciarne di simili nel corso delle ere videoludiche. La storia non fu più come prima ed è lecito ragionare, cronologicamente parlando, di epoca pre-SF II e post-SF II. Già con il predecessore erano stati piantati i semi del bellissimo fiore che sarebbe sbocciato in seguito ma fu con il secondo episodio della saga che si arrivò a quello storico capitolo contraddistinto da una giocabilità memorabile e da un carisma forse ancora ineguagliato.
    Nel prequel vennero gettate le basi del picchiaduro moderno a incontri. Queste fondamenta, come ha giustamente sottolineato il buon Epikall nella sua analisi del primo Street Fighter, equivalevano in sostanza ad una maggiore cura nei confronti dei personaggi sia in termini ludici, dotando ciascuno di un attacco personale ma soprattutto di una mossa speciale, sia in termini prettamente formali, donandogli una nazionalità ed un determinato stage. Con Street Fighter II tutti questi elementi vennero nettamente migliorati con risultati devastanti in termini di appeal nei confronti del pubblico. Il mercato delle sale giochi fu infatti quasi completamente mangiato dal titolo Capcom che divenne in pochissimo tempo forse il titolo arcade più diffuso al mondo. Questo successo causò un’autentica pazzia da parte dei fan: file di giocatori davanti al cabinato, un sacco di gente che era pronta a darti i consigli più disparati su come battere questo o quell’avversario, gente che semplicemente se ne stava lì accalcata attorno a te anche solo per osservare mentre eri impegnato in una partita.
    A cosa fu dovuto quindi un tale successo? La prima cosa che balza all’occhio, mettendoci nei panni dei giocatori dell’epoca (e ciò non sarà difficile), è una giocabilità assai profonda rispetto ai precedenti fighting game. Yoshiki Okamoto e il suo team, rispetto al primo Street Fighter, introdussero un ulteriore ampliamento degli attacchi basati su sei tasti di cui tre corrispondevano a pugni di potenza crescente e i restanti tre ai calci. Ogni personaggio fu dotato così di più mosse speciali eseguibili per mezzo di diverse combinazioni tra joystick e pulsanti. Alcune delle tecniche effettuabili sono davvero entrate nella storia e nell’iconografia legata al genere del picchiaduro a incontri: il cosiddetto Hadouken, la sfera di energia di Ryu e Ken, già visto nel primo capitolo; lo Shoryuken, l’uppercut volante anch’esso già visto sempre per mano di questi due lottatori oppure il Sonic Boom di Guile. Ad arricchire il reparto scontri ci pensava un sistema di collisioni calibrato al millimetro in grado di consentire a ciascun giocatore di prevedere esattamente il raggio d’azione delle armi a propria portata sia che si tratti di manovre offensive che difensive. A completamento del tutto venne elaborata una perfetta caratterizzazione dei personaggi. Ognuno di essi, oltre ad essere aumentati numericamente per un totale di otto, si fece subito notare per un look personale così semplice ma altrettanto azzeccato che era impossibile non rimanerne affascinati. Aggiungendo infine una trama che, per quanto basilare, accompagnasse ciascun guerriero, il gioco era fatto: immedesimazione completa sotto tutti i punti di vista.
    Dopo questa ampia parentesi storiografica passiamo alla recensione vera e propria. Un anno dopo Street Fighter II è inutile dire che dilagò l’esplosione delle conversioni casalinghe. Quella per Super Nintendo è probabilmente la più nota, oltre che per la fedeltà, anche per l’aver fatto impennare con la sua sola presenza le vendite del 16 bit della casa di Kyoto. Diversamente dal mio solito partirei con l’affrontare il discorso grafico: siamo praticamente su livelli strepitosi considerando quanto distava in capacità una cartuccia per Super Nintendo (16 Megabit) rispetto alla massiccia versione da bar. I personaggi appaiono logicamente ridotti in dimensione ma il livello di dettaglio rimane veramente alto e apparentemente identico all’originale. Stesso discorso per la palette di colori e le animazioni le quali, se non sono fedeli al 100%, poco ci manca. Pregevolissima poi la fluidità con cui si muove il tutto. Non si avverte alcun rallentamento nonostante una pavimentazione degli stage che si muove in parallasse. Mantenuto intatto il sistema di collisioni la cui prontezza e rapidità, mischiate alla puntualità della risposta dei comandi, riesce a garantire un ritmo di gioco appagante e sostenuto.
    Visivamente SF II è un grandissimo esempio di game design. Ritengo che ogni singolo tassello dell’architettura grafica di questo gioco si sia impresso nell’animo di tutti. Non so voi ma a distanza di anni, nonostante si sia fatto di meglio in seguito, è ancora inalterata quella straordinaria armonia e vivacità con cui si presentano esteticamente sia i singoli personaggi che i rispettivi campi di battaglia. Guardando il titolo Capcom si ha sempre la percezione che in qualche modo tutti i tasti siano stati premuti esattamente nella maniera giusta, si percepisce un senso di perfezione che si può rintracciare sì e no in una manciata di altri lavori nella storia dell’intrattenimento elettronico. Il rosso del kimono di Ken, la vasca gocciolante di Honda, la polleria alle spalle di Chun-Li o gli elefanti di Dhalsim. Sembra che tutto ciò fosse da sempre nelle nostre fantasie di videogiocatori e che Capcom lo abbia tramutato in realtà senza deludere i gusti di nessuno. L’appagamento dell’occhio si aggiunge poi a quello delle orecchie con un campionario di effetti sonori e musiche passato negli annali e anch’esso impresso, per originalità e freschezza, nell’animo di chiunque. La colonna sonora è tanto stimolante quanto ipnotica. Ciascuna canzone rappresenta perfettamente lo spirito del combattente o il frangente di gioco per la quale è stata concepita ed anche in questa sede, parallelamente alla grafica, il senso di appagamento è totale. Sono passati ormai vent’anni eppure molte di queste melodie, se non tutte, sono ancora vivide nelle nostre teste pronte ad essere canticchiate in doccia a dimostrazione della bontà del lavoro del duo di compositori costituito da Yoko Shimomura e Isao Abe. Gli effetti sonori d’altro canto hanno segnato semplicemente un’epoca aiutati dall’accompagnamento di un parco mosse diventato leggendario.
    Affrontiamo ora la parte più difficile: analizzare la giocabilità di un titolo della portata di Street Fighter II implica sicuramente l’impatto con una grossa problematica. Dobbiamo valutare solamente il grado di fedeltà di questa conversione risalente al 1992 oppure stabilire quanto vale questo gioco nel nuovo millennio lasciandoci così alle spalle l’affetto nato allora? La cosa più saggia e conveniente sembrerebbe decidere di intraprendere entrambe le vie così da avere più chiavi di lettura. Calandoci nella prima ottica si può facilmente riparlare, come due paragrafi fa, di quasi arcade perfect: il coin-op c’è davvero tutto e poco importa se certe tinte non sono esattamente identiche in ogni sfumatura all’originale, se gli sprites sono più piccoli o se manca qualche campionamento audio all’appello, sono dettagli questi che sono così per ragioni tecniche sacrosante e quindi di per sé trascurabili in confronto alla magnificenza ludica dell’opera nella sua interezza. La variazione estetica, scaturita dalle differenti capacità di Super Nintendo e scheda CPS-1, viene tra l’altro ampiamente colmata dal fatto che su console è possibile fare partite multiplayer all’infinito e soprattutto gratis. Si realizza così il sogno di tutti quei ragazzini che, dopo un certo numero di gettoni, dovevano rinunciare al godimento ludico per crisi finanziaria o di quei fanciulli i quali, non possedendo il gioco, potevano ora autoinvitarsi spudoratamente a casa del fortunato amichetto dotato di 16 bit Nintendo, doppio joypad e titolo Capcom (come feci io con Ricky).
    Escludendo l’aspetto legato alla disparità qualitativa tra versione casalinga e originale non rimane che porsi il quesito decisivo ovvero capire se SF II può ancora dire la sua in quanto picchiaduro o se il passare del tempo lo ha inesorabilmente indebolito. La risposta è difficile prima di tutto per un motivo: questo è un titolo che è stato sviscerato, per non dire abusato, in ogni suo anfratto da milioni di persone tanto da assimilarne nel proprio patrimonio di videogiocatori tutti i personaggi, le rispettive vicende, mosse, stage e addirittura i singoli campionamenti sonori. Giocato oggi il lavoro Capcom mostra perciò il peso degli anni. Il livello di sfida si è inevitabilmente abbassato e, a meno che non ci troviamo in compagnia di un amico, è sicuramente diminuito quel minimo di componente strategica dato dall’affrontare un combattente rispetto ad un altro considerando che, appunto, sappiamo tutto di loro. Sia chiaro, questo succede in tutti i picchiaduro quando ne si diventa assidui fruitori, ma di acqua sotto i ponti ne è passata e nel frattempo lo stesso genere beat’em up si è evoluto raggiungendo vette ludiche più raffinate e aumentando in affollamento. Se settiamo il livello di difficoltà al massimo, questo gioco riesce ancora a fornire comunque delle piccole soddisfazioni dato che certi avversari riescono ancora a risultare assai coriacei: stiamo parlando di alcuni boss, Vega e Bison e di quei combattenti che alle volte vi chiuderanno ai margini dello stage lasciandovi spesso ad incassare impotenti e con poco tempo per ragionare sulle contromosse. Al contrario molti altri lottatori saranno purtroppo relativamente facili da battere.
    Un altro elemento che non favorisce Street Fighter II è l’aver prodotto una miriade di figli legittimi e illegittimi che ne hanno gradualmente sminuito il valore. Per esempio, giocando ad un Super Street Fighter II hai qualcosa in più in termini di appeal già solo grazie all’accresciuto parco combattenti o per via delle modalità aggiuntive portandoti quindi a metterne da parte “il padre”. E questa è solo una quisquilia in confronto a quanto mostrato in seguito all’interno del genere da parte della concorrenza e della stessa Capcom. Questo gioco dunque, rivissuto oggi, appare più come un diamante fulgente se però visto sotto la luce del “mordi e fuggi”, mentre in quanto ad esperienza ludica più sostenuta, dato che tutto quello che c’era da scoprire lo si è portato in superficie migliaia di volte nel corso di anni e anni, può benissimo andare incontro anche all’effetto “nausea”. In poche parole SF II è adatto nel nuovo millennio al casual gamer, al classicista o al fan nostalgico ma non a chi cerca molta più profondità di gioco. Per il resto il suo fascino è rimasto immutato così come è inalterata l’aura di rispetto che lo avvolge quasi come se fossimo al cospetto di una grande personalità che ha lasciato un segno indelebile nella storia. Gli va dato merito che il gameplay è pur sempre oggettivamente immediato e divertente. Le vesti grafiche e sonore d’altro canto rimangono degne di considerazione e, a mio giudizio, in certi casi sono ancora ineguagliate per originalità e freschezza. L’eredità di questo gioco è perciò enorme, ha influenzato la nostra gioventù e senza di esso non saremmo i videogiocatori, per non dire le persone, che siamo ora né il mondo dell’intrattenimento elettronico sarebbe lo stesso. Sperando di non aver detto fin qui un mucchio di banalità al cospetto dell’importanza del titolo Capcom vi lascio con una citazione, una sorta di metafora che per me rende bene l’idea di ciò che c’ha trasmesso Street Fighter II sia come giocatori che come bambini, ragazzi che poi si son trasformati in uomini.

    “Il giorno che ti lascerò, tu, oltre a saper combattere, saprai prenderti cura di te stesso anche fuori dal ring, sono stato chiaro?” (Mickey a Rocky - Rocky V)


    COMMENTO FINALE


    "Siamo ormai usciti dall’era in cui il picchiaduro 2D raggiunse i suoi fasti. L’habitat del beat’em up moderno è investito da poligoni, super combo, carovane edulcorate stracolme di personaggi luccicanti e caratterizzato da una frenesia quasi irritante. Nessuno teme più quel pugile stanco, lento, in pensione. Ma quel combattente è stato un campione e non bisogna mai sottovalutare il cuore di un campione. Lunga vita a Street Fighter II, lunga vita al re."




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    Commenti 30 Commenti
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      Una bella conversione molto fedele al cabinato
    1. L'avatar di AlextheLioNet
      AlextheLioNet -
      Eccellente conversione per l'anno di uscita... probabilmente con una cart di 24 Mbit ("formato" che iniziò a diffondersi dall'anno successivo... sia su Super Nintendo che su Mega Drive) la Capcom non avrebbe dovuto scendere ad alcun compromesso... e comunque, anche con una taglia di 2 MB c'è veramente pochissimo da eccepire. Secondo me un porting di questo livello nel 1992 meriterebbe un 9 pieno.
    1. L'avatar di maxtex74
      maxtex74 -
      Meraviglioso gioco e meravigliosa conversione...
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      Quoto alex sul fatto che un 9 ci poteva stare su questo gioco
    1. L'avatar di Bert
      Bert -
      A dire il vero, mi ha impressionato molto di più la conversione per il piccolo PC-Engine della Nec, sebbene si trattasse della Champion Edition. Dicevano, infatti, che non si potesse fare su un umile 8 bit, per di più su una misera hu-card da 4 mb, chissà cosa sarebbe potuto essere su CD. Mitico, poi, l'Avenue Pad a sei pulsanti. Ad ogni modo, tanto di cappello a questo adattamento per lo Snes, una delle conversioni più invidiate!
    1. L'avatar di MasterGen
      MasterGen -
      Citazione Originariamente Scritto da Robbey Visualizza Messaggio
      Quoto alex sul fatto che un 9 ci poteva stare su questo gioco
      anche 9,5 se è per questo!
    1. L'avatar di Big_Paul86
      Big_Paul86 -
      Bhe..è il solito discorso del fattore temporale. Pure per me sarebbe da 10 allora
    1. L'avatar di AlextheLioNet
      AlextheLioNet -
      Super Nintendo, Mega Drive e PC Engine non avevano particolari problemi a livello di specifiche per riprodurre Street Fighter II senza rilevanti compromessi, eccezion fatta per la risoluzione che fu ridotta a 256X224... modalità già standard su PCE e Super Nintendo che fu adottata anche su MD per poter "stipare" il coin-op nella cartuccia.

      Qualche "grattacapo" in più era da mettere in conto relativamente alle versioni MD e PCE... il primo sul fronte dei colori (il limite di 61 tonalità a video tendeva ad impoverire la resa cromatica) e dei campionamenti vocali, il secondo sul comparto audio.

      Il 16 bit Nintendo, poi, era effettivamente più raffinato del CPS-1 in ordine a diverse specifiche: tavolozza decisamente più generosa, trasparenze, Modo 7 e audio più raffinato (l'hardware del coin-op ha un chip audio decisamente più simile a quello del Mega Drive che non al più potente Sony SPC 700 del Super Nintendo).

      Il problema principale per tutte e tre le versioni era senza dubbio la "notevole" quantità di memoria che serviva per la conversione.

      Non a caso tutte le cart di Street Fighter II (TWW, TE / THF, CE e SCE) sono di "taglia extralarge": 16 Mbit su Super Nintendo (20 per la successiva TE/THF), 20 Mbit su PC Engine (se non vado errato, di gran lunga la Hu-Card più "capiente") e 24 Mbit su Mega Drive.
    1. L'avatar di RetroGioco
      RetroGioco -
      possessore all'epoca del "solo" megadrive" ricordo di aver letto la rece del mitico piermarco rosa su consolemania, almeno 50 volte... mi ero così ingasato al pensiero di poter giocare a casa il mio coin op preferito di sempre, che ero pronto a vendere md, giochi, e pure il letto se necessario... pur di trovare le 500 milalire dell'epoca per uno sfam più gioco... erano decisamente altri tempi, e sono belli da ricordare proprio per questo.
    1. L'avatar di AlextheLioNet
      AlextheLioNet -
      Citazione Originariamente Scritto da RetroGioco Visualizza Messaggio
      possessore all'epoca del "solo" megadrive" ricordo di aver letto la rece del mitico piermarco rosa su consolemania, almeno 50 volte... mi ero così ingasato al pensiero di poter giocare a casa il mio coin op preferito di sempre, che ero pronto a vendere md, giochi, e pure il letto se necessario... pur di trovare le 500 milalire dell'epoca per uno sfam più gioco...
      Già... e poi non era nemmeno così indispensabile, visto che la Capcom nel 1993 convertì Street Fighter II: Champion Edition su Mega Drive con il titolo Street Fighter II: Special Champion Edition... ovvio, però, che andava messo in conto l'acquisto extra di due pad a 6 pulsanti...
    1. L'avatar di RetroGioco
      RetroGioco -
      alex 1 anno, 365 giorni... per un'adolescente che all'epoca respirava e mangiava videogiochi sono un eternità... altro che nn era così indispensabile. la versione md la misi in preordine da un noto negozio di milano, sempre annunci presi da cm, e non hai idea dello sbattimento quando si scoprì che invece di uscire in estate, e io ero già pronto da mesi... se ne riparlava a settembre... una roba molto simile per gli appassionati odierni con gt5, ma secondo me a quei tempi, niente internet, niente tante cose che ora esistono, beh le attese erano molto più estenuanti. certe cose per capirle bisogna averle vissute, non c'è molto altro da dire.
    1. L'avatar di RetroGioco
      RetroGioco -
      e aggiungo che dopo l'agognato acquisto, giocai per mesi, mesi non giorni... con il semplice pad a 3 pulsanti, che per passare da calci a pugni, bisognava premere start... perchè? perchè il 6 pulsanti o non era disponibile al lancio, o molto più probabilmente ero io ad aver esaurito il budget comprando il gioco. nsomma, ero diventato talmente veloce nello swap, che ormai usavo i tre pulsanti come fossero sei... perciò dico che certe cose bisogna averle vissute. valle a far capire ai ragazzini di oggi che hanno tutto, e si che ai miei tempi già noi per i nostri genitori, avevamo tutto...
    1. L'avatar di AlextheLioNet
      AlextheLioNet -
      Citazione Originariamente Scritto da RetroGioco Visualizza Messaggio
      e aggiungo che dopo l'agognato acquisto, giocai per mesi, mesi non giorni... con il semplice pad a 3 pulsanti, che per passare da calci a pugni, bisognava premere start... perchè? perchè il 6 pulsanti o non era disponibile al lancio, o molto più probabilmente ero io ad aver esaurito il budget comprando il gioco. nsomma, ero diventato talmente veloce nello swap, che ormai usavo i tre pulsanti come fossero sei... perciò dico che certe cose bisogna averle vissute. valle a far capire ai ragazzini di oggi che hanno tutto, e si che ai miei tempi già noi per i nostri genitori, avevamo tutto...

      Quoto in pieno... se certe cose è facile dirle con la prospettiva attuale e con diversi anni in più, al tempo era tutto un altro paio di maniche...

      Fra l'altro per giocare a Street Fighter II: SCE su Mega Drive ho utilizzato anch'io per mesi il pad a tre pulsanti adattandomi al "terrificante" "swap" tra calci e pugni tramite lo START...
    1. L'avatar di Cthulhu
      Cthulhu -
      "erano giorni di grandi sogni sai eran vere anche le utopie"... Come giocare a Street Fighter 2 SCE su Megadrive con lo "swap" del tasto start
    1. L'avatar di kilik81
      kilik81 -
      Citazione Originariamente Scritto da MasterGen Visualizza Messaggio
      anche 9,5 se è per questo!
      Infatti!!
    1. L'avatar di hannibal the king
      hannibal the king -
      Citazione Originariamente Scritto da RetroGioco Visualizza Messaggio
      ricordo di aver letto la rece del mitico piermarco rosa su consolemania, almeno 50 volte...
      a chi lo dici... e quel numero lo preservai per tantissimi anni finchè mia madre, quando fece pulizie in cantina, ebbe la sciagurata idea di buttarmi la raccolta di console mania d'annata... penso che rileggere quell'articolo mi emozionerebbe ancora!!!
      Per il resto, che dire... è stata la prima conversione con la C maiuscola di questo leggendario titolo!!!
    1. L'avatar di RetroGioco
      RetroGioco -
      Citazione Originariamente Scritto da hannibal the king Visualizza Messaggio
      a chi lo dici... e quel numero lo preservai per tantissimi anni finchè mia madre, quando fece pulizie in cantina, ebbe la sciagurata idea di buttarmi la raccolta di console mania d'annata... penso che rileggere quell'articolo mi emozionerebbe ancora!!!
      Per il resto, che dire... è stata la prima conversione con la C maiuscola di questo leggendario titolo!!!
      ti accontento subito, spero solo di non creare incidenti diplomatici con questo link: http://ludosfera.blogspot.com/2009/0...ter-ii-su.html altro non è che il blog del mitico sopra citato, trovato da me praticamente per caso, qualche mese fa. come potrai vedere c'è proprio la scansione originale della rece in questione, che cmq io per la cronaca conservo ancora con tutto il resto della rivista
    1. L'avatar di Axe_N_Sword
      Axe_N_Sword -
      io direi che poteva starci ultratranquillamente pure il 10, diamine, se non lo merita una vera pietra miliare come Street Fighter 2, per di più convertito in maniera brillante su console domestica

      L'importanza storica di questo gioco è estrema, praticamente il gioco che ha lanciato il genere di appartenenza sul podio dei più importanti negli anni '90, giocabilità perfetta, tecnico, longevità infinita (anche in single, per quanto tempo ho giocato la versione megadrive SCE? Non è quantificabile visto che lo gioco ancora), personaggi equilibrati....vero capolavoro, termine strameritato per definire questo titolo, non come adesso che si spreca a destra e sinistra
    1. L'avatar di Big_Paul86
      Big_Paul86 -
      Citazione Originariamente Scritto da Axe_N_Sword Visualizza Messaggio
      io direi che poteva starci ultratranquillamente pure il 10, diamine, se non lo merita una vera pietra miliare come Street Fighter 2, per di più convertito in maniera brillante su console domestica

      L'importanza storica di questo gioco è estrema, praticamente il gioco che ha lanciato il genere di appartenenza sul podio dei più importanti negli anni '90, giocabilità perfetta, tecnico, longevità infinita (anche in single, per quanto tempo ho giocato la versione megadrive SCE? Non è quantificabile visto che lo gioco ancora), personaggi equilibrati....vero capolavoro, termine strameritato per definire questo titolo, non come adesso che si spreca a destra e sinistra
      Nelle recensione mi sembra di essere stato chiaro sui motivi che mi hanno spinto a dare un 8.5 invece che un 10
      Guardate che SF II è tra l'altro il mio gioco preferito di sempre, quindi è stata dura cercare di essere al di sopra delle parti nel giudizio globale.
    1. L'avatar di Axe_N_Sword
      Axe_N_Sword -
      si l'ho letta, ecco, il punto è che secondo me per un gioco come SF2 non si può rapportare l'esperienza ai giorni nostri (che rispecchia effettivamente il voto dato visto che poi sono usciti giochi migliori, tra i quali gli stessi remake), penso che in questi casi particolari non si può non tener conto dell'importanza storica che si portano sulle spalle. Parere personalissimo eh, altrimenti il primo Space Invaders è da 5-6 visto che poi sono usciti seguiti e remake decisamente più completi sotto tutti i punti di vista